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S. Giacomo, restauro di lunette e Crocifisso

In occasione della recente riapertura della vecchia Chiesa parrocchiale di S. Giacomo in Battaglia Terme 1 pubblichiamo il volumetto, edito nel 2003, in cui viene illustrato il restauro delle lunette e del Crocifisso, allora da poco concluso.
Le opere vengono qui presentate secondo l’attuale collocazione, in un percorso che inizia dalla parte sinistra della navata e va in senso orario.

A nome di tutta la Comunità Cristiana di Battaglia Terme esprimo profondi sentimenti di riconoscenza per le persone che si sono interessate ed hanno contribuito “in solido” per il restauro delle tele che si trovano nella nostra vecchia, ma sempre bella, chiesa di S. Giacomo Apostolo.
Con i migliori auguri che questa pubblicazione venga da molti conosciuta ed apprezzata.

Don Antonio Milani – Parroco

Battaglia Terme – Ottobre 2003

Le foto della pubblicazione sono state realizzate da Nuova Foto Studio 23 – Battaglia Terme – PD.

Hoc patrimonium historicum custodiatur…
ne huiusmodi testimonia pereant.

Cost. Apost. “Pastor bonus” AAS 80 (1988)
a. 101 – par. 1-2

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Risale all’ormai lontano anno 1988 la decisione dell’Assemblea dei soci del Centro per la ricerca e la documentazione sulla storia locale di avviare l’iniziativa per il restauro delle tele della nostra Chiesa Vecchia.
Le precarie condizioni dei dipinti, alcuni dei quali versavano in condizioni di grave deterioramento (come si può rilevare dalle foto effettuate prima del restauro), richiedevano urgenti interventi per la loro salvaguardia.
La chiesa era chiusa al culto per la caduta di parte del soffitto a causa di infiltrazioni d’acqua dal tetto.
Il restauro delle strutture murarie gravemente ammalorate richiedeva, per l’entità delle opere, la complessità della progettazione e delle procedure essendo l’edificio di rilevante valore storico-artistico, nonché per i rilevanti costi, tempi assai lunghi (questo peraltro costituisce un altro capitolo del nostro impegno che sta per concludersi e sul quale presto ritorneremo).
Era quindi urgente intervenire per scongiurare un deterioramento progressivo ed irrimediabile che minacciava i dipinti; demmo così avvio, con il parere della Soprintendenza ai beni storici ed artistici di Venezia, agli interventi di restauro.
Nel frattempo si è presentata l’esigenza e l’urgenza del restauro del bel crocifisso ligneo, che era stato trafugato e che fu fortunatamente ritrovato, ma con gravi danneggiamenti e sfregi. Si è provveduto al restauro e qui ne presentiamo ora il risultato.
Abbiamo avvertito un’esigenza culturale e l’obbligo morale di adoperarci per la salvaguardia di queste testimonianze di un comune patrimonio di fede, di pietà e di cultura, di rilevante significato e valore, anche al di là di un pur esistente valore artistico che soprattutto alcuni dei dipinti presentano; li abbiamo ritenuti elementi costitutivi ed espressivi di quel complesso di valori condivisi che si traduce in senso di appartenenza; di una identità comunitaria non solamente religiosa, ma anche civile, meritevoli di essere conservati e trasmessi; li abbiamo considerati elementi concorrenti, assieme ad altri, a formare ed a testimoniare una cultura e, in senso lato, quella che potremmo definire la civilitas della nostra Comunità.
Crediamo, altresì, costituisca dimostrazione di affetto ed attaccamento alla Comunità l’impegno profuso per la conservazione di queste significative testimonianze di una operosa generosità e di sacrifici di chi ci ha preceduti nel tempo; testimonianze che vogliamo conservare affinchè non vadano perdute, ma siano trasmesse, come a noi sono pervenute di generazione in generazione (riprendendo un espressione ricorrente nell’Antico Testamento, midor ledor), anche a chi verrà dopo di noi.

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Con questa pubblicazione vogliamo dare la possibilità a chi ha partecipato e sostenuto il nostro impegno, ed a tutti i Cittadini di Battaglia, di verificarne il risultato, cosicchè ci possano ancora aiutare nel proseguimento dell’attività per la conservazione delle altre grandi tele bisognevoli di interventi di restauro.

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Un cordiale doveroso ringraziamento per la generosa disponibilità rivolgo alla d.ssa Chiara Ceschi Sandon che ha preso in esame i risultati dei restauri ed ha redatto le schede storico-critiche delle opere.
Un vivo apprezzamento ed un ringraziamento al restauratore sig. Walter Piovan per i risultati degli interventi.
Ed infine, ma non da ultimo per decisiva importanza, a quanti ci hanno incoraggiato e generosamente sostenuto in questi anni va il ringraziamento, sincero e cordiale, di tutti i soci del Centro per la Ricerca e la Documentazione sulla Storia Locale; senza il loro determinante aiuto non avremmo portato a compimento questa nostra iniziativa.

Antonio Romano

Ottobre 2003

Collocazione delle lunette e del Crocifisso nella vecchia parrocchiale di S. Giacomo di Battaglia Terme.

Pianta della vecchia parrocchiale di S. Giacomo, Battaglia Terme. Collocazione delle lunette e del Crocifisso.

L’immagine è stata realizzata a partire dalla pianta pubblicata in La Chiesa di S. Giacomo : arte e storia, catalogo a cura di Anna Maria Spiazzi, 1982, Battaglia Terme, ed. La Galiverna, p. 21.
Elaborazione grafica: Carmelo Donà.
Nota: non è qui indicato lo spessore dei muri.

LE OPERE RESTAURATE

Le nozze di Cana

Pittore veneto, Le nozze di Cana. Battaglia Terme, Chiesa di S. Giacomo Apostolo.

DATI DELL’OPERA
Pittore veneto
Le nozze di Cana
olio su tela; 140×245 cm
In basso a sinistra: “Munus D. Stephani de Marcolini Anno MDCCXI”

Il dipinto manifesta i caratteri di un pittore di attardata formazione seicentesca che ambienta l’episodio evangelico secondo la più tradizionale iconografia; più precisamente si rifà al grande telero che Alessandro Varotari detto il Padovanino dipinse per il refettorio del convento di San Giovanni Verdara a Padova, nel 1622. Nella lunetta non rimane nulla della grandiosa composizione a cielo aperto affollata di comparse riccamente abbigliate da cui il pittore trae evidentemente solo alcuni spunti che gli sembrano sufficienti a connotare l’atto miracoloso: la figura femminile al centro, di schiena, il tavolo con l’anfora che spicca sulla tovaglia bianca, il servo che rovescia il vino rosso nelle giare a destra, le due donne dalle vesti anonime e qualche gioiello sui capelli e al collo. Nella composizione impacciata del gruppo spicca il personaggio che si accinge a suonare la viola all’estrema destra, rivolto verso di noi e con abiti e pettinatura chiaramente contemporanei; rispetto al telero del Padovanino le figure di Cristo e della Madre sono defilate a sinistra ed entrambi con veste rossa e manto blu. La scritta ci permettere di conoscere il nome del committente, Don Stefano Marcolini che è documentato a Battaglia dal 1707 al 1719; la sua famiglia partecipa al governo della chiesa sino agli anni ’50.

Interventi di restauro
L’indebolimento delle fibre della tela originale lungo i margini, ha comportato l’adesione di un nuovo supporto ausiliario costituito da due tessuti di lino incollati con colla di pasta. Il degrado della superficie dipinta ha comportato un lungo intervento, principalmente conservativo ma anche integrativo delle lacune, rilevate anche in corrispondenza dei volti delle figure. Le numerose mancanze sono state stuccate imitando la granulometria della preparazione e integrate con colori in polvere mescolati con vernice, utilizzando la tecnica mimetica a puntinatura.

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Cristo scaccia i mercanti dal tempio

Pittore veneto, Cristo scaccia i mercanti dal tempio. Battaglia Terme, Chiesa di S. Giacomo Apostolo.

DATI DELL’OPERA
Pittore veneto
Cristo scaccia i mercanti
dal tempio
olio su tela; 145×243 cm

Il restauro ha conseguito la perfetta leggibilità della tela che si presenta di buona fattura e che conferma la scelta accademizzante fatta per la decorazione della chiesa settecentesca. Il pittore sembra esprimere un “classicismo” raffreddato ancora presente nella pittura veneta dei primi decenni del ‘700, nell’impaginazione dell’episodio evangelico, nella luce che sottolinea le pose bloccate delle figure, nei colori rosa e blu acceso di Cristo. La ripresa dal basso viene sostenuta, non dallo scorcio vero e proprio ma con l’espediente del gradino lungo tutto il piano inferiore, accentuato dalla posizione della lancia in diagonale e dal panno bianco e grigio che debordano. La spazialità della scena è costruita con pochi elementi architettonici distribuiti con un certo sapere e dal movimento delle figure: al mercante che fugge verso di noi, a sinistra, si contrappone il gruppo triangolare di “atteggiamenti” a destra. Una medesima ripartizione dello spazio e dei rapporti tra i personaggi, come pure il fondale architettonico illuminato da una seconda fonte di luce, si trova nel dipinto di Gian Antonio Fumiani datato al 1678, per la chiesa di San Rocco a Venezia: un pittore che ha saputo coniugare l’omaggio alla più illustre tradizione con la tendenza al formalismo accademico di scuola romano-emiliana, in auge proprio intorno al nono decennio del ‘600.

Interventi di restauro
La tela prima del restauro era molto allentata e si adagiava sul telaio rimanendone segnata lungo i bordi. Nella zona inferiore del dipinto la tela presentava lacerazioni di diversi centimetri. Dopo la rimozione dei ritocchi alterati e dei rifacimenti, eseguiti sopra stuccature di un intervento ottocentesco, poco adatte per essere conservate in previsione della foderatura della tela, le lacune della preparazione e della pellicola pittorica si sono rivelate numerose e molto estese. Tali mancanze sono state stuccate con gesso, colla animale e terre naturali, imitando la granulometria della preparazione. L’integrazione è stata effettuata con colori in polvere mescolati con vernice e resa riconoscibile grazie ad una regolare e fitta puntinatura.

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Cristo e l’adultera

Pittore veneto, Cristo e l'adultera. Battaglia Terme, Chiesa di S. Giacomo Apostolo.

DATI DELL’OPERA
Pittore Veneto
Cristo e l’adultera
olio su tela: 140×245 cm
In basso a sinistra:
“Munus D. Franceschi Rusca Patavini Anno Dni MDCCXI”.

Il pittore – gravitante nell’ambito della cultura figurativa padovana – illustra un altro episodio consequenziale della vita di Gesù su commissione del padovano Francesco Rusca che interviene nella decorazione della chiesa insieme a Stefano Marcolini, nel 1711 come indica la scritta in basso; le due lunette sono accomunate da uno stesso linguaggio attardato ma non sembrano appartenere a una medesima mano. L’autore di questa scena ha una disinvoltura compositiva maggiore nel disporre le figure riunite in due gruppi a semicerchio attorno a Cristo inginocchiato: anche se il volto della donna appare simile alle convitate delle Nozze, la fisionomia di Cristo, analiticamente disegnata e dal modellato fermo, non trova riscontro nei tratti che definiscono il volto dell’altro Cristo.

Interventi di restauro
I problemi di conservazione relativi al supporto, riscontrati prima del recente restauro, riguardavano un accentuato indebolimento delle fibre della tela originale in corrispondenza dei margini; due tessuti di lino con armatura a tela sono stati incollati con colla di pasta sul retro del supporto originale, per renderlo più elastico. Con la rimozione graduale dello strato di vernice ingiallita disomogenea e delle sostanze sovrammesse non originali; sono state rese visibili lacune del colore. Prontamente stuccate durante il restauro con gesso, colla animale e terre naturali. L’integrazione è stata effettuata a tono con tecnica mimetica riconoscibile.

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Il miracolo del figlio della vedova di Naim

Gregorio Lazzarini, Il miracolo del figlio della vedova di Naim. Battaglia Terme, Chiesa di S. Giacomo Apostolo.

DATI DELL’OPERA
Gregorio Lazzarini
Il miracolo del figlio
della vedova di Naim
olio su tela; 140x243cm

Il biografo di Gregorio Lazzarini, Vincenzo da Canal, elenca all’anno 1718 “Per la chiesa della Battaglia sul Padovano una mezza luna con la storia del figlio della vedova di Naim, con due angioli e i ss. Andrea e Jacopo”. Si tratta quindi di un’opera tarda che dichiara appieno la sua cultura accademica ed è una commissione che completa la decorazione pittorica della nuova chiesa: alle pareti della navata infatti, alternati ai quattro altari vengono appesi cinque dipinti sovrastati da sei lunette, nella fascia superiore. Lazzarini illustra fedelmente il testo evangelico (Luca, VII II-17) aggiungendo agli astanti i due santi patroni della parrocchiale; la composizione, molto calibrata nei gesti e negli spazi esigui, ruota attorno al giovane miracolato che si colloca di scorcio. Sono presenti gli elementi principali del suo linguaggio figurativo, il colore caldo, qui quasi affocato, e il modellato morbido e sfumato entro le linee definite del contorno. La lunetta di Battaglia conferma le qualità pittoriche di Lazzarini proprio negli anni in cui alla sua bottega si forma Gian Battista Tiepolo e quando la sua notorietà è suggellata anche in terraferma.

Interventi di restauro
La costante perdita di adesione tra pellicola pittorica e strati di preparazione con il supporto della tela originale sono la causa del diffuso fenomeno di caduta del colore. Tale fenomeno è risultato evidente dopo le fasi di pulitura dei ritocchi ottocenteschi presenti in tutto il dipinto.
Le lacune sono stuccate con gesso Bologna e colla di coniglio imitando cromaticamente la preparazione adottata dal Lazzarini; si sottolinea la cura e precisione nell’integrazione pittorica con tecniche mimetiche e riconoscibili a puntinatura fine.

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Gesù parla ai dottori

Pittore veneto, Gesù parla ai dottori. Battaglia Terme, Chiesa di S. Giacomo Apostolo.

DATI DELL’OPERA
Pittore veneto
Gesù parla ai dottori
olio su tela; 140×246 cm

È indubbiamente la lunetta più interessante che il restauro ha rilevato, pur nella difficoltà di identificarne l’autore, mancando ancora precisi riscontri stilistici. Viene illustrato il passo evangelico di Luca (2,41-51) relativo alla scoperta da parte di Maria e Giuseppe (ne vediamo le teste affiorare al centro del’arco) del proprio figlio dodicenne intento a discutere con i sapienti; l’interno del tempio di Salomone a Gelusalemme è definito con pochi elementi architettonici; l’arco aperto sul cielo illuminato da una luce diffusa, lo spigolo a sinistra completamente in ombra e la parete rischiarata contro la quale si staglia il dodicenne Gesù. Dominano la composizione i due gruppi di figure alla ribalta, segnati da una luce che li investe in pieno, da sinistra: alcuni volti sono divisi nettamente tra luce e ombra, come il sapiente con turbante e libro aperto sulle ginocchia e l’altro personaggio che si delinea oltre la sua spalla e che sembra quasi illuminato da una terza fonte di luce. Il gruppo di destra, molto serrato entro una forma piramidale presenta dei giochi chiaroscuri sui volti dei due dottori leggermente arretrati. La figura centrale è caratterizzata da un insolito verismo nella resa dell’epidermide con la barba affiorante; più idealizzato appare il “sentimento” che pervade la raffigurazione di Gesù. L’anonimo pittore sembra palesare, proprio in queste fisionomie caricate di vecchioni e nel loro atteggiarsi così strettamente nello spazio, un orientamento di stile verso Pietro della Vecchia (1603-1678), o meglio, verso una personalità di una generazione seguente, cresciuta nella sua accademia veneziana ma toccata anche da altre suggestioni espressive.

Interventi di restauro
Il restauro eseguito in modo completo con le principali operazioni di consolidamento del colore, la foderatura del supporto con due tele di lino, la staccatura delle lacune e la successiva integrazione delle stesse con tecniche riconoscibili rispetto all’originale, è riuscito soprattutto nella fase di pulitura della pellicola pittorica che prima del restauro risultava pressochè illeggibile. Il viraggio e l’ossidatura delle resine di protezione, i ritocchi eseguiti nel precedente intervento (in modo predominante nella zona centrale del dipinto), le stuccature coprenti il colore originale in corrispondenza dei fori della tela rattoppati dal retro, costituivano le principali cause della mancata lettura del dipinto.

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Cristo e il povero Lazzaro

Pittore veneto, Cristo e il povero Lazzaro. Battaglia Terme, Chiesa di S. Giacomo.

DATI DELL’OPERA
Pittore veneto
Cristo e il povero Lazzaro
olio su tela; 140×245 cm

L’episodio evangelico qui raffigurato si può interpretare come la parabola del ricco Epulone e del povero Lazzaro, lasciato senza soccorso sui gradini del palazzo (Luca, 16,19/31).
Anche questa composizione si rifà strettamente ai moduli figurativi della pittura veneta del tardo ‘600: su uno sfondo genericamente connotato (una sequenza in diagonale di gradini, un gruppo improbabile di colonne al centro), il pittore colloca i protagonisti principali defilati verso destra. In primo piano, con una impacciata disposizione frontale, Lazzaro attorniato da Gesù che indica la salvezza verso sinistra e due altre figure maschili a chiudere il gruppo. All’angolo opposto fa da quinta una donna seduta con un bambino accanto; alcune scelte cromatiche e dettagli delle fisionomie (il disegno delle orecchie, ad esempio) potrebbero suggerire un autore orientato verso Vicenza, che però sembra smentita dalla definizione sottilmente disegnata del volto e dei capelli di Cristo.

Interventi di restauro
La superficie pittorica annerita da strati di sporco, fumi di candela, e resine ossidate del precedente intervento di restauro costituivano la causa principale del deterioramento del colore e del non percepire il giusto cromatismo dei toni. L’accurata pulitura a impacco e tamponcino delle vernici di protezione ossidate nonché dalle resine naturali, ritocchi a olio ottocenteschi, adesivi sintetici, sporco da fumo di candela (il solvente adeguato è stato adottato dopo saggi di pulitura eseguiti in punti indicativi della pellicola pittorica) e le verniciature stese a pennello e a spruzzo quella finale, hanno consentito la corretta percezione del colore, degli spazi e dei piani della scena rappresentata.

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Crocifisso

Crocifisso. Battaglia Terme, Chiesa di S. Giacomo.

DATI DELL’OPERA
Crocifisso legno

Il Cristo crocifisso, di notevole fattura, si caratterizza per lo studio dell’anatomia del corpo e per la espressività del volto. Appartiene all’iconografia del Cristo morente con il capo completamente reclinato sulla spalla: da questa linea parte il movimento ad ali delle esilissime braccia. Le gambe appaiate e le ginocchia molto strette protese in avanti danno slancio alla figura longilinea che si appesantisce solo nella definizione del torace, per altro morbidamente modellato dalla luce nei piani frontali.
Il viso è costruito per superfici distese, senza l’accentuazione drammatica che in altri Crocifissi deforma l’ arcata sospraccigliare e la bocca, qui leggermente dischiusa; molto vivace, per quanto semplificato, l’intaglio della barba e del ricciolo che scende sulla spalla destra.
In netto contrasto con questi elementi stilistici, che porterebbero l’opera in un ambito figurativo veneto di pieno Seicento, sta la modellazione rigida e arcaicizzante del perizoma. La datazione di un Crocifisso – oggetto d’arte tra i più richiesti e soggetto in modo particolare agli accidenti dell’uso liturgico è sempre difficile e impegnativa: in questo caso, mancando riscontri documentari, si può solo ipotizzare un recupero tra Sette e Ottocento di una nota iconografica precedente.

Interventi di restauro
Il Crocifisso, al momento del restauro, non era munito della croce lignea e le braccia del Cristo erano staccate dal resto del corpo. Gli interventi particolari che sono stati eseguiti sono: il fissaggio degli arti nella loro corretta posizione originale; l’intaglio su legno delle dita delle mani che risultano mancanti; la pulitura della superficie pittorica; la stuccatura con gesso e colla delle mancanze di colore e delle fessure, e conseguente rasatura a livello delle stesse; l’integrazione pittorica a puntinatura fine e le verniciature finali di protezione. Restaurato il Cristo, si è proceduto al fissaggio dello stesso su nuova croce di legno eseguita dal falegname, mancando l’originale.

Crocifisso, particolare. Battaglia Terme, Chiesa di S. Giacomo Apostolo.

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Note

1) La vecchia parrocchiale di S. Giacomo di Battaglia Terme era stata dichiarata inagibile nel 2010. Dopo gli opportuni controlli e i necessari lavori, è stata ufficialmente riaperta domenica 17 settembre 2017, con una S. Messa presieduta dal vicario generale don Giuliano Zatti e concelebrata dal parroco, don Edoardo Bregolin.

Battaglia Terme, Chiesa di S. Giacomo Apostolo, Un restauro. Copertina.Centro per Ricerca e la Documentazione sulla Stoia Locale, Battaglia Terme. Chiesa di S. Giacomo Apostolo. Un restauro, Battaglia Terme, La Galiverna, 2003 – 20 pagine.

Schede: Dott.ssa Chiara Ceschi Sandon
Restauratore: Walter Piovan – Albignasego (Padova)
Foto: Nuova Foto Studio 23 – Battaglia Terme – PD

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Centro per la Ricerca e la Documentazione
sulla Storia Locale
Battaglia Terme

Consiglio Direttivo
Antonio Romano – Presidente
Dino Grossi – Vice Presidente
Giuseppe Bonafè – Segretario / Tesoriere
Luciano Donato – Consigliere
Ermanno Orlando – Consigliere
Cesare Saccardi – Consigliere
Bruno Savin – Consigliere