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Officine di Battaglia Terme, storia di un insediamento industriale

Le origini delle «OFFICINE GALILEO» di Firenze risalgono al 1866, quando l’Astronomo Giovan-Battista Donati riunì in una modesta azienda una trentina di artigiani fiorentini già addestrati nella meccanica di precisione nella piccola officina che Giovan Battista Amici, creatore del moderno microscopio, aveva costituita nel 1831 allorché il Granduca Leopoldo di Toscana lo pose a capo del Museo di Fisica di Firenze. Il nome Officine Galileo comparve ufficialmente per la prima volta in un documento del 1870.
Le indiscusse qualità della produzione di questa giovane officina (molti strumenti eseguiti in quel tempo sono ancora in uso presso gabinetti universitari italiani) le procurarono una solida rinomanza e una sempre più vasta clientela. Così l’officina, che già nel 1896 aveva notevolmente aumentato le sue maestranze e le attrezzature, nel 1907, per far fronte ad un maggior giro di affari, divenne «Società Anonima Officine Galileo» continuando quella ascesa che le ha permesso di divenire un grande complesso industriale, apprezzato in tutto il mondo per la sua produzione ottica, meccanica ed elettrica.
E’ interessante rilevare come attraverso la fusione, il cui atto fu sottoscritto il 25 novembre 1931, le Officine di Battaglia venivano ad usufruire della notevole esperienza di Firenze nella costruzione di apparecchiature di vario tipo e la reciproca collaborazione di tecnici ed ingegneri avrebbe dovuto contribuire ad individuare l’attività futura più conveniente.

Officine Galileo, stabilimento di Battaglia Terme.

Officine Galileo, stabilimento di Battaglia Terme.

Immagine tratta da: PIZZOLON Arrigo (a cura di), La Nuova Magrini Galileo di Battaglia Terme, Padova, La Garangola, 2002, pag. 30.

Se l’obbiettivo dell’ing. Croce, nel momento della fusione aveva potuto essere quello di potenziare e salvaguardare l’esistenza dello stabilimento di Battaglia si deve purtroppo affermare che il risultato non fu certo pari alla aspettativa.
Infatti la perdurante crisi internazionale dei primi anni del ’30 ebbe disastrose conseguenze in Italia.
Anche lo stabilimento di Battaglia restò senza lavoro, mentre il numero degli operai andava sempre più diminuendo, prima 240 unità poi sempre meno.

Furono allora tentati dalla Sade trasformazioni e abbinamenti con altre attività del gruppo, senza tuttavia ottenere, per alcuni anni, e pur con alterne vicende, risultati apprezzabili nell’esercizio industriale del complesso di Battaglia Terme.
Ma l’impegno assiduo ed intelligente dei suoi dirigenti ing. Gamondi e ing. Mastrapasqua riuscirono a far superare la fase acuta della crisi; nel marzo del 1937 la Galileo di Firenze pensò di reincorporare le Officine di Battaglia.
La pagina forse più nera di tutta la plurisecolare storia delle Officine di Battaglia sembrava ora finalmente chiusa, mentre anche la crisi mondiale con le gravi ripercussioni che essa aveva avuto in Italia, sembrava finalmente esaurirsi.
L’Amministratore Delegato della Galileo ing. Gianangelo Sperti ebbe fiducia nei dirigenti dello Stabilimento di Battaglia, che cominciò a riassumere vecchie e nuove maestranze riportando la forza a circa 250 dipendenti.
Ritornava la vita per il paese di Battaglia ormai troppo condizionato dalle Officine per poterne fare a meno.
La sua attività industriale sino al decorso periodo bellico fu principalmente assorbita da costruzioni di media e grossa carpenteria metallica (ponti in ferro fissi e girevoli, paratoie, gru ecc.) nonché da lavorazioni di lamiere in genere (serbatoi, condotte, gasometri, ecc.) ed in tal campo lo stabilimento conseguì notevoli risultati tecnici con impianti e costruzioni tra le quali, per citare qualche esempio soltanto, lo sbarramento del 4° salto del Pescara, il ponte ferroviario sull’Isonzo, la gru da 110 tonn. per la S.I.P., arredamenti dei porti di Venezia e di Fiume nonché, infine, la costruzione e l’installazione della cupola rotante dell’osservatorio astronomico di Asiago, una delle più moderne e perfezionate di Europa.

Osservatorio astronomico di Asiago, struttura della cupola rotante.

La struttura della cupola girevole dell’Osservatorio Astronomico di Asiago, costruita nelle Officine Galileo – Battaglia Terme.

Immagine tratta da: PIZZOLON Arrigo (a cura di), La Nuova Magrini Galileo di Battaglia Terme, Padova, La Garangola, 2002, pag. 37.

Lo stabilimento era allora principalmente costituito da un reparto di grossa carpenteria metallica, da una falegnameria adibita esclusivamente a sopperire alle necessità connesse con il funzionamento degli altri reparti, nonché da un piccolo reparto di meccanica.

Ma il tremendo evento della II Guerra Mondiale era ormai alle porte.
Esso per le Officine di Battaglia doveva essere, pur tra mille difficoltà e sofferenze il lancio definitivo.
A Battaglia si costituì un forte nucleo di uomini e mezzi per la produzione bellica e molte furono le costruzioni di carpenteria e di media meccanica eseguite a integrazione della produzione bellica di Firenze.
(Dal 15 luglio 1942 intanto la «Galileo», era entrata a far parte integrante della S.A.D.E. pur mantenendo il nome ed il marchio originale).
Dopo i noti fatti dell’8 settembre 1943, avvicinandosi il fronte della guerra a Firenze, per ordine dei Comandi tedeschi vennero trasferiti al Nord, principalmente a Battaglia e comuni vicini (ed anche a Monselice, a Pordenone e Venezia) grandi quantitativi di macchinari, accompagnati da numeroso personale qualificato, e in ultimo dalla stessa Direzione Generale che pose la propria sede nel Castello del Catajo.
La forzata adesione all’ordine tedesco si rivelò alla resa dei conti molto opportuna, perché fu possibile così impedire che il patrimonio di macchinari delle Officine Galileo venisse distrutto (come accadde con quello rimasto a Firenze) o trasportato in Germania.
Con molte difficoltà i dirigenti si destreggiarono fra le esigenze del personale tedesco di sorveglianza ed il desiderio di non produrre per il proseguimento di una guerra disastrosa e pur fra i continui allarmi e bombardamenti si riuscì a mantenere una parvenza di lavoro per qualche centinaio di operai ed impiegati, salvandoli così dall’arruolamento forzato e dalla deportazione.
Nei bombardamenti di fine ottobre 1944 che seminarono lutti e distruzioni anche nel paese, lo stabilimento di Battaglia fu gravemente colpito in quasi tutti i suoi capannoni, mentre il macchinario più pregiato, occultato in diverse località dei dintorni, potè essere salvato.
L’opera di rimozione delle macerie e qualche riattamento furono iniziati, fra un allarme e l’altro, ancor prima della fine della guerra; così alla liberazione si poté iniziare subito una certa produzione, con personale tecnico rilevante ed una mano d’opera qualificata ed operosa, integrata da un’aliquota di personale proveniente da Firenze e che decise di rimanere a Battaglia – mentre l’opera di ricostruzione procedeva spedita, sotto la guida del Direttore Generale ing. Sperti e degli ingegneri Alocco, De Thierry e Mariotti.
Ma alla fine della guerra per tutti gli stabilimenti dell’Azienda Galileo della Sade, si rendevano necessarie ricostruzioni e riorganizzazioni e vi era l’esigenza della conversione della produzione destinata ad un mercato prevalentemente civile. Per l’attuazione di questi programmi il 13 giugno 1946 avveniva la ricostituzione delle «Officine Galileo» S.p.A. alla quale la Sade conferiva gli stabilimenti di Firenze, Battaglia Terme, Milano, Marghera, La Spezia e Taranto, per alcuni dei quali si dovettero ricercare produzioni nuove (a integrazione delle tradizionali) più adatte alle maestranze ed agli impianti locali.
L’esigenza di una certa autonomia e di diversi criteri tecnici e commerciali delle varie branche produttive convinsero dell’opportunità di costituire, per alcuni degli stabilimenti, società autonome.

Così nel 1949 fu costituita la «Officine Galileo di Battaglia Terme» spa a cui venne conferito lo stabilimento di Battaglia Terme scorporato dalla «Officine Galileo» S.p.A. di Firenze; in seguito la ragione sociale divenne definitivamente «Officine Elettromeccaniche Galileo di Battaglia Terme» S.p.A.

Marchio delle Officine Elettromeccaniche Galileo, Battaglia Terme.

Marchio delle Officine Elettromeccaniche Galileo di Battaglia Terme.

Immagine tratta da: PIZZOLON Arrigo (a cura di), La Nuova Magrini Galileo di Battaglia Terme, Padova, La Garangola, 2002, pag. 51.

Alla presidenza si succedettero uomini avveduti e con chiare idee industriali, come l’ing. Villabruna, l’ing. Mainardis, l’ing. Marin e l’ing. Antonello; sotto la guida del Direttore Generale ing. Sperti e del Direttore di Stabilimento ing. Alocco (in seguito divenuto Direttore Generale e Amministratore Delegato) la Società ebbe ben presto un forte impulso, con notevoli investimenti in impianti e macchinari adatti a quelle produzioni che, dopo alcuni tentativi in diversi campi, erano state individuate come più richieste dal mercato e più opportune per Battaglia.
Il settore Carpenteria (oggi Divisione Meccanica e Carpenteria) dopo aver compiuto nel dopoguerra la ricostruzione di molte opere metalliche danneggiate dagli eventi bellici (ponti, gru, paratoie, etc.) in seguito ha gradualmente abbandonato la carpenteria comune indirizzandosi a costruzioni di alto contenuto tecnico, come quelle tradizionali delle gru e delle paratoie e quelle più recenti dei trasporti continui di materiali sfusi e della depurazione acque.

1949, i lavoratori escono dalle Officine Elettromeccaniche Galileo di Battaglia Terme.

1949. Terminata la giornata di lavoro, le maestranze escono dalle Officine Elettromeccaniche Galileo di Battaglia Terme e si riversano nella strada principale del paese.

Immagine tratta da: PIZZOLON Arrigo (a cura di), La Nuova Magrini Galileo di Battaglia Terme, Padova, La Garangola, 2002, pag. 50.

Il settore meccanica (oggi Divisione Elettromeccanica) ha ripreso secondo nuovi concetti la costruzione di apparecchiature di media, alta e altissima tensione che già era stata iniziata dalla Galileo di Firenze nel 1925 (poi lasciata in disparte per le maggiori esigenze delle produzioni militari); prima su disegni dell’ing. Giuseppe Scarpa, poi via via su progettazioni sempre più autonome e originali.
Ambedue le branche della produzione ebbero ben presto meritata fortuna ed apprezzamento dei clienti in Italia ed all’estero, sia per la mole e serietà degli impianti ed attrezzature per prove e collaudi di cui la società veniva dotata con costante aggiornamento, sia per l’alta qualità dei prodotti, sia per la serietà e laboriosità dei tecnici e maestranze che in diverse parti del mondo provvedevano ai montaggi ed alle messe a punto.
Naturalmente questi sviluppi richiesero, oltre agli ingenti investimenti già accennati, un’opera assidua di addestramento del personale, anziano e di nuova assunzione, alle moderne tecnologie; si maturavano anche i nuovi dirigenti che dovevano sostituire l’ing. De Thierry, l’ing. Mariotti ed il sig. Gori che lasciavano il servizio per limiti di età.
Da alcuni anni la Divisione Elettromeccanica, che contribuisce per circa due terzi all’attività della Società, è affidata alla direzione dell’ing. Frate, quella Meccanica e di carpenteria all’ing. Pedrina, mentre l’Amministrazione è affidata al dr. Maffei.

Officine Galileo di Battaglia Terme, foto aerea del 1965.

La foto aerea del 1965 mostra il complesso delle Officine Galileo. Partendo dalla zona di Battaglia, le Officine si sono poi estese per la maggior parte nel territorio della vicina Pernumia.

(Foto: raccolta Vittorio Bonafè)

Dal 1967 l’azienda è entrata a far parte del Gruppo Montedison per l’incorporazione da parte di questa della S.A.D.E.
Alcune cifre testimoniano lo sviluppo della società dal dopoguerra ad oggi:
L’area industriale si è incrementata dagli originali mq. 71.410 agli attuali 117.215.
L’area coperta che nel 1945 era di mq. 16.831 è ora di mq. 44.943.
I dipendenti sono passati da 600 a 1150 circa.
Il capitale è aumentato dai 300 mil. iniziali a 1 miliardo.
Fra direzione e dipendenti sono stati mantenuti generalmente rapporti di comprensione e di stima reciproci, ripristinandoli rapidamente dopo qualche periodo di tensione o di difficoltà.
Particolare cura è stata dedicata all’istituzione e allo sviluppo di opere sociali nell’ambito aziendale: cassa assistenza interna, soggiorni estivi per figli di dipendenti e per adulti bisognosi di cure climatiche, gruppo ricreativo, spaccio cooperativo, gruppo lavoratori anziani d’azienda e un folto benemerito gruppo di donatori volontari di sangue.
Uomini dell’azienda, rag. Maniero e ing. De Thierry, con opera fattiva e disinteressata, hanno saputo usufruire delle provvidenze statali in materia di edilizia sovvenzionata iniziando a costruire in Battaglia Terme ben 20 fabbricati per un totale di 147 alloggi moderni.
Grazie a ciò se non si è risolta del tutto la grave carenza di abitazioni, si è tuttavia avviata una certa normalizzazione.

Abbiamo così tracciato, dalle sue origini la storia di un interessante complesso industriale padovano, che alla fine di settembre 1973, si è fuso con la Magrini – M.S.M. di Bergamo, formando la Magrini – Galileo S.p.A., che costituisce oggi uno dei più grossi complessi elettromeccanici europei.

Logo Magrini Galileo.

Logo della Magrini Galileo di Battaglia Terme.

Immagine tratta da: PIZZOLON Arrigo (a cura di), La Nuova Magrini Galileo di Battaglia Terme, Padova, La Garangola, 2002, pag. 91.

Storia di un insediamento industriale a Battaglia Terme, copertina.

Storia di un insediamento industriale a Battaglia Terme. Dal XVI al XX secolo. Estratto dalla rivista “PADOVA e la sua provincia” n. 1 – gennaio e n. 2 – febbraio 1974
GRAFICHE ERREDICI – PADOVA

Le prime notizie di questo insediamento industriale sono state ricavate da documenti esistenti presso le Officine Elettromeccaniche Galileo di Battaglia Terme. Siamo grati al Dott. Lorenzo Maccalli che ha proseguito e sviluppato con tenacia ed acume le ricerche dei tempi successivi e ringraziamo anche il Prof. Luigi Lanfranchi Direttore dell’Archivio di Stato di Venezia e il Dott. Arnaldo Traverso Vice Direttore della Camera di Commercio, Industria, Agricoltura e Artigianato di Padova che hanno fornito utili indicazioni e permesso cortesemente l’ampia consultazione dei loro archivi. (Dal frontespizio della pubblicazione.)

Fanno parte della pubblicazione le due gallerie di immagini e la foto aerea delle Officine. Le rimanenti immagini e le relative didascalie sono state aggiunte da BATTAGLIATERMESTORIA.