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Dall’antico opificio alle Officine di Battaglia

Dall’antico opificio del maglio in Battaglia alle Officine Rinaldi che, dopo la grave crisi del 1911, divennero Officine di Battaglia. La nuova Società faceva parte del Gruppo S.A.D.E. (Società Adriatica di Elettricità).

INTRODUZIONE

Nel percorrere la storia dello Stabilimento “Nuova Magrini Galileo di Battaglia Terme” è indispensabile innanzitutto chiarire le origini delle Officine Galileo, il legame di queste Officine con il paesaggio di Battaglia, con i Colli Euganei ed in particolare modo con la vita delle sue acque.
Un buon osservatore coglierà negli inserti fotografici che seguono, sfumature e particolari capaci di passare oltre i temi scritti in questo fascicolo, per non liberarsi troppo presto dei periodi storici che hanno segnato il cammino della Nuova Magrini Galileo. In fondo è sempre bello prendere nota su un taccuino delle battute legate a delle immagini che sembrano simpatiche e promettenti, sia per un utilizzo futuro che immediato.
Vi sono come vedete, dei “Click” che mettono in luce effetti ed affetti rivolti verso territori che hanno dato vita a tanti illuminati personaggi che, in molti casi, hanno fatto di tutto per creare un retroterra di “tipi” a tutto tondo.
Le sequenze sono certo lacunose, si mescolano fotografie inedite con quelle già da altri catalogate, tutte però tenderebbero ad accennare un segreto, di giocarci sopra, di ricordare qualcosa … come dire “Un volto, un luogo, un oggetto, una storia”.
Ogni elemento didascalico analizza, come sappiamo: le virgole, i punti e le descrizioni che talvolta riescono a definire uno stato d’animo, un’atmosfera, un brivido, un sorriso – emozioni queste che vanno benissimo a braccetto con la famosa frase “Il fascino del passato che è passato … ” e che stanno particolarmente a cuore.
Le fotografie dunque conducono ai fatti, preparano l’anima, la plasmano.
Inavvertitamente e deliberatamente lasciano dentro di noi un certo non-so-che ed è come se volessero portarci alla tenerezza. Almeno sembra.
Una storia passata fatta di tante parole, che spiega l’orgoglio di appartenenza che prova chi ci ha lavorato, fra questi gli ex dipendenti raggruppati in un attivissimo Gruppo A.N.L.A., (Associazione Nazionale Lavoratori Anziani d’Azienda), gruppo Nuova Magrini Galileo di Battaglia, che presentano questa Mostra Fotografica come testimonianza di un passato e speranza per il futuro.

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UNA STORIA TRA LA DIFESA DEL TERRITORIO
E LE SUE RISORSE NATURALI

L’origine dei primi insediamenti urbani ed artigianali a Battaglia

Dopo la distruzione dell’Impero Romano, l’economia padovana sentì viva la necessità di sfruttare con più intensità le cave di pietra dei Colli Euganei ed il bisogno di bonificare parte di questo territorio, a suo tempo invaso dalle acque del Bacchiglione. Fiume che nel XII secolo era stato deviato dai vicentini per difendersi dalle mire espansionistiche dei padovani nei loro confronti.
Venne così costruito fra il 1190 e il 1205 il Canale di Battaglia, il quale partendo dal cuore degli Euganei, passando per Padova poteva raggiungere la Laguna di Venezia.
La sua funzione, oltre ad essere la principale via di trasporto, fu quella di riportare in parte a Padova, quell’acqua a suo tempo privata dai vicentini e che per la città costituiva principio di vita e di difesa.
Questo canale di tipo pensile fu costruito secondo il modello degli acquedotti greci e romani. A Battaglia risulta sollevato di circa 7 mt. rispetto al primitivo piano stradale. Siccome la portata delle sue acque era incostante a seconda delle stagioni, causando in primavera ed autunno per la loro sovrabbondanza nel territorio inondazioni nella città di Padova, si rese necessaria la regolazione del flusso d’acqua procedendo all’ apertura di uno scarico, generando così una cascata di 6-7 mt.
Questa cascata, oggi denominata Arco di Mezzo, costituì una fonte di energia debitamente sfruttata applicando delle ruote idrauliche e generando così energia meccanica.

Battaglia Terme, l'Arco di Mezzo.

Battaglia Terme, Cascata denominata “Arco di Mezzo”.

Battaglia Terme, uno dei salti d'acqua nei pressi dell'Arco di Mezzo.

La cascata.

Nel 1232 quest’area diventò sede importante per le attività dei mulini che incrementavano l’economia comunale padovana e, pochi anni dopo, i Prìncipi Carraresi che reggevano la città di Padova, fecero costruire una Cartiera chiamando da Fabriano del personale per farla funzionare.
Questa contrada cominciò a chiamarsi prima Baptelea poi Batagia ed infine Battaglia, cioè luogo dove si battevano e maceravano i panni stracci per preparare la pasta necessaria alla fabbricazione della carta, servendosi delle ruote idrauliche.
Più tardi, verso il XVI secolo, furono installati:
– una sega per lavorare il legno
ed in seguito
_ una mola per affilare (Mola da Guzzar),
_ un maglio (Maglio da ferro).
Quest’ultimo per la toponomastica locale si chiamava batagio ed è anche forse per questo che la borgata si chiamerà Batagia e più tardi Battaglia.
Era sorta così una nuova contrada con la Chiesetta, degli edifici artigianali, civili e con un discreto numero di abitanti.

Battaglia, 1686. Disegno di Iseppo Cuman raffigurante gli edifici attigui alla chiesa.

Battaglia, 1686. Disegno di Iseppo Cuman raffigurante gli edifici attigui alla chiesa. Vennero presentati all’ufficio veneziano dei “Beni Inculti” per ottenere la concessione, al fine di edificare una “Pila da Risi”, una macina di “oglio de Lino” e un “Batti Rame” in aggiunta agli edifici di “Battiferro, Sega da legnami e molla da guzzar ferri”, già esistenti. Per il funzionamento sarebbe stata impiegata l’acqua fornita dalla “Seriola” (orientamento: nord a destra)
(A.S.V. – Beni Inculti PD-Pol., rot. 335, m. 8, ds. 2).

2

DALL’ ANTICO OPIFICIO DEL MAGLIO
E DELLA SEGA ALLE OFFICINE “RINALDI”

Inserto pubblicitario delle Officine Rinaldi di Battaglia, pubblicato in una guida del 1922.

Inserto pubblicitario delle Officine Rinaldi, ora Magrini Galileo, nella guida di Padova di Oliviero Ronchi (1922).

Nell’anno 1514 il Consiglio dei “Dieci Savi” fece donazione al N.H. Ser Gerolamo Ruzzini di una “Sega” in Battaglia.
In data 22.1.1655 venne confermato l’atto di proprietà agli Eredi.
In data 15.2.1658 venne data l’autorizzazione per la costruzione di “un opificio del maglio” in Battaglia, come risulta dalla perizia Minorelli in data 26.11.1658.

Battaglia Terme, antica insegna dell'Opifizio del Maglio.

Battaglia Terme. Antica insegna dell’Opifizio del Maglio.

Con la caduta della Serenissima e l’arrivo della restaurazione napoleonica, anche Battaglia risentì del nuovo assetto politico e della rivoluzione industriale.
Battaglia venne assorbita dal Distretto di Padova, il quale comprendeva quattro cantoni: Padova, Piazzola, Teolo, Battaglia.
La contrada diventò una cittadina con oltre 1.000 abitanti, i quali continuarono la dura vita dei loro antenati: maestranze di opifici, cavatori, operatori termali.
Le attività degli opifici e dei trasporti fluviali assunsero sempre più importanza per l’economia territoriale.
Con atto in data 19.10.1818 il Sig. Pacifico dei Conti Camerata vendette al Sig. Agostino Meneghini “un opificio del Maglio e della Sega, con vari fabbricati civili”.
Con atto 3.4.1844 il Sig. Meneghini Agostino vendette alla Contessa Maria Wimpffen “un opificio ad uso di Molino e Pilla, Macina d’olio e Maglio di ferro, con le relative investiture di acqua e fabbricati annessi”.

Foto a sinistra: Copia rogito del 19 ottobre 1818: vendita ad Agostino Meneghini dell’opificio del Maglio e di altri beni a Battaglia.
Foto a destra: Copia dell’atto notarile dell’aprile 1844 in cui viene certificata la vendita dei beni Meneghini, siti in Battaglia, alla contessa Maria Wimpffen.

(Didascalia a cura di BATTAGLIATERMESTORIA)

Tali beni passarono al Conte Vittorio Wimpffen con atto in data 5.4.1871 ed a seguito di testamento olografo di detto Conte, al di lui figlio Conte Sigfrido Wimpffen, che con atto 4.4.1901 n. 2410 li vendette ai Sigg. Ruggero e Rina Rinaldi, figli del Cav. Francesco Rinaldi.
I suddetti fratelli Sigg. Ruggero e Rina Rinaldi dettero in affitto per 12 anni l’opificio ed i fabbricati in questione alla Società in accomandita semplice F.RINALDI & C., costituitasi in Battaglia Terme con ISTROMENTO N. 6028 in data 15/1/1902 rogito Notaio Bassi in Padova, capitale sociale Lit. 30.000.
La detta Società si sviluppò talmente che i Soci con atto 2.2.1904 decisero di aumentare il capitale a Lit. 60.000 e poi con atto 21/3/1906 a Lit. 200.000.
Dato il continuo prosperare della Società i fratelli Ruggero e Rina Rinaldi decisero di vendere alla S.F. RINALDI & C. (il cui gerente era il padre Cav. Vittorio Rinaldi e gli stessi azionisti), l’opificio in questione.
La vendita venne registrata con atto in data 8.7.1906.

Copia dell'atto notarile di vendita dell’opificio di Battaglia.

Copia. Consistenza topografica, atto notarile di vendita dell’opificio.

Purtroppo nel 1911, in seguito a dovuti e mancati pagamenti alla Officina Rinaldi, questa si trovò in una grave crisi che portò ad una drammatica fine sia il Cav. Rinaldi sia la sua officina e fu così costituita una nuova Società: Le OFFICINE DI BATTAGLIA.

Battaglia Terme, veduta esterna della fonderia Rinaldi.

Veduta esterna della fonderia Rinaldi. Edificio ancora esistente.

Colonna in ghisa prodotta dalle officine Rinaldi di Battaglia all'inizio del secolo scorso.

Una delle numerose colonne in ghisa fuse nella fonderia Rinaldi all’inizio del secolo scorso.