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La terza e la quarta chiesa di Battaglia

La terza chiesa di Battaglia deriva da una sostanziale modifica della precedente; venne completata nel 1703 e consacrata nel 1748 dal vescovo di Padova card. Carlo Rezzonico, futuro papa Clemente XIII. La quarta e ultima chiesa, iniziata nel 1954, è l’attuale chiesa parrocchiale, anch’essa intitolata a S. Giacomo Maggiore.

LE CHIESE DI BATTAGLIA

A CHIESE PARROCCHIALI

3) S. GIACOMO 3a CHIESA DI BATTAGLIA

Già nelle due ultime Visite pastorali di S. Gregorio Barbarigo appare evidente l’insufficiente capacità della Chiesa di S. Giacomo di contenere l’ingente moltitudine di popolo di Battaglia. Nel 1605 gli abitanti della parrocchia erano appena 450, secondo il Cittadella nel 1683 sono ben 1280. Nel 1689 lo stesso S. Gregorio ordina che sia inalzato il soffitto della navata, sia restaurato il pavimento, qua e là inequale e disagevole e soprattutto siano tolti gli scanni, spesso innalzati da famiglie abbienti, che finivano per creare un doppio inconveniente: la discriminazione dei fedeli e la maggior ristrettezza dello spazio. Nel 1701 i Massari della Fabbrica della Chiesa di Battaglia, Stefano Marcolini e Stefano Schiavetti si portano dal vescovo di Padova Giorgio II Cornaro (1697-1722) e gli espongono con tutta franchezza la gravità della situazione: la Chiesa minacciava di cadere, era inoltre troppo piccola perché nei giorni di festa il popolo doveva rimanere in parte fuori della porta, era pertanto necessario ampliarla. Propongono di demolire i muri laterali e d’incorporare parte della casa canonica. Per questi lavori chiedono di poter spendere i denari del legato Antonio Borghi e soprattutto gli 800 ducati del legato Giacomo Stopazzolo. Il Vescovo concesse quanto chiedevano e in capo a due anni, nel 1703, la Chiesa era ricostruita com’è attualmente.

La terza chiesa di Battaglia in un disegno acquarellato del 1740.

La terza chiesa di Battaglia in un disegno acquarellato del 1740.

Particolare tratto dalla rappresentazione cartografica di P. Brandolese su Il canale della Battaglia (vedi).

L’anima di questa ricostruzione fu il parroco di Battaglia don Antonio dott. Gentili da Venezia, una delle figure più degne e luminose di Sacerdote che abbiano retto questa chiesa. Fu parroco di S. Giacomo dal 1690 al 1738, vale a dire per 48 anni, anche se per motivi di salute fu assente per qualche anno. Purtroppo nell’archivio parrocchiale di Battaglia mancano in modo assoluto documenti riguardanti l’architetto della nuova Chiesa e gli artisti, pittori e scultori, che l’hanno abbellita; le uniche fonti sono le relazioni delle Visite pastorali presso l’archivio della Curia vescovile: esse pure ci danno notizie molto scarse e frammentarie. Riassumo quanto sappiamo: lo stile è quello di gusto barocco del primo Settecento. Nel 1703 la Chiesa era ultimata solo per quanto riguarda il corpo, cioè era stata innalzata la nave, resa adeguata al presbiterio e alla cupola; fu allargata dalla parte meridionale incorporando anche la vecchia sacrestia e canonica; fu allungata fino a portarla sul ciglio della strada.

Della Chiesa precedente furono sistemati nella nuova i quattro altari laterali, anche se hanno cambiato titolari: il primo a destra, descritto già nella Visita Pastorale del 1618 (c. 296) come altare del Crocifisso, dal 1788 diviene Altare della Madonna delle Grazie; il secondo a destra, datato al 1662 e dedicato a S. Rocco, viene dedicato al Crocifisso nel 1788 e finalmente al S. Cuore nel 1923; il primo altare a sinistra nel 1618 era dedicato al Ss.mo Nome di Gesù, dal 1747 a S. Marta e dal 1876 a S. Antonio di Padova; il secondo altare a sinistra era dedicato alla Madonna fin dalla costruzione della Chiesa antica; nel 1572 in seguito alla vittoria di Lepanto (1571), attribuita all’intercessione della Vergine del Rosario, l’altare prese la denominazione definitiva di Madonna del Rosario; cambiarono soltanto le statue: lignea la prima, di marmo la seconda. I quattro altari appartengono al medesimo periodo: a muro, con paliotto tripartito da riquadri geometrici; dalla mensa partono colonne binate con capitelli corinzi in pietra; terminale in pietra con volute laterali e conchiglia centrale (1).

Pianta della vecchia chiesa di Battaglia Terme con la collocazione e le dedicazioni degli altari.

Elaborazione grafica di Carmelo Donà.

L’immagine è stata realizzata a partire dalla pianta pubblicata in: La Chiesa di S. Giacomo. Arte e storia, catalogo a cura di Anna Maria Spiazzi, Battaglia Terme, La Galiverna, 1982, p. 21.

L’altare maggiore, datato al 1678, è a muro con mensa e base delle colonne in marmi vari a motivi geometrici: frontone circolare con testa di putto dorata alla chiave di volta; il terminale è a timpano in pietra. (2) Nel 1897 la balaustra lignea preesistente venne sostituita con quella attuale. Il tabernacolo a forma di tempietto con due vani (uno per la conservazione e l’altro per l’esposizione dell’Eucaristia) chiusi da sportelli in metallo dorato e sbalzati l’uno col motivo del calice con l’ostia raggiata e due angeli, l’altro con l’ostensorio a raggiera e due angeli adoranti. Il tamburo è diviso da volute; la sezione centrale raffigura la cena di Emmaus, mentre ai lati vi sono vasi di fiori intarsiati di marmi diversi (3).

Balaustra della vecchia chiesa di Battaglia Terme.

Balaustra.

Altare di S. Giacomo Maggiore con tabernacolo e pala.

Altare di S. Giacomo Maggiore con tabernacolo e pala.

Le due statue in pietra bianca di circa cm. 100 entro nicchie ai lati dell’altare maggiore rappresentano i santi apostoli Pietro e Paolo, risalgono al 1678 quando fu costruita la tribuna con la cupola e sono attribuibili a Michele Fabris detto l’Ongaro.

L’acquasantiera in marmo rosso di Verona, posta a destra della porta d’ingresso, è uno dei pochi oggetti cinquecenteschi della Chiesa precedente giunti fino a noi. Della stessa epoca dovrebbe essere anche il Fonte battesimale a pila pure in marmo rosso di Verona, mentre la copertura in legno di noce scolpita e intagliata, come anche il pulpito, è del primo quarto del sec. XVIII.

La decorazione della cantoria con prospetto ad una sola campata ha leggere volute ai lati della cassa, terminante con frontone curvilineo spezzato da una nuvola, raggi e teste di cherubini. (4) Nella Chiesa rinnovata trovarono posto le 12 tele della Chiesa precedente mentre altre 8 completarono l’addobbo della Chiesa attuale verso il 1718. La più antica sembra essere la pala dell’altar maggiore del fine cinquecento: è alta cm. 370 e larga 175; è divisa in tre piani: quello superiore rappresenta l’esaltazione dell’Eucaristia, quello medio raffigura quattro Dottori della Chiesa e quello inferiore i quattro patroni di Battaglia S. Giacomo, S. Bartolomeo, S. Andrea e S. Domenico. La tipologia delle figure che grandeggiano alla ribalta con un certo respiro, rimandano alla cultura figurativa veneziana tra Palma e Tintoretto. (5)

Vecchia chiesa di Battaglia Terme, la pala dell'altar maggiore; in primo piano, il tabernacolo con due vani.

La pala dell’altar maggiore; in primo piano, il tabernacolo con due vani.

Seicentesche sono le tre tele addossate alla parete settentrionale del presbiterio: la più ampia di cm. 220 x 340 rappresenta l’Adorazione dei magi; è datata 1634 e firmata Carlo Ridolfi (Lonigo 1594 – Venezia 1668); della stessa mano dovrebbe essere anche l’Adorazione dei pastori, mentre la Glorificazione della Ss.ma Trinità è attribuibile a pittore veneto della seconda metà del Seicento.

Vecchia chiesa di Battaglia Terme, le tre tele addossate alla parete settentrionale del presbiterio.

Le tre tele addossate alla parete settentrionale del presbiterio.

I dipinti della parete destra del presbiterio hanno le stesse dimensioni di quelli della parete settentrionale: il più grande rappresenta la Natività della Vergine e corrisponde ai modi della bottega di Dario Varotari (6); degli altri due l’uno rappresenta Abramo visitato da tre angeli e appare collocabile attorno al 1680 per qualche rispondenza coi modi del Bellucci. (7) L’altro rappresenta l’Annunciazione e dovrebbe essere copia recente d’una tela seicentesca dello stesso argomento.

Vecchia chiesa di Battaglia Terme, le tre tele addossate alla parete meridionale del presbiterio.

Le tre tele addossate alla parete meridionale del presbiterio.

Nel 1926 il pittore estense Attilio Bordin venne chiamato a decorare la cupola seicentesca con un’iconografia che richiamasse l’intitolazione dell’altare maggiore (Ss. Sacramento) e già adorna, nell’oculo centrale, d’una tela raffigurante l’Assunta. Il tema è illustrato in modo molto scarno dalle figure di otto angeli dipinte nei pennacchi trapezoidali della volta, recanti scritte riferentesi all’Eucaristia (8).

Cupola della vecchia chiesa di Battaglia Terme. Attilio Bordin, Angeli con il simbolo dell’Eucarestia; al centro, L’Assunta.

Attilio Bordin, Angeli con il simbolo dell’Eucarestia; al centro, L’Assunta.

Sulla parete nord della navata tre lunette e tre tele di eguale dimensione (cm. 140 x 245) tutte databili al secondo decennio del Settecento e tutte denotano minore impegno e minore valore di quelle del presbiterio. Un lunettone rappresenta Cristo e l’adultera, il secondo Cristo che scaccia i rivenditori dal Tempio, il terzo le Nozze di Cana. Gli altri tre dipinti rappresentano la Gloria di S.Antonio di Padova, il Compianto sul Cristo morto, forse il migliore di tutta la serie che il Brandolese giustamente attribuisce a Francesco Zanella (1645 c. – 1720 c.) e la lapidazione di S. Stefano, attribuibili a pittori padovani del primo Settecento (9).

Sulla parete sud prendono posto invece tre lunettoni e due tele; la prima di quest’ultime rappresenta il martirio di S. Lorenzo ed è della stessa mano della tela di fronte raffigurante la lapidazione di S. Stefano, cioè quella di un pittore padovano a cavallo tra il Sei e il Settecento. La seconda tela rappresenta la morte di S. Giuseppe ed è dello stesso tempo della precedente. Le lunette invece rappresentano Cristo e il povero Lazzaro, la disputa di Gesù fra i dottori nel tempio (sopra il pulpito) e la risurrezione del figlio della vedova di Nain; quest’ultima è datata 1718 ed è opera dell’accademizzante Gregorio Lazzarini (Venezia 1655- Villabona 1730).

La bella facciata della Chiesa di S. Giacomo fu ultimata circa l’anno 1718 con l’apposizione delle statue in pietra bianca: tre sul triangolo del timpano e tre su nicchie sopra e ai lati del portale d’ingresso. Le più interessanti sembrano essere le Virtù teologali: la Fede, la Speranza, la Carità sul timpano, che sono di scultore veneto del primo Settecento.

Facciata della vecchia chiesa di Battaglia Terme, il timpano con le sculture che rappresentano le Virtù teologali.

Il timpano con le sculture che rappresentano le Virtù teologali.

Foto tratte da: La chiesa di S. Giacomo. Arte e storia, catalogo a cura di Anna Maria Spiazzi, Battaglia Terme, La Galiverna, 1982, p. 27.

Le altre tre rappresentano la Madonna, nella nicchia sopra la porta d’ingresso, S. Bartolomeo con la propria pelle in mano (a sinistra) e S. Andrea (a destra): sembrano tutte opera di bottega artigianale.

Nell’insieme la facciata è tipica dello stile dell’epoca, a capanna, ritmata da quattro paraste su alti zoccoli , con capitelli corinzi; il cornicione intermedio la raccorda al timpano triangolare con occhio centrale… (10)

La vecchia chiesa di Battaglia Terme dedicata a S. Giacomo vista da via Maggiore (2005).

La vecchia parrocchiale di S. Giacomo vista da via Maggiore (2005).

Accanto al ponte alla veneziana che attraversa il canale di fronte alla chiesa è collocata la statua di S. Giovanni Nepomuceno (annegato dal re di Boemia nella Moldava perché non gli aveva rivelato i peccati della regina uditi in confessione), patrono degli innocenti perseguitati e invocato contro i pericoli delle acque. Attualmente i contadini del luogo lo ricordano per la protezione dei raccolti, con una distorsione quindi del suo primitivo significato (in genere è posto vicino ai ponti, a ricordo del suo martirio) (11). Per le sue rassomiglianze con la statua dello stesso Santo che fino all’interramento dei ponti romani si trovava sul ponte S. Lorenzo a Padova (ora è dentro il Palazzo del Bò), sicuramente di Antonio Bonazza, si può pensare, anche perché datato nella seconda metà del settecento, che la statua sia opera d’uno scultore padovano della sua scuola.

Battaglia Terme, la statua che raffigura S. Giovanni Nepomuceno (2016).

S. Giovanni Nepomuceno (2016); da diverso tempo, purtroppo, la statua è stata privata della croce.

Il Ponte dei scaini con a fianco la statua di S. Giovanni Nepomuceno (2006).

Il Ponte dei scaini con a fianco la statua di S. Giovanni Nepomuceno (2006).

All’interno della chiesa le statue della Madonna delle Grazie, di S. Antonio di Padova e del S. Cuore di Gesù hanno solo valore devozionale, ma sono prive di qualsiasi pregio artistico. Molto bella invece è la maestosa Madonna del Rosario sull’altare omonimo, in marmo bianco, alta cm. 180, attribuita a Giovanni Maria Morlaiter (Villabassa in Pusteria, 1699 – Venezia 1781). Non disprezzabile neppure la statuetta di S. Francesco d’Assisi in marmo bianco sopra l’acquasantiera che sembra richiamare la mano di Michele Fabris detto l’Ongaro.

La chiesa di S.Giacomo fu consacrata il 21 luglio 1748 dal card. Carlo Rezzonico, vescovo di Padova, poi Papa Clemente XIII. Per una più approfondita valutazione artistica delle pitture e sculture della Chiesa di S.Giacomo e specialmente degli oggetti liturgici (vasi e paramenti sacri) e delle così dette opere d’arte minore – cesello, sbalzo, ricamo, – vedasi A.A.V.V. La Chiesa di S.Giacomo La Galiverna 1982, già ampiamente citata.

4) L’ATTUALE CHIESA PARROCCHIALE DI BATTAGLIA

Già il giorno di Pasqua del 1944 tutto il popolo, preparato da un corso di predicazione di dieci giorni, confessato e comunicato, in unione di spirito fa davanti al Ss.mo il voto di erigere una Chiesa in onore della Vergine Ss.ma Mediatrice di tutte le Grazie, se il nostro paese sarà preservato dai bombardamenti e dalla distruzione. Questa Chiesa poi diventerà la parrocchiale, essendo quella d’allora insufficiente e posta in posizione da riuscire pericolosa ai fedeli che accedono alla chiesa per il grande traffico che si svolge nella prossima via. Circa 500 famiglie danno l’adesione scritta al voto impegnandosi moralmente a contribuire alla costruzione della chiesa con offerte consentite dalla condizione finanziaria.” (Cronistoria parrocchiale p. 369). Purtroppo i bombardamenti a Battaglia ci furono e con parecchie vittime e quindi il Voto non era più vincolante ma la nuova chiesa era necessaria. Ed ecco che il 30 ottobre 1953 il nuovo Parroco di Battaglia D.Gaetano Torresin, col consenso della Curia Vescovile, acquista dal co. Emo Capodilista 1012 mq. di terreno a £ 850 al metro per costruire il cantiere della nuova Chiesa. Il 15 maggio 1954 lo stesso Conte Emo vende alla Chiesa di Battaglia in zona di S.Elena circa 11.000 mq. di terreno, parallelo al Viale delle Magnolie per Chiesa e opere parrocchiali per la somma di 6 milioni e mezzo di lire. Il primo cantiere di lavoro per la costruzione del Patronato e del centro Professionale entra in funzione il 18 dicembre 1954; un secondo cantiere di lavoro nel dicembre 1955 provvede al coperto del Patronato.

Planimetria con l’area interessata all’edificazione della nuova chiesa di Battaglia Terme e delle opere parrocchiali.

Planimetria con l’area interessata all’edificazione della nuova chiesa e delle opere parrocchiali (particolare ricavato dal Piano di ristrutturazione realizzato nel 1954 dall’architetto Giovanni Zabai per il Comune di Battaglia Terme).

Per gentile concessione dell’arch. Silvia Zabai.

Foto aerea di Battaglia Terme, 1956.

Foto aerea di Battaglia Terme, 1956. Nella parte sinistra, fra la parte alberata e la fila di abitazioni, l’area destinata alla nuova chiesa e alle opere parrocchiali. Il patronato è già stato ultimato. Al di qua del canale, la vecchia chiesa di San Giacomo.

Foto tratta da: Bruno Savin, “E noi… chi siamo!?” 1939-1946, Battaglia Terme nella 2a Guerra Mondiale, Battaglia Terme, 2006, copertina (particolare).

Il 30 giugno 1962 mons. Girolamo Bortignon, vescovo di Padova, benedice la cripta della nuova Chiesa e cominciano a svolgersi in essa le Ss. Messe e le funzioni Parrocchiali. Il 14 maggio 1966 avviene il passaggio dalla vecchia alla nuova Canonica.

La nuova chiesa di Battaglia Terme, anch'essa dedicata a San Giacomo Maggiore; sulla destra, la canonica.

Battaglia Terme, la nuova chiesa dedicata a San Giacomo Maggiore; sulla destra, la canonica.

Abbreviazioni

AA.VV. Autori Vari
SS Seguenti

Note

1) AA.VV. La chiesa di S.Giacomo – La Galiverna , 1982 p. 47
2) Ibidem p. 39
3) Ibidem p. 40
4) Ibidem p. 28
5) Ibidem p. 41
6) Ibidem p. 44
7) Ibidem p. 43
8) Ibidem p. 45
9) Ibidem p. 30-31 ss.
10) Ibidem p. 25
11) Ibidem p. 25

Parrocchia e paese di Battaglia, copertina.

Il testo è tratto da: sac. Guido Beltrame, La parrocchia di S. Giacomo e il paese di Battaglia, Parrocchia di S. Giacomo, 1997, pp. 25-29.

Le foto non accompagnate da attribuzioni sono di Carmelo Donà; le didascalie sono a cura di BATTAGLIATERMESTORIA.

Ringraziamo il parroco della parrocchia di San Giacomo di Battaglia, don Edoardo Bregolin, per averci dato il consenso alla pubblicazione.