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Tre secoli, tre comuni, tre municipi /1

Mi diceva qualche anno fa un Sindaco di un paese vicino a Battaglia: “Ogni Comune ha il Sindaco che si merita!” Forse voleva dire “…che si sceglie.” Ma se questo vale per la nomina dei Sindaci nei tempi attuali, non valeva invece per i secoli passati; infatti nei decenni subito dopo il passaggio del Regno Lombardo-Veneto dall’Impero austro-ungarico all’Italia, i Sindaci venivano nominati con decreto del Re. Inoltre, per tantissimi anni i Consigli Comunali venivano eletti da un ristretto numero di cittadini che erano inseriti nella “Lista elettorale amministrativa” in base al censo, cioè in relazione alle tasse che pagavano al Comune di residenza o a quello nel quale possedevano delle proprietà terriere o delle industrie.
Questi stessi cittadini potevano candidarsi alla nomina di Consigliere Comunale.

23 febbraio 1860, lettera della Deputazione Comunale di Battaglia.

Lettera in data 23 febbraio 1860 della Deputazione Comunale di Battaglia.

Quello invece che sia i Sindaci che i cittadini non potevano scegliere era il “Municipio”. Questo edificio se lo trovavano già costruito dagli amministratori precedenti. Certamente poi essi erano liberi di apportare  tutte le modifiche che ritenevano necessarie; addirittura potevano costruirne uno di nuovo per adattare  la “Casa di tutti”, cioè il Palazzo Municipale, alle mutate e nuove esigenze che si presentavano nel corso dei secoli.
Battaglia Terme seguì dal 1866 ad oggi questo percorso.
Esaminiamo questa strada, lungo tre secoli: il XIX, il XX e questo inizio del XXI.

Il XIX secolo

Durante la dominazione austriaca, a capo del Comune c’è una Deputazione formata, in genere, da tre Deputati che rispondono dei loro atti al Commissario imperiale distrettuale di Monselice.  Essi restano al loro posto anche dopo che le truppe austriache hanno lasciato il Veneto nel luglio 1866, alla conclusione della III Guerra d’Indipendenza.
A Battaglia giungono i primi soldati del Regio Esercito Italiano il 12 luglio, diretti a Padova.
In quel momento il Comune è molto esteso: misura 21,53 kmq. Praticamente, a seguito delle norme sui cantoni, distretti e dipartimenti introdotte da Napoleone nel 1807, il territorio comunale comprende anche quello dell’attuale Comune di Montegrotto Terme, chiamato allora S. Pietro Montagnon. Gli abitanti sono 2600.

Il territorio di Battaglia in una carta del 1882.

Il confine amministrativo di Battaglia in una carta del 1882. Rispetto al centro del paese il territorio si estende verso nord e comprende, fino al 1921, anche San Pietro Montagnon, ora Montegrotto Terme.

La Deputazione Comunale in carica continua ad amministrare anche con le nuove Autorità italiane. Il giorno 21 luglio essa riunisce il Consiglio Comunale ed il Presidente Selmi così si rivolge ai consiglieri:
In questi supremi momenti nei quali con sagge raccomandazioni delle stesse Autorità Militari, si mette all’ordine del giorno la concordia, la fratellanza, insomma un consorzio veramente civile, quella pura, vera libertà che cercammo e trovammo dopo sì lungo tempo, la vostra Deputazione, Onorevoli Signori, si ritenne tanto più forte per gestire la cosa pubblica in quantoché calcolava non invano, come calcola, sul senno della popolazione e del Comune intero. Pure qualche voce poté udire nei passati giorni, secondo la quale sembrerebbe prevalente il desiderio di rafforzare con 2 persone ben viste le mosse della Deputazione stessa nella cagionalità dei tempi e fino al prossimo organamento dell’Amministrazione stessa. Egli è per questo che li Deputati, onde non mostrarsi soverchiamente alteri del loro volere, divennero ad invitare lo stesso Consiglio il quale pare conserva ancora la legale rappresentanza di questo importante Comune, onde pronunci fermamente il proprio voto per seguirlo.
Dopo tale dichiarazione si provvede all’appello nominale degl’intervenuti e  risultano:
1 – Mincio Bernardo (Deputato e Consigliere); 2 – Guerra nob. Giovanni (Deputato e Consigliere); 3 – Meggiorato Bortolo (Deputato e Consigliere); 4 – Selmi dott. Alessandro (Deputato e Presidente del Consiglio); 5 – Frigerio dott. Giovanni (Consigliere); 6 – Trevisan Lodovico (Consigliere); 7 – Salmaso Sante (Consigliere); 8 – Maggion Giobatta (Consigliere); 9 – Sette Alessandro (Consigliere); 10 – Bonetti Felice (Consigliere); 11 – Giro Mario Antonio (Consigliere); 12 – Cavazzana Antonio (Consigliere); 13 – Marigo Giacomo (Consigliere); 14 – Tosatto Angelo (Consigliere); 15 – Candeo Antonio (Consigliere); 16 – Alberghini Domenico (rappresentante di Wimpffen co. Enrico Emilio); 17 – Sette Andrea (rappresentante di Trieste Giacobbe; 18 – Marcolini Giuseppe (rappresentante di Turlon Luigi); 19 – Chiampo Luigi (rappresentante di Tamiazzo Costante); 20 – Mengotto Francesco (rappresentante di Manenzi dott. Giovanni); 21 – Giro Giobatta (rappresentante di Trevisan Marco); 22 – Caonero Giuseppe (rappresentante di Boscaro Antonio); 23 – Bianchini Pietro (rappresentante di Zampolli Luigi); 24 – Canazza Domenico (rappresentante di Mario nob. Francesco).
Il Consiglio con 14 voti favorevoli e 10 contrari decide di affidare alla Deputazione la scelta delle due persone che l’avrebbero affiancata e che in seguito saranno chiamate “Assessori”. In data 10-11-1866 sono nominati assessori Mincio Bernardo, nato nel 1809, e Sette Alessandro, nato nel 1807.  La prima riunione del Consiglio del 21 luglio 1866 si tiene nella sede della Deputazione, che è uno stabile in Via Maggiore di proprietà del Conte Guerra; ma nella riunione del 24 ottobre successivo si decide di cambiare  la residenza dell’Ufficio Comunale. Con l’affitto di 100 fiorini ¹ annui si sceglie la casa del sig. Perusini, sempre in Via Maggiore; questo stabile poi diventerà di proprietà dei Conti Cini ed infine della famiglia Masini che lo trasformerà parzialmente ad uso farmacia. Il fabbricato del Conte Guerra rimane in uso al Comune per altre necessità; nel luglio del 1867 si accoglie in quest’ultimo edificio, oltre alla scuola femminile,  anche la Stazione Carabinieri con 6 militi in servizio.

Casa Perusini, residenza dell'Ufficio Comunale nel 1867, in una vecchia foto.

Casa Perusini, residenza dell’Ufficio Comunale nel 1867, in una vecchia foto. Lo stabile è situato in via Maggiore.

L'allora casa Perusini, nel 1867 residenza dell'Ufficio Comunale, ai nostri giorni.

Casa Perusini, poi Cini e ora Masini, vista da Via Terme.

Foto: Lanza Alessandra.

Il primo Consiglio Comunale eletto di Battaglia

Il 23 dicembre 1866, regnando Vittorio Emanuele II, circa 190 votanti eleggono il primo Consiglio Comunale di Battaglia. Confermato dal Prefetto il  26 successivo, il Consiglio si riunisce il 30 dicembre  ed è così composto:
1- Presidente: dr. Selmi Alessandro; Consiglieri: 2 – Perusini Achille 3 – Neri GioBatta 4 – Mengotto Giacinto 5 – dr. Frigerio Giovanni 6 – Sette Alessandro 7 – Candeo Antonio 8 – Meggiorato Bortolo 9 – Mario nob. Francesco 10 – Mincio Bernardo 11 – Canazza Domenico 12 – Guerra nob. Giovanni 13 – Cavazzana Antonio 14 – Giro Mario Antonio 15 – Bottin Gaetano.
Nella seduta consiliare del 6-2-1867 sono nominati Assessori effettivi i sigg. Sette Alessandro e Mincio Bernardo ed Assessori Supplenti i sigg. Meggiorato Bortolo e Guerra nob. Giovanni.
In sostanza si tratta di una conferma di fiducia nei riguardi delle persone che già si occupavano della cosa pubblica durante la dominazione austriaca. Il Consiglio di riunisce varie volte sotto la presidenza di un assessore con funzioni di Sindaco.

Giovanni nob. Guerra è il primo Sindaco di Battaglia

Ai primi di maggio del 1867 con decreto reale è nominato Sindaco di Battaglia il sig. Giovanni nob. Guerra.  Al suo posto come Assessore supplente è nominato  il sig. Mengotto Giacinto e come Consigliere il nob. Giustiniani Girolamo. Questi assessori e consiglieri li rivedremo confermati varie volte, alle scadenze triennali del Consiglio Comunale o a quelle biennali della Giunta Municipale. La loro sostituzione avviene o a seguito di dimissioni o di morte. Nei primi tempi, quando il Sindaco riteneva di dover riunire il Consiglio, chiedeva l’autorizzazione al R. Prefetto.
Sempre nel 1867 si presenta una necessità imprevista: il ponte in legno che congiunge la “Strada Provinciale”, (ora Via Maggiore) nelle vicinanze della sede del Municipio, con la Via Terme, proprio all’entrata dello Stabilimento Terme di proprietà del Conte Wimpffen, viene tolto perché non più sicuro. Da tenere presente che questo ponte veniva montato dal proprietario dello Stabilimento Termale all’inizio della stagione delle cure e veniva demolito al termine della stagione stessa per preservarlo dai danni delle intemperie invernali. Perciò per diversi mesi non esisteva collegamento fra le due sponde.
Il Comune  pensa allora di costruirne uno in modo stabile. Addirittura si pensa ad un ponte carrozzabile in ferro con una spesa di £.23000 ². Considerata la spesa occorrente, si rinvia la soluzione a tempi migliori; infatti per un ponte in legno bastano £.1054,32 ³; ma ugualmente non si sa come reperire questa somma.
Intanto vengono sostituiti alcuni consiglieri: i sigg. Scapin Pietro e Caonero Giuseppe entrano al posto di Bottin Gaetano e Cavazzana Antonio.

Nella seduta del Consiglio del 30-11-1868 si esamina la domanda della maggioranza degli elettori di Battaglia-centro con la quale si chiede la separazione del patrimonio attivo e passivo con la frazione di S. Pietro Montagnon in modo che le maggiori esigenze di una frazione non pesino sull’altra.
Si dichiarano favorevoli all’accoglimento della domanda i consiglieri Giustiniani, Canazza, Mengotto, Maggion, Giro, Perusini, Caonero, Neri e Guerra; mentre sono contrari i consiglieri Mario, Frigerio, Sette, Maggiorato, Selmi e Scapin. Questa decisione però non avrà un seguito; tuttavia si tratta di un primo segnale della diatriba che porterà anni dopo alla separazione territoriale del Comune.

Si arriva così alla seduta del 22-12-1868, quando viene presentato dall’ing. Meggiorini un progetto di ponte carrozzabile girevole in ferro, largo 4 metri, da costruirsi sul canale di fronte alla Via Galzignana (ora inizio di Via Colli) con una previsione di spesa di £.23000 4. I consiglieri Perusini Achille, Caonero Giuseppe e Giro Mario Antonio sono incaricati di valutare la cosa.
Nella seduta del Consiglio del 16-8-1870 si liquidano le spese del progetto del ponte girevole carrozzabile per £.208,60 5. Questo progetto viene abbandonato perché la spesa di costruzione del ponte sarebbe giunta, con le opere accessorie, a £.32066,40 6; troppo per le casse comunali. Invece è approvata la costruzione di un ponte pedonale in legno con una spesa di £.1199,22 7 da reperire con le entrate delle tasse termali. Ma  tre mesi dopo si ritorna all’idea del ponte in ferro e alla ricerca del luogo migliore per la sua installazione. Di valutare la cosa sono incaricati i consiglieri Perusini e Alberghini. L’8 marzo 1871 è approvato all’unanimità il progetto dell’Ing. Moretti per un normale ponte in ferro con un preventivo di spesa preparato dal meccanico fabbro Salvagnini di Badia di  £.2552,49 8.
Ma il Comune è impegnato anche  in altre opere pubbliche: piazza mercato, macello pubblico, strada Ortazzo, fontane pubbliche, scuole, ecc.

Decreto del Prefetto del 29 febbraio 1870 che autorizza la riunione del Consiglio Comunale.

Decreto del Prefetto della Provincia di Padova in data 29 febbraio 1870, che autorizza la riunione straordinaria del Consiglio Comunale di Battaglia.

Il dr. Selmi è il nuovo Sindaco di Battaglia

Alla fine di marzo del 1873 è nominato Sindaco il dr. Selmi Alessandro.
Il 2-4-1873 si riunisce il Consiglio Comunale. Sono presenti: Giro GioBatta, Alberghini Domenico, Scapin Pietro, Bianchini Pietro, Perusini Achille, Mario nob. Antonio, Neri GioBatta, Maggion GioBatta, Caonero Giuseppe, Maldura co. Bertuccio, Mengotto Giacinto. Sono assenti: Sette Alessandro, Meggiorato Bortolo e Candeo Silvio. Giro diventa assessore al posto di Selmi e al posto di Giro, quale assessore supplente, è eletto Maggion Giobatta.  In questa riunione si decide di sospendere il progetto del ponte in ferro previsto fra casa Canazza e il Casino dei Bagni, in attesa che finiscano i lavori della piazza per il mercato, davanti alla chiesa.  Il ponte verrà realizzato nel 1875 dal Comune sullo stesso luogo dove esisteva quello in legno e cioè fra casa Canazza e l’entrata allo Stabilimento Termale del Conte Wimpffen.

1) Il fiorino era la valuta del Regno Lombardo-Veneto negli anni 1862-1866. Al fiorino subentrò la lira italiana, con questo valore: 1 fiorino = 2,469 lire.
cfr Fiorino del Lombardo Veneto, wikipedia.org, consultato l’8/5/2016.
100 fiorini del 1866 equivalgono a € 1256,49 del marzo 2016.
Questo calcolo, come i seguenti, è stato effettuato attraverso l’utility Rivalutazione Monetaria Storica del sito avvocatoandreani.it, consultato il 7/5/2016.
2) £.23000 del 1867 equivalgono a € 114244,30 del marzo 2016.
3) £.1054,32 del 1867 corrispondono a € 5237,21 attuali.
4) £.23000 del 1868 sono pari a € 109813,01.
5) £.208,60 del 1870 = € 975,85.
6) £.32066,40 del 1870 = € 150009,24.
7) £.199,22 del 1870 = € 5610,05.
8) £.52,49 del 1871 =  € 11583,08.