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Uomini di lettere battagliensi del XVIII secolo

Tra la fine del XVII e il XVIII secolo il paese di Battaglia dette i natali a quattro autorevoli uomini di lettere. Un quinto, il marchese Ferdinando Obizzi, meno significativo dei precedenti, morì presso il castello del Catajo. Tutti sono ricordati da Giuseppe Vedova nella sua Biografia degli scrittori padovani *. Riportiamo qui i brani che ci interessano.

Il libro, prodotto per eccellenza degli uomini di lettere.

GUERRA Luigi

GUERRA ab. (Luigi) sortì i natali il dì 28 marzo dell’anno 1712 nell’ameno villaggio della Battaglia, a otto miglia da Padova 1. Nel Seminario della nostra città abbracciò egli vita ecclesiastica, e con calore vi corse il cammino delle lettere, della filosofia, delle matematiche, non che della teologica scienza, nella quale a’ 27 di luglio dell’anno 1734 venne decorato della laurea dottorale, ed indi parimente ascritto a quel collegio. Insegnò in progresso il Guerra la rettorica in Bergamo, indi in Venezia, finalmente in Padova, ove, non trovando un’occupazione lucrosa e degna del suo ingegno, gli venne in pensiero, correndo l’anno 1749, di portarsi a Dresda. Quanto colà soggiornasse, e che ivi facesse, mi è ignoto del tutto. Sembra certo però ch’egli, annojato anche di quella città, tornasse a rivedere l’italico suolo, e in Venezia di bel nuovo fermasse sua dimora. Lasciate in non cale le lettere, dalle quali suolsi trarre d’ordinario poco profitto, a tutto uomo si diede all’erudizione ecclesiastica, e ad apprendere profondamente il diritto canonico. Le sue opere, le sue versioni per lui pubblicate lo fecero conoscere dai dotti, e lo scortarono alla cattedra di gius ecclesiastico nella nostra Università nel giorno 25 agosto del 1773, cattedra ch’ei sostenne con tutto il decoro.
Fu il Guerra annoverato tra i membri pensionarii della nostra Accademia, e in essa vi fece spiccare il suo ingegno con molte dotte Memorie. 11 suo spirito, inclinato alla critica, non fu facile lodatore delle altrui produzioni, e, quel ch’è peggio, non sapea tacer anco in pubblico la propria opinione. Ciò fu che lo rese privo di veri amici, « e che l’ab. Cesarotti non dimostrasse grande estimazione allorchè ebbe a parlare di lui nelle Relazioni accademiche 2. »
Il Guerra nell’avanzata età d’anni 83 fu dal Signore chiamato a sè a’ 2 di marzo dell’anno 1795.

Le traduzioni e le opere del nostro Professore, che ci restano alle stampe, sono 3:
I. Dei fondamenti della Religione, e dei fonti dell’empietà, libri tre di F. Antonino Valsecchi. Opus ex italico idiomate in latinum translatum (ab Aloysio Guerra) juxta editionem secundam auctiorem, retractatioremque. Venetiis, 1767, sumptibus haeredis Niccolai Pezzanae. — Ibid., 1770, in 4.° — Notandum tamen versionem hanc ab auctore Valsecchio publice et graviter fuisse improbatam, atque hinc controversias quasdam et lites inter eumdem Valsecchium et typographum obortas esse.
II. Della proibizione dei libri. Opera di Antonio Arnaldo Dottore della Sorbona, tradotta dal francese. Venezia, 1771, in 8.°
III. Historia Juris Canonici Doujat versa in latinum sermonem, et addita Canonicis Institutionibus Roye. Venetiis, sumptibus haeredis Niccolai Pezzanae, 1771, in 8.°
IV. Dimostrazione teologica, canonica e storica del diritto dei Metropolitani di confermare e consacrare i Vescovi suffraganei, e del diritto dei Vescovi di confermare e consacrare i loro Metropolitani (Le annotazioni sono fatte da Alvise Guerra), Venezia, presso l’Erede di Nicolò Pezzana, 1771, in 12.°
V. Giustificazione dei Discorsi e della Storia ecclesiastica dell’ab. Fleury contro le accuse e le calunnie di alcuni Religiosi Fiammenghi, tradotta dal francese, ed accresciuta in molti luoghi. Ivi, 1772, in 4.°
VI. Pontificarum Constitutionum in Bullariis Magno et Romano contentarum et aliunde desumptarum Epitome, et secundum materias dispositio. Tomi quatuor in fol. Ibid., 1772.
VII. Lettura della Sacra Bibbia in lingua volgare a tutti permessa e raccomandata. Opera di Antonio Arnaldo, tradotta dal francese. Vi si aggiungono le Conclusioni di Bernardo Zegero sopra lo stesso argomento, tradotte dal latino. Ivi, 1772, in 8.°
VIII. La Sacra Bibbia volgarizzata da Niccolò Malermi, approvata dalla Sacra Congregazione dell’Inquisizione l’anno 1567, ridotta allo stile moderno, e arricchita di note. Tomi sette. Ivi, 1773, in 8.°
IX. Joannis Cabasutii Aquiseksiensis Notitia ecclesiastica Conciliorum variis in locis novissime amplificata, et (ab anno 1596) usque ad annum 1772 producta ab Aloysio Guerra. Ibid., 1773, in 4.°
X. Oratio habita in Gyimnasio Patavino cum primutn ad Jus publicum ecclesiasticum explicandum accederet an. 1773. Patavii, typis Cominianis, 1774,in 8.°
XI. Concilium Tridentinum ex ultima recognitione Joannis Gallemart etc. Edilio novissima supra quascumque alias locupletata, cui permultas Constitutiones Pontificum ad varia Concilii capita et Appendicem propositionum usque ad Clementem XIV. apposuit Aloysius Guerra in pataviao Lyceo Professor. Venetiis, sumptibus haeredis Niccolai Pezzana. Tomi duo, 1780, in 4.°
Si conservano mss. del nostro Professore appresso l’archivio della nostra I. R. Accademia le seguenti Memorie, che hanno questi titoli:
1.a Della Storia.
2.a Sulla legge Oppia: Ne qua mulier plus semuncia auri haberet: neve vestimento versicolori uteretur: neve juncto vehiculo in urbe oppidove, aut propius inde mille passus, nisi sacrorum publicorum causa veheretur.
3.a De tregua et pace.

NdR L’abate Guerra viene indicato come vicino alle posizioni del giansenismo, corrente di pensiero fondata dal teologo e vescovo cattolico olandese Cornelius (o Cornelis) Otto Jansen (1585-1638). Tale dottrina, contigua al protestantesimo, è stata combattuta con forza dai Gesuiti ed è stata dichiarata eretica dalla Chiesa, in quanto diffondeva il concetto pessimista di predestinazione della salvezza. Anche Alessandro Manzoni fu influenzato da questa corrente di pensiero.

LEONATI  ab. Carlo

LEONATI ab. (Carlo) nacque nel ridente villaggio della Battaglia intorno all’anno 1700. Nel nostro Seminario con pari affetto e lode corse l’arringo delle belle lettere, quindi della giurisprudenza; finalmente, come a persona ecclesiastica conveniasi, quello delle
teologiche discipline, nelle quali fu dell’alloro dottorale insignito. Il Leonati spiegò un pronto e vivace ingegno con alcune poesie che leggiamo stampate in più Raccolte, nonchè molta dottrina nella scienza legale coll’operetta che qui riportiamo, scritta eziandio con aurea latinità. Tanto ingegno non andò disgiunto dalle più rare doti del cuore, delle quali fece egli bella mostra allorchè fu eletto arciprete dell’illustre collegiata di Montagnana, ed abate commendatario di san Giorgio. Compianto da tutti, fornì colà sua giornata nel 29 dicembre dell’anno 1761.

Caroli Leonati dissertationes de praeparatione ad jus canonicum, de praeparatione ad jus civile; animadversiones in Pandectas et Codicem; de ratione et methodo interpretandi Pandectas. Patavii, typis Seminarii, 1734, apud Joannem Manfrè, in 4.°

LEONATI Giannantonio

LEONATI (Giannantonio), fratello del precedente, vide pur egli la luce in Battaglia il dì 19 maggio dell’anno 1725. Il Seminario di Padova l’ebbe a suo alunno, ed ivi condusse al termine la carriera dei letterarii e filosofici studii. Nell’Università poscia si diede alla medicina, e in questa utile e difficile scienza fu onorato della laurea dottorale. Pubblicò il Leonati colle stampe alcune operette, che furono lodate per lo stile, per sana critica, e giusto filosofare. Il desiderio d’aversi una cattedra nello Studio lo fece alcune volte cortigiano di alcuni Grandi, ma i suoi voti non furon mai coronati.
Mancò a’ vivi il nostro scrittore sul finire del passato secolo decimottavo, e ci restano di lui:

I. Nelle faustissime nozze di S. E. Marco Andrea Pisani e Caterina da Mula. Ode pindàrica di Giannantonio Leonati, dottore di filosofia e medicina, dedicata a S. E. Sebastiano Pisani fratello dello sposo. In Padova, 1755, per Giovambattista Penada, in 4.° — Sta premesso all’Ode un Sonetto dell’abate Carlo Leonati, fratello, come si disse, di Giovannantonio.
II. Joannis Antonii Leonati philosophiae et medicinae doctoris Lucubratio ad amicum N. N. de humanae mentis immortalitate ex Aristotelis sententia. Simeoni Contareno amplissimo aedis divi Marci Procuratori dicata. Patavii 1763, ex typographia Penada, in 8.°
III. Joannis Antonii Leonati patavini, pbilosopbiae et medicinae doctoris, de somno et somnio tractatio in duas partes distributa. Patavii 1 764, excudebat Jo. Antonius Vulpius, in 8.°
IV. Joannis Antonii Leonati, philosophiae et medicinae doctoris, lucubrationes binae ad amicum N. N., quarum altera de pulchro, altera de intellectu agente ex germana Aristotelis sententia. Ibid. 1765, ex typographia Penada, in 8.°

NdR Don Guido Beltrame, in La parrocchia di S. Giacomo e il paese di Battaglia (p. 64), corregge la parentela tra i due Leonati indicata da Giuseppe Vedova. Leonati Giovanni Antonio non è fratello di Leonati Carlo, ma nipote. Don Guido, inoltre, indica l’esatto giorno della morte di Giovanni Antonio, che è avvenuta a Battaglia il 22 luglio 1800.

Obizzi marchese Ferdinando

Obizzi marchese (Ferdinando), mancato a’vivi nel giorno 25 Ottobre dell’anno 1768 nella deliziosa e principesca sua villa del Catajo, presso la Battaglia, fu gentiluomo non isfornito di buone lettere. Abbiamo di lui a stampa alcune Commedie e delle Poesie che non gli assicurarono un nome durevole nella posterità. Questa all’opposto gli sarebbe saputa più grado, se, piuttostochè aversi delle meschine produzioni, si fosse il nostro Marchese prestato nell’educazione dell’unico suo figliuolo Tommaso, che, lasciato in balía della natura, sortì ad un tempo pieno di vizii, con qualche lampo però di virtù, proprio d’un ricco signore. Infatti le enormi somme per lui poste in opera all’oggetto di arricchire d’un museo, di codici, di pitture, d’armi antiche, ed altro di raro e prezioso la prelodata sua villa, ora posseduta dal Duca di Modena, sarà sempre un bel monumento dell’animo di Tommaso liberale e magnifico. Per ricordare una sua pericolosa follía, tra le molte che accennar si potrebbero, basterà ripetere questa che trovo scritta dall’ab. Gennari 4 « Jeri (11 Novembre 1794) alla Battaglia l’ab. Fortis corse pericolo che gli fosse tronco il capo dal marchese Tommaso degli Obizzi con un colpo di sciabola, che gli tagliò mezzo il cappello. Rilevò una contusione nel collo, e nulla più. Si disse che il suddetto signore fosse ubbriaco.»

Castello del Catajo, olio su tela del XVIII secolo.

Castello del Catajo, olio su tela del XVIII secolo. L’opera è stata dipinta nello stesso secolo in cui sono vissuti gli uomini di lettere battagliensi qui introdotti.
Vienna, Kunsthistorisches Museum (Museo di storia dell’arte). Questo museo fu costruito nel 1891 per custodire le ricche collezioni imperiali.
Di Anonimo (Opera propria (own photograph)) [Public domain], attraverso Wikimedia Commons

SCHIAVETTI mons. Angelo

SCHIAVETTI monsignore (Angelo). La ridente Battaglia, terra a sette miglia da Padova, fu la patria di questo elegante latino scrittore e profondo metafisico 5. Colà ei nacque il giorno 3 di Novembre dell’anno 1693, e nel decimoterzo del viver suo quale alunno fu ascritto al nostro Seminario. La diligenza, lo studio e l’ingegno che fin dalle prime mosse della sua letteraria carriera avea dimostrato lo Schiavetti, furono chiari segni che da lui dovea molto sperarsi. Nè fallirono coloro i quali presagito aveano bene di lui, mentre compiuto con onore così l’arringo delle lettere che delle sacre scienze, onorato dell’alloro dottorale, ed ascritto al sacro collegio, meritò d’insegnare la filosofia nel predetto Seminario. Questa scuola però per breve tempo tenne lo Schiavetti, essendo
stato eletto ad un canonicato della chiesa di Monselice. Correva intanto l’anno 1740, quando il nostro scrittore ebbe il conforto di vedersi sollevato all’ambito onore d’insegnare la metafisica e la logica in secondo luogo nella nostra Università, cattedra che molti anni coprì con quella fama degna dell’elogio seguente che ce ne lasciò il Colle 5. Ipse autem in Gjmnasio nominis celebritatem sibi comparavit summa in docendo perspicuitate, et elegantia sermonis. Ritiratosi, fatto vecchio, in Monselice, colà vi terminò sua giornata il dì 9 Agosto dell’anno 1783 nella grave età d’anni novanta. Il Ferrari dando fine alla Vita dello Schiavetti così si esprime parlando delle sue qualità morali: Amicorum studiosus, eosdem colebat impense: his gratificari, his bene facere, et adesse in omnibus, mos illi erat. Horum gratia alios adibat, eos prensabat, iis supplicabat, nullum defugiebat incommodum. Nec in amicos tantum, erat in omnes benignus, humanus, mirum in modum qfficiosus: solilus etiam conferre in aliorum usum quae haberet, proinde ac si essent ipsi cum iis communia. Magnam singulis annis pecuniae vim percipiebat ex publica munificentia. Hac alios alieno aere levabat, aliorum recreabat inopiam; quin alebat ac sustentabat familias integras. Medias inter opes vixit semper inops

Dello Schiavetti abbiamo alle stampe le seguenti eleganti e per purezza di stile commendevoli opere:
I. De aquis Montissilicis Epistola Angeli Sclavetti canonici, et sacrae theologiae doctoris, ad Joannem Petrum Pascalium senatorem venetum. Sine loco (Venetiis) 1729, in 4.° — Sta ancora nel Giornale intitolato Novelle delle lettere per l’anno 1729.
II. De aëre Montissilicis Lucubratio cum Epistola. Sine loco (Venetiis) 1780, in 4.° — Sta eziandio nel predetto Giornale, anno 1730.
III. Oratio de Zacharia Canali patricio veneto, equite, divi Marci procuratore. Ibid., typis Aloysii Valvasensis, 1735, in 4.°
IV. Disputationes metaphysicae habitae in Gymn. patavino ad obscura quaedam Aristotelis loca illustranda. Ibid., typis Jo. Baptistae Novelli, 1758, in 8.° — Di nuovo con la dedicatoria ai Riformatori dello Studio. Ibid. 1759, in 8.° — Il professore Zabeo 6, lodando a ragione lo stile aureo dello Schiavetti nelle precedenti sue opere, come anco nella ricordata, ove si fa ad illustrare alcuni passi difficili di Aristotile, soggiunge: Peccato ch’egli siasi posto a lavorare intorno gli scritti di un filosofo che, ad onta d’essere forse il più grande di tutti, cominciava fin d’allora ad essere fuori di moda! Così il libro dello Schiavetti passò nell’obblío, con altri senza numero che si pubblicarono prima di lui intorno ad Aristotile, ed altri filosofi di quel tempo.
V. Oratio ad Aurelium Rezzonicum equitem, et fratrem Clementis XIII., cum divi Marci procurator electus, in dignitatis possessionem veniret. Venetiis, typis Antonii Zatta, 1759, in fol.

NOTE

* Giuseppe Vedova, Biografia degli scrittori padovani, vol. 1, 1832, Padova, coi tipi della Minerva. Biografie degli uomini di lettere nati a Battaglia contenute nel libro. Guerra ab. (Luigi): p. 485; Leonati ab. (Carlo): p. 509; Leonati (Giannantonio): p. 510.
Giuseppe Vedova, Biografia degli scrittori padovani, vol. 2, 1836, Padova, coi tipi della Minerva. Biografie degli uomini di lettere nati a Battaglia contenute nel libro. Schiavetti monsignore (Angelo): p. 263. Obizzi marchese Ferdinando è invece morto a Battaglia; l’autore ne delinea la biografia alla p. 5.
1) Ved. Cenni biografici di lui, che stanno nei Nuovi Saggi dell’accademia ec. pag. xx.; — Melan Orationes etc. pag. 43; — Zabeo Li Professori ec; — Colle Fasti etc. pag. 79.
2) Cenni biografici già citati.
3) Noi qui riporteremo il catalogo degli scritti del Guerra, quale ci venne lasciato dal Colle, Fasti etc., aggiungendovi alcune cose che vedemmo manoscritte.
4) Giuseppe Gennari, Notizie Giornaliere di quanto avvenne specialmente in Padova dall’anno 1739 al 1800, raccolte e scritte di proprio pugno dall’abate Giuseppe Gennari,  pag. 1512.
5) Vedi intorno allo Schiavetti Novelle letterarie di Venezia, tomo LII; il Facciolati Fasti ec; il Colle Fasti ec.; Ferrari Vitae cit. p. 252; Zabeo I Professori di Padova, p. 24; ed altri storici.
6) I Professori di Padova, pag. 24.

Dati anagrafici degli uomini di lettere battagliensi del XVIII secolo, ricavati dall’archivio della parrocchia di S. Giacomo maggiore di Battaglia Terme.

Guerra Luigi. Guerra Alvise di Bartolomeo e di Francesca, nato il 28 marzo 1712 e battezzato il giorno successivo (libro dei battesimi n. 4). Primogenito di undici figli.
Leonati ab. Carlo. Lionato Carlo, di Domenico e di Tonina (indicata anche come Tonini) Antonia, nato il 15 febbraio 1700 e battezzato il 18 febbraio 1700 (libro dei battesimi n. 3). Ha avuto nove fratelli.
Leonati Giannantonio. Leonati Giovanni, di Francesco e Caterina Romagnollo (indicata anche come Romagnolla e Romagnola), nato il 19 maggio 1725 e battezzato il giorno successivo (libro dei battesimi n. 4). Primogenito di dieci figli.
Obizzi marchese Ferdinando. Morto il 25 ottobre 1718, «sorpreso da febbre crudele infiammatoria.» Note: «villeggiando al Catajo.» (Libro dei morti n. 4, p. 57)
Schiavetti Mons. Angelo. Di Stefano e Bernarda, nato il 3 novembre 1693 e battezzato il 17 novembre 1693 (libro dei battesimi n. 3). È il secondo di sette figli.

Ricerche presso l’archivio parrocchiale e sistemazione dei dati anagrafici degli uomini di lettere battagliensi a cura di Luciano Donato.