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Dall’antico opificio alle Officine di Battaglia

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LA RINASCITA NEL 1913
CON LE “OFFICINE DI BATTAGLIA”

Inserto pubblicitario delle Officine di Battaglia pubblicato nel 1929.

Inserto pubblicitario nel “Bollettino Mensile” del Sindacato Provinciale Fascista Ingegneri n. 12 del 1929. (Racc. A. Romano)

Il nuovo complesso possedeva oltre ad un’efficiente fonderia, anche impianti per la lavorazione di carpenteria metallica, di forgeria, di meccanica con indirizzo specializzato per forniture di:
– Apparecchi di sollevamento di impianti interni (centrali elettriche, stabilimenti industriali, magazzini) ed esterni, per banchine, per galleggianti, di ponti e gru scorrevoli e girevoli elettrici, per qualsiasi portata ed uso, di gru a benna per scarico carbone, sabbia, ghiaia, sale ecc., di trasportatori per qualsiasi applicazione.
– Travature metalliche, per ponti stradali e ferroviari, intelaiature per fabbricati industriali, capriate, coperture.
Disponeva di attrezzature e squadre specializzate per la costruzione di pali a traliccio e sostegni per linee elettriche a basso ed alto potenziale, di torri e di antenne.
Costruiva condotte in lamiera e in ghisa, condotte forzate, gasometri, serbatoi a perfetta tenuta, per liquidi e gas. Fusioni in ghisa e bronzo da kg. 0,500 a kg. 5.000.

Veduta generale delle Officine di Battaglia.

Veduta generale Officine di Battaglia.

La Società “Le Officine di Battaglia” faceva parte del Gruppo S.A.D.E. (Società Adriatica di Elettricità).
Fra i clienti principali figuravano vari Enti Statali – Ferrovie dello Stato – Regio Esercito.
Le vecchie ruote ad acqua lasciarono il posto alle turbine idrauliche. Venne installata anche una centralina idroelettrica con potenza di 5 MVA.

Officine di Battaglia, centralina generatrice idroelettrica.

Centralina generatrice idroelettrica. Officine di Battaglia.

Nell’area di Battaglia venne così creato un sistema di distribuzione dell’energia elettrica in corrente continua e di illuminazione pubblica.
È interessante notare quale importanza strategica assunse questa centralina durante il primo conflitto mondiale, dopo la disfatta di Caporetto del 1917. In seguito alla ritirata la regione Veneto venne privata delle Centrali del Bellunese e della Carnia, quindi questa sopperì in palte alla mancanza di energia nelle ore di punta nel territorio padovano, centro di comando delle operazioni belliche.
Pure le Officine di Battaglia furono autoalimentate dall’energia generata dal salto d’acqua e da una turbina (1,5 MVA) in servizio fino al 1950.
Le Officine, nel periodo del primo conflitto mondiale assunsero grande importanza strategica, tanto che l’autorità militare, valutata la sua organizzazione finanziaria, tecnica, produttiva e la sua ubicazione alla confluenza di una rete di canali navigabili, la designò come centro di produzione bellica e raccolta di tutte le industrie militari del Veneto, con l’intento di costituire un primo interporto.
Nel momento più critico del periodo bellico, con l’avanzata dell’esercito Austro-Ungarico sulla linea Piave – Grappa – Pasubio, la rilevante produzione bellica delle Officine di Battaglia fu, per motivi di sicurezza, trasferita nella cittadina di Prato. Quindi le maestranze e le loro famiglie seguirono la produzione e andarono temporaneamente a vivere in quella città. Questo è il motivo per cui a Battaglia Terme figurano dei cittadini nati a Prato negli anni 1917-1918.

Proiettificio della fabbrica di Prato.

Proiettificio. Foto della fabbrica di Prato.

L’idea di unire Battaglia attraverso una rete di Canali direttamente con Padova – Venezia – Chioggia – Treviso – Ferrara ed altri centri portuali, permise la costruzione di una conca idraulica a Battaglia. L’esecuzione del lavoro fu affidata alle Officine di Battaglia. Quest’opera fra le sue varie particolarità tecniche era dotata di un congegno idraulico che, durante il riempimento della vasca, immagazzinava una pressione d’aria da utilizzare successivamente per manovre di esercizio della vasca stessa, escludendo così la necessità di energia ausiliaria.

Molteplici sono le strutture analoghe ancora in pieno esercizio e costruite dalle Officine di Battaglia da circa un secolo: Moranzani presso Fusina, le gru del Porto di Venezia, le paratoie lungo i fiumi Brenta, Piave, Adige, i ponti in ferro fissi e mobili e varie altre costruzioni documentate nell’esposizione fotografica della Mostra.

Porto di Venezia, serie di gru prodotte dalle Officine di Battaglia.

Serie di gru. Porto di Venezia.

Officine di Battaglia., palazzina della Direzione e Uffici.

Palazzina della Direzione e Uffici delle Officine di Battaglia.
Tipico stile di villa Veneta (purtroppo oggi assai trascurata) sa la mettiamo a confronto con una della stessa matrice: lungo la Riviera del Brenta, raffigurata sulla foto superiore.

A cura di Arrigo Pizzolon

La Nuova Magrini Galileo di Battaglia Terme, copertina.

La Nuova Magrini Galileo di Battaglia Terme. Cento anni di storia di un’industria. Testimonianze di un passato e speranze per il futuro, a cura di Arrigo Pizzolon. Padova, La Garangola, 2002 – pagine 7-29 (Introduzione e Capitoli 1-3).