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Le prime due chiese parrocchiali di Battaglia

Storia delle prime due chiese parrocchiali di Battaglia Terme: la prima, costruita sul Colle della Stufa, inizialmente dedicata a S. Eliseo e poi a S. Elena, e la seconda, edificata nei pressi del canale e intitolata a S. Giacomo maggiore.

LE CHIESE DI BATTAGLIA

A   CHIESE PARROCCHIALI

1) S. ELISEO – S. ELENA, 1a CHIESA DI BATTAGLIA

L’oratorio di S. Eliseo, detto poi di S. Elena, fu soggetto a parecchi rifacimenti e ricostruzioni. Sorto per la pietà dei fedeli della località Luogo dei Bagni (Battaglia), circa l’anno mille, è servito come primo luogo di culto per le poche famiglie che risiedevano sulle pendici o sopra il Colle della Stufa. L’Oratorio era stato costruito accanto all’antichissima grotta sudatoria e al bagno di S. Eliseo ripristinati circa un secolo prima delle Terme Aponensi, dopo essere state distrutte con Padova nel 602 dai Longobardi di Agilulfo.

Territori della Penisola soggetti al dominio longobardo nel periodo di Agilulfo.

I territori della penisola italiana soggetti al dominio longobardo nel periodo di Agilulfo.

Pubblico dominio, Wikimedia Commons

Il ripristino di queste ultime da parte del libero Comune di Padova è infatti avvenuto circa l’anno 1235 (V.Statuti Padovani), quando il Bagno di S. Eliseo funzionava perfettamente qualche decennio prima del 1156, data del primo documento d’archivio. Nel 1199 Speronella Dalesmanini, arricchitasi a dismisura per l’accumularsi delle eredità dei suoi cinque mariti (tra cui anche Ezzelino il Monaco, padre del Tiranno) che la fecero diventare il primo vassallo del vescovo di Padova, venne a morire a soli cinquant’anni dopo una vita molto avventurosa. Ebbe però il tempo di disporre con piena lucidità del suo immenso patrimonio che profuse in molteplici benefiche elargizioni. Tra l’altro nel suo testamento lasciò al Vescovo di Padova lire 100 (franc. 2000 circa) per la costruzione d’un ospizio per i poveri sopra il colle di S. Elena. Come si è visto nel capitolo precedente, era specifico compito del Vescovo quello di procedere alla costruzione di ospizi per poveri, viandanti o pellegrini dentro e fuori le porte della città, lungo le principali vie di comunicazione od anche per particolari motivi di carità come la Cà di Dio per gli esposti, i brefotrofi per gli orfani, ecc. Quello di S. Elena è il primo esempio, mi sembra, di ospizio terapeutico per i poveri. «Lo spedale per gli infermi, che usavano di quei bagni, durava ancora nel 1552, quando Bernardino Urbino nel suo testamento lasciò per legato parecchi letti ad uso di esso».1 Gli ospizi, anche i  semplici posti di ristoro, nel medioevo erano chiamati “hospitali” ma niente avevano in comune con i moderni ospedali. Quello di S. Elena invece era un po’ una casa di Cura a beneficio dei poveri. Speronella nulla dispose per la chiesetta di S. Elena perché molto probabilmente non aveva bisogno di restauri nel Duecento. Quanto al cambiamento del Titolare da S. Eliseo a S. Elena si tengano presenti due cose: 1) la Chiesetta sul colle della Stufa non era ancora parrocchia e pertanto il titulus poteva anche essere mutato abbastanza facilmente; 2) senza dover pensare ad un intervento dall’alto può essere stata la popolazione stessa ad aggiungere al primo titolare il secondo, che finì per avere il sopravvento. Il 26 febbraio 1320 Federico, re dei Romani e imperatore augusto, concesse in feudo a Nicolò e Ubertino da Carrara il Monte della Stupa, detto bagno di S. Elena. Questo atto d’infeudazione stava inciso su un’ampia lastra di marmo posta fuori della Chiesa a mezzogiorno un po’ alto da terra 2. Appena dodici anni dopo, nel 1332, la Chiesetta di S. Elena non sarà più l’edificio di culto della Capella di Battaglia, ma continuerà ad essere sempre un oratorio pubblico caro a tutta la popolazione della località. Di questo primo edificio sacro non siamo in grado di fornire nessuna descrizione né di dimensione, né di architettura. Sappiamo solo che nella relazione della Visita Pastorale a Battaglia nel 1449 si parla d’una «Chiesa Piccola nuova sopra un certo monticello presso i bagni detti di S. Elena».
La ricostruzione fu possibile perché due soldati, un certo Scaramuccia da Forlì ed un altro di cui s’ignora il nome, hanno lasciato allo scopo 60 ducati d’oro il primo e 26 il secondo 3. Questa seconda chiesetta rimase in piedi per circa 150 anni quando, sempre nello stesso luogo, l’arcidiacono Luigi Selvatico fece costruire l’attuale oratorio per uso della sua famiglia al posto dell’antico. La prima messa nella nuova chiesa  fu celebrata il 14 ottobre 1596.

Battaglia, Colle delle Stufa. L'oratorio di S. Elena, tra la villa Selvatico e i bagni vecchi, in un'incisione del 1657.

L’oratorio di S. Elena in un’incisione del 1657. Inizialmente dedicata a S. Eliseo, la chiesetta è costruita sulle pendici del Colle della Stufa, presso la località “Luogo dei bagni”. Sulla sommità del colle, la villa Selvatico; in basso, a destra, i “bagni vecchi”.

Particolare di un’incisione pubblicata in: Descrittione delli Stabili del Sig. Cavalier Benedetto Selvatico alla Battaglia nel Padovano cioè del Colle di Sant’Elena […], Venezia, 1657.

Sopra la porta dell’oratorio in una piccola lastra di marmo sta scritto: D.O.M. DIVAEQUE ELENE DICATUM. Il ricordo della ricostruzione invece si trova all’interno 4. Il Salomoni riporta anche un’altra iscrizione: Ad fontem, ubi Balnea, sub imagine B.M.V. (alla sorgente  dove sono i Bagni, sotto un’immagine della B. V. Maria) FONS SALUTIS: Fons hic coelestis invocatus – terrenis dedit virtutem et valetudinem – dimissa voce riassumpsi ego – Ioseph Bellinus Athestinus 1651 (Questa sorgente chiamata celeste diede forza e salute ai mortali, io Giuseppe Bellini d’Este, perduta la voce qui la riacquistai 1651) 5. Quest’ultima è la «nuova chiesa in battuto, et volto longa 18, larga 12 con un Altare, Calice e Campana» descritta dal Cittadella nel 1605. 6 Dopo i Salvadego l’oratorio di S. Elena con la splendida Villa divenne proprietà della baronessa Maria Esckeles sposata Wimpffen, poi dei Meneghini e quindi degli Emo Capodilista.

L'attuale oratorio di S. Elena, la prima delle chiese di Battaglia.

L’attuale oratorio di S. Elena, fatto costruire dall’Arcidiacono Luigi Selvatico; la prima Messa fu qui celebrata il 14 ottobre 1596. A fianco della chiesetta, la villa Selvatico.
Copertina dell’opuscolo pubblicato in occasione della S. Messa celebrata domenica, 18 maggio 2003, giorno in cui la Comunità cristiana di Battaglia Terme ha voluto ricordare le proprie origini.

2)  S.GIACOMO,  2a CHIESA DI BATTAGLIA

Divenuta feudo dei Carraresi la Collina della Stufa con la Chiesa di S. Elena nel 1320 e stabilitasi definitivamente in piano la residenza abitativa sulle sponde del canale, si rendeva necessaria la costruzione d’una nuova Chiesa per le necessità spirituali della popolazione di Battaglia. L’iniziativa in questo senso spetta a parecchie persone; nel documento del 1332 non si parla di  costruzione d’una Chiesa in luogo d’un’altra, ma di vera e propria “fondazione”: Constituta fuit haec Ecclesia … Non si trattava d’una semplice erezione di  muri, ma di fondare una parrocchia. Non bastavano i pii desideri della popolazione né la generosità di benefattori per la costituzione del necessario patrimonio; occorreva, col consenso della Pieve di Pernumia, ottenere dal Vescovo un capellano stabile per la cura d’anime della località.

Battaglia in un disegno del 1676 ca., copia di originale di ignoto eseguita da Giovanni Falcono..

La Bataglia. Il borgo è disegnato in maniera sommaria, ma efficace. La chiesa si trova al centro del nucleo di case che si affacciano sul canale principale. Nell’altra sponda, un altro nucleo di edifici. Lungo il canale Vincenzone sono disegnati i mulini e la cartiera.

Particolare tratto dalla Mappa del comprensorio dei Colli Euganei di Giovanni Falcono, ca. 1676. Copia di originale di ignoto.

A questa provvidero Pietro dalla Campagnola, Gualpertino Mussato (abate di S. Giustina) ed il Notaio Corrado de Zacchi a ciò delegati dalla Signora Fina de Zacchi ed esecutori testamentari della stessa, del marito Antonio e del figlio Giacomo de Zacchi. Con i lasciti dei loro testamenti si doveva provvedere alla costruzione materiale dell’edificio sacro, mentre la dotazione del beneficio parrocchiale doveva venire dai beni dello stesso sig. Giacomo ed era dell’ottava parte di quattro delle ruote dei Mulini di Battaglia verso Monselice 7. In ossequio al principale benefattore la nuova Chiesa fu intitolata a S. Giacomo maggiore, apostolo; peccato che la lapide non porti anche il nome del Cappellano di allora.

Battaglia Terme, chiesa vecchia di S. Giacomo, lapide del 1332 in gotico maiuscolo.

Vecchia parrocchiale di S. Giacomo. La lapide in gotico maiuscolo, già appartenente alla prima chiesa di S. Giacomo, è stata collocata nella parte destra della facciata nel XVIII secolo. Il blasone scaccato corrisponde a quello della famiglia Zacco. Per la trascrizione e la traduzione del testo, si veda qui.

Foto: Carmelo Donà.

Di questa seconda Chiesa di Battaglia siamo però in grado di fare una descrizione molto più ampia della precedente. Il Cittadella, come s’è visto 8, dice ch’era pavimentata (in cotto a spina di pesce), a differenza di molte altre che erano in terra battuta; aveva il soffitto dipinto a fresco e così il catino dell’abside. Aveva doppio coro: il primo era costituito dal presbiterio, il secondo dall’oratorio della Ss.ma Trinità in cui si entrava da due porte ai lati dell’Altar Maggiore; già ai primi del Seicento era fornita di organo; era lunga m. 29,5 e larga m. 8,2 e allora aveva 5 altari; mentre nel 1572 e all’origine ne aveva soltanto tre: il Maggiore, quello della Madonna e quello di S. Rocco. I due aggiunti erano quelli del Nome di Gesù e del Crocifisso. Era fornita di vasi e paramenti sacri; aveva un piccolo campanile con due campane e l’Horologio duplicato cioè con due quadranti, l’uno rivolto verso il canale l’altro verso Monselice. Nella relazione della Visita Pastorale del 1572 è detto che la Chiesa aveva una sola porta ad occidente, due finestre, il campanile con due piccole campane, la sacrestia a mezzogiorno; essa aveva una porta per cui si entrava nella piccola canonica; il cimitero, chiuso da muretto, era nella parte orientale 9. Nella relazione della Visita Pastorale del 1587 è specificato che il Battistero è in fondo alla Chiesa dalla parte sinistra, mentre il Campanile è pure in fondo dalla parte destra; il Cimitero, chiuso dalle mura e dal fiume, è oltre l’Altar maggiore verso mezzogiorno, in pratica a oriente della sacrestia e della canonica.

La seconda chiesa di Battaglia in un disegno del 1686.

La seconda chiesa di Battaglia in un disegno del 1686. Di fronte alla chiesa, a ridosso del canale, due edifici ora demoliti. Le proporzioni della chiesa risultano essere corrette rispetto alle misure indicate nel testo.

Particolare di un disegno pubblicato in: Pier Giovanni Zanetti (a cura di), Battaglia Terme Originalità e passato di un paese del Padovano, Comune di Battaglia Terme, La Galiverna, 1989, p. 75.

Nel 1454, in occasione della seconda Visita Pastorale a questa Chiesa, i rappresentanti della parrocchia interrogati dal Vicario Generale visitatore, lamentano che «la segheria, vicina al sagrato della Chiesa, corrode il sagrato stesso in modo che i corpi dei morti vagando correvano qua e là lungo l’acqua» (della Canaletta); chiedono pertanto che su questa cosa si provveda con opportuno rimedio.10 Si rimediò a questo inconveniente chiudendo il Cimitero con un muro anche dalla parte del fiume, cioè della Canaletta. Nel 1605, come s’è visto, in Chiesa c’erano già 9 tombe di famiglia; in seguito in Chiesa ci fu anche l’Arca  dei Sacerdoti ed anche quella dei membri della varie Confraternite religiose finché non venne l’editto napoleonico di Saint Cloud del 1804 che ordinava la costruzione dei Cimiteri fuori delle Chiese e lontani dai centri abitati. Il 9 marzo 1806 compare per la prima volta nel registro dei Morti la clausola: con “licenza del medico”. Andrea figlio di Bartolomeo Fabreti e di Teresa Comin di giorni 6 fu l’ultimo ad essere sepolto nel Cimitero della Chiesa il 7 dicembre 1826. 11 Mentre il  «29 dicembre 1826 Angela fu Andrea Moschin e di Pasqua Cirognolo e moglie di Antonio Tasso di anni 27…fu tumulata nel nuovo Cimitero Comunale e fu la prima tumulata in esso». 12  Nel 1667 per iniziativa del Massaro della Confraternità del Ss.mo, Andrea Ferrato, con le offerte dei buoni e specialmente del Duca di Baviera, elettore del Sacro Romano Impero, Ferdinando Maria sposo di Adelaide di Savoia, venuto ospite degli Obizzi al Cattaio per riacquistare la perduta salute nelle acque termali, fu eretta la tribuna, cioè il presbiterio, con l’attuale cupola, che non fu toccata nemmeno nella radicale ristrutturazione della Chiesa nel 1700. 13

Battaglia Terme, la vecchia chiesa di S. Giacomo e, in primo piano, l'oratorio della SS.ma Trinità.

La vecchia chiesa di S. Giacomo vista dal Vicolo della Chiesa (già Via Androna). In alto svetta il tiburio ottagonale che racchiude la cupola. In primo piano, l’oratorio della SS.ma Trinità, successivamente trasformato in teatro parrocchiale.

Foto: Carmelo Donà.

Con la costruzione della tribuna e della bella cupola apparvero con evidenza l’inadeguatezza e la povertà dell’altar maggiore e del suo tabernacolo. Fu così che Domenico Leonati, massaro della Confratenita del Ss.mo, e Francesco Borghi, massaro di quella del Rosario, si portarono nel 1675 da S. Gregorio Barbarigo vescovo di Padova per chiedergli l’autorizzazione di poter costruire un altar maggiore ed un tabernacolo adeguati al nuovo presbiterio usando parte dei 39 ducati d’oro lasciati dal sig. Giacomo Stopazzolo per l’addobbo dell’altare della Madonna del Rosario già adornatissimo. S. Gregorio concesse quanto chiedevano e nel 1678 l’altare era già eretto come attesta l’iscrizione in marmo a sinistra dello stesso altare. I quattro altari laterali verranno sistemati, così come sono, nella terza Chiesa.

L’altare maggiore e il tabernacolo della vecchia chiesa parrocchiale di Battaglia.

L’altare maggiore e il tabernacolo della vecchia chiesa parrocchiale di Battaglia. Dietro il tabernacolo, la pala tripartita di fine Cinquecento: nella parte inferiore sono raffigurati i quattro patroni di Battaglia: S. Giacomo, S. Bartolomeo, S. Andrea e S. Domenico; nella parte centrale, quattro Dottori della Chiesa; in alto, l’esaltazione dell’Eucarestia.

Foto: Carmelo Donà.

Questa seconda Chiesa fu testimone d’un fatto straordinario nella vita spirituale di Battaglia: vide il passaggio da Cappella a Parrocchia. Quando? Questa è la risposta che siamo in grado di dare: qualche anno prima del 1449. Molto probabilmente nello stesso anno dello sganciamento dalla Pieve di Pernumia da parte della Cappella di Cartura nel 1430. La prova è data da un documento del marzo 1449 che ha per titolo Provvisione della Chiesa di S. Giacomo di Bataglia diocesi e distretto di Padova fatta al Sig. Pietro q. Biagio da Montanelli di Florenze. E’ il vescovo di Padova Fantino Dandolo che procede a questa nomina perchè la Chiesa di Battaglia si era resa vacante per la morte di Prè Andrea Albanese ultimo rettore (parroco) legittimamente istituito nella stessa Chiesa “[…] investendoti della stessa come rettore, abbiamo affidato a te Pietro fu Biagio da Montanelli di Firenze la cura delle anime dei parrocchiani e la piena direzione e amministrazione della detta Chiesa.” 14 Dal Documento appare chiara la  parrocchialità della chiesa di Battaglia non solo dal tempo dell’investitura del parroco Pietro di Biagio da Montanelli, ma anche dal tempo in cui della carica di parroco era stato investito il precedente sacerdote Andrea Albanese che dovrebbe perciò essere stato il primo parroco di Battaglia e questo meno di vent’anni prima del 1449. La Prima Chiesa di S. Giacomo era sorta come capella quindi era priva del battistero; divenuta Parrocchia lo ebbe. Ma il Vescovo Nicolò Ormaneto, nella sua Visita pastorale a Battaglia del 26 settembre 1572, trova il Fonte battesimale «sotto l’altare della Madonna» in forma provvisoria, mentre nella Visita successiva del 1587 l’abbiamo visto posto in fondo alla Chiesa dalla parte sinistra.

Fonte battesimale della vecchia chiesa di S. Giacomo di Battaglia.

Fonte battesimale della vecchia chiesa di S. Giacomo di Battaglia. Si trova subito dopo l’ingresso, a sinistra. Qui è stato battezzato, il 15 febbraio 1703, don Domenico Leonati.

Foto: BATTAGLIATERMESTORIA.

Abbreviazioni

APB Archivio parrocchiale di Battaglia
AVP Archivio vescovile di Padova
D.O.M. Deo Optimo Maximo
PP Pagine
SS Seguenti

Note

1) Francesco Scipione DONDI DALL’OROLOGIO, Dissertazioni sopra l’istoria ecclesiastica di Padova, Padova, Tipografia del Seminario, VI p. 45.
2) Jacopo SALOMONI, Agri Patavini inscriptiones sacrae, et prophanae, Padova, Tipografia del Seminario, 1696 p. 370.
3) AVP – Visitationum I f. 58: «Notandum quod in villa baptalaee est una ecclesia parva nova super quondam monticellum penes balnea nomine Sancta Helena et quidam armiger nomine Scaramuccia de Furlivio tempore sue mortis reliquit dicte ecclesie in reparatione ( a sconto dei suoi peccati) ducatos 60 aurei, qui armiger obiit in domo cuiusdam Fentii (Fidenzio) aromatarii habitatoris ad castrum Moalis extra portam. Et ibi prope portam et adhuc ut asserunt convicini dicte ecclesie ipse Fentius habet dictos ducatos penes se et tenet eos ad omne mandatum rev.mi domini episcopi paduani sive eius vicarii. Item etiam dicunt dicti convicini quod quidam eius armiger cuius nomen ignorant reliquit etiam dicte ecclesie ducatos 26 auri. Item dicunt etiam dicti convicini quod quidam Dominicus Gobo et Niger Tomagnoni habitatore in dicta villa Baptalee remanserunt commissarii dictorum armigerorum et habuerunt de bonis et rebus suprascriptis et inceperunt construere dictam ecclesiam prout nunc est et non processerunt amplius ad debitum finem. Notandum est quod Johannes Galvani ad presens hospes ad villam Medie Vie habuit pro reparando dictam ecclesiam ducatos 5 auri et est informatus de omnibus suprascriptis ut asserunt suprascripti convicini. Notandum etiam quod dicta ecclesia ut dicunt aliqui homines dicte ville habet aliquos reditus quod convicini ipsius ecclesie usurpant.»
4) Jacopo SALOMONI, Op. cit. p. 370: «Intus – Quod loco antiqui Sacelli Aloysius Sylvaticus Archidiac. in usum Domus suae construendum mandavit Sanctiss. Sacrif. primo factum fuit die 14 Octobris MDXCVI […]»
5) Jacopo SALOMONI, Op. cit. p. 37.
6) Andrea CITTADELLA, Descrittione di Padoa e suo territorio con l’inventario ecclesiastico brevemente fatta l’anno salutifero 1605 et in nove trattati compartita con tavola copiosa, 1605, pp. 197-198.
7) Jacopo SALOMONI, Op. cit. p. 368: «In Parochiali Ecclesia S.Jacobi Baptalee, extra in pariete. MCCCXXXII, Constituta fuit haec ecclesia per Dominos Petrum Iud. da la Campagnola , Gualpertinum Mussatum, Coradum Not. de Zachis comessarios testamenti d.nae Finae et executores testamenti D. ni Jacobi ipsius Fillii, et D. Antonii de Zachis, et de bonis ipsius D.Jacobi, et dotata fuit de octava parte quatuor rotarum molendinorum Baptalee a latere versus Montemsilicem.»
8) Andrea CITTADELLA, Op. cit., pp. 248-249.
9) AVP Visitationum. 26 settembre 1572.
10) AVP Visit. I, c. 321 e ss.
11) APB Morti V p 40.
12) Ibidem.
13) nota 44
14) nota 45

Parrocchia e paese di Battaglia, copertina.Il testo è tratto da: sac. Guido Beltrame, La parrocchia di S. Giacomo e il paese di Battaglia, Parrocchia di S. Giacomo, 1997, pp. 20-24.
Le immagini e le relative didascalie sono a cura di BATTAGLIATERMESTORIA.
Ringraziamo il parroco della parrocchia di San Giacomo di Battaglia Terme, don Edoardo Bregolin, per averci dato il consenso alla pubblicazione.