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Pre’ e don, tutti i parroci di Battaglia Terme

XVII secolo

14 – Don BARTOLOMEO SPAZIANI (1607-1618), è il primo parroco di Battaglia a chiamarsi Don. Il suo nome e gli anni della sua permanenza a Battaglia si hanno dal 1° volume dei battezzati. Di lui si sa solo che nel 1616 ricevette la visita Pastorale di Marco II° Cornaro, vescovo di Padova.

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15 – Don BARTOLOMEO PANOZZO da Piovene (1619-1623). Di questo sacerdote si è già parlato in occasione della predicazione a Battaglia del ven. Servo di Dio Antonio M. Cortivo de Santi nel 1621. Siccome il Registro Canonico dei morti di Battaglia parte dal 1660, non sappiamo quando sia morto e se sia morto a Battaglia.

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16 – Don GIOVANNI ANTONIO VIDALI (1623-1624) fu parroco di Battaglia poco più d’un anno; non si sa se sia morto a Battaglia: Il suo nome emerge soltanto dal Registro dei battezzati.

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17 – Fra DOMENICO da MONTEMURRO (1625), domenicano del convento di Monselice, resse la parrocchia di Battaglia come Curatus ad tempus dal 1° gennaio al 15 aprile 1625.

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18 – Fra PAOLO CASARI (1625), confratello domenicano del precedente, fu  Curato provvisorio di Battaglia dal 16 aprile al 27 luglio 1625.

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19 – Don ANTONIO CALARGA (1625-1657), era già Cappellano di Battaglia sotto i conduttori provvisori della parrocchia Fra Domenico e Fra Paolo; dal 28 luglio 1625 si firma vicecurato, in pratica Vicario Economo, fino al 6 giugno 1626; è parroco effettivo dal 18 settembre 1626. Muore a Battaglia il 3 maggio 1657 dopo oltre trent’anni di apostolato parrocchiale. Di lui sappiamo che insegnava la Dottrina Cristiana a Battaglia circa 40 anni prima che S.Gregorio Barbarigo la rendesse severamente obbligatoria in ogni parrocchia della sua diocesi e questo perché il Barbarigo aveva avuto un grande precursore, autentico apostolo della dottrina cristiana in tutte le diocesi della Serenissima Repubblica Veneta nel rev. Antonio M. Cortivo de Santi, parroco di S.Tomaso M. in Padova, che, come abbiamo visto, già dal 1621 aveva fondato due Oratori, di uomini e di donne, a Battaglia; ora l’Oratorio aveva come scopo fondamentale la solida formazione religiosa e morale dei Fratelli che prima d’ogni altra cosa erano preparati per essere operai cioè insegnanti della Dottrina Cristiana. Naturalmente tale preparazione ordinaria spettava al parroco locale che dirigeva spiritualmente i Fratelli dell’Oratorio, seguendo le direttive emanate dalla Congregazione dell’Oratorio che si trovava a Padova.

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20 – Don SANTE BROCCHI (1657-1660) di Romagna; il suo nome e la sua permanenza a Battaglia come Parroco emergono esclusivamente dai Registri Canonici parrocchiali. Dal 23 ottobre 1660 Don Carlo Marini regge Battaglia come Economo Spirituale fino al 26 marzo 1661 quando passa a Fratta Polesine come Arciprete ed è sostituito quale Economo da Don Giovanni Giacomo Guerra. Leggo nel Vol. I dei battezzati in calce al 20 Novembre 1657 questa nota:

Morto il 3 maggio 1657 il R. D. Antonio Calarga, la Chiesa stette vacante sino alli 23 giugno del medesimo anno 1657 et la vigilia di S.Giovanni fu eletto tra quattro concorrenti Pre’ Sante Brocchi della Romagna ed esso fu absente mesi quattro. Poi la vigilia d’Ogni Santi venne al possesso et in questa tempo officiò il Rev.do Don Giacomo Guerra come Economo. Laus Deo.

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21 – Don GIOVANNI GIACOMO GUERRA (1661-1678) nel 1667 ottenne da Ferdinando Maria duca di Baviera un consistente contributo che gli consentì di costruire il bel presbiterio e la cupola della Chiesa di S.Giacomo.


Battaglia Terme, vecchia parrocchiale. Iscrizione del 1667 posta a sinistra della facciata.

Battaglia Terme, vecchia parrocchiale di San Giacomo. Iscrizione già infissa nel Presbiterio e ricollocata sulla sinistra della facciata nel XVIII secolo. Questo il testo:

COEPTAM HVIVS ECCLESIE TRIBUNAM PIA MUNIFICENTIA
SERENESSIMI FERDINANDI MARIA BAVARIE DVUCIS, ET SAC.
ROMANII IMPERII ELECTORIS IN PROXIMA OBIZZORUM
STATIONE COMMORANTIS AD SALVTEM SER.ME
CONIVGIS ADELAIDIS À SABAVDIA PER EVGANEOS
LATICES PROMOVENDAM COLLATA PLANE PRO REGIA
STIPE COMPLEVIT
ANNO M.D.C LXVII NONIS JVLII

Traduzione:
La pia munificenza del Serenissimo Ferdinando Maria, Duca di Baviera ed Elettore del Sacro Romano Impero, ospite nella vicina abitazione degli Obizzi per rinvigorire la salute della Serenissima Coniuge Adelaide di Savoia con le acque termali euganee, versata allo scopo una congrua regia offerta, portò a compimento l’iniziato Presbiterio di questa Chiesa l’anno del Signore 1667 il 5 di luglio. (Sac. Guido Beltrame, Iscrizioni di Battaglia, inedito.)

Foto: BATTAGLIATERMESTORIA.

Nel 1665 ebbe la prima Visita Pastorale di S. Gregorio Barbarigo che trovò dietro l’abside della Chiesa da poco costruito (novaliter constructum) l’Oratorio della Ss.ma Trinità; don Giangiacomo Guerra, forse nativo di Battaglia, è stato quindi il promotore della Confraternita omonima che tanta influenza ebbe per secoli sulla spiritualità dei fedeli di Battaglia. Nel 1675 lo stesso parroco ottenne dallo stesso santo cardinale vescovo di Padova di poter usare parte del legato Stopazzolo per la costruzione dell’Altar Maggiore e del bellissimo tabernacolo policromo sempre nella Chiesa di S.Giacomo.


Vecchia parrocchiale di Battaglia Terme, altare maggiore e tabernacolo.

L’altare maggiore e il tabernacolo della vecchia parrocchiale di Battaglia, preso a modello da don Domenico Leonati per la realizzazione dell’altare maggiore della chiesa di San Marco a Ponte di Brenta.

Foto: BATTAGLIATERMESTORIA.


Sacrestia della vecchia parrocchiale di Battaglia, iscrizione dei fratelli Borgo.

L’iscrizione dei fratelli Francesco e Giovanni Borgo, ora affissa nella sagrestia della vecchia parrocchiale di Battaglia (cm. 64,5 x 53). Questa la traduzione:

A Dio Ottimo e Massimo. I fratelli Francesco e Giovanni Borgo, figli del fu Antonio, uomo noto per devozione religiosa, avutane piena facoltà e con l’approvazione del popolo tutto, vollero costruire dalle fondamenta e con la massima rapidità e prontezza, in parte con proprio denaro e in parte con lascito del suddetto fu Antonio loro padre, questo altare ad onore e lode di Dio e non per vantaggio dei sacerdoti o per ornamento di questa chiesa, e senza interporre alcun intervallo di tempo procurarono di completarlo nell’anno della natività di Nostro Signore Gesù Cristo 1678 il 12 agosto. (Franco Marchioro, AGRI BAPTALIENSIS CORPVS INSCRIPTIONVM, La Galiverna, 2006, p. 95.)

Foto: BATTAGLIATERMESTORIA.

Francesco Borgo finanziò inoltre gli altari del Sacro Cuore e della Madonna del Rosario, come attestano le iscrizioni poste rispettivamente sul lato sinistro e su quello destro degli stessi altari. L’iscrizione presente sull’altare del Sacro Cuore porta la data del 1662.

Foto: BATTAGLIATERMESTORIA.

L’ultimo suo atto canonico è del 7 novembre 1678. Non risulta essere deceduto a Battaglia.

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22 – Don ANDREA SCHIAVETTI (1678-1690). In questi dodici anni la popolazione di Battaglia raggiunse le 1280 unità. Nel 1683 e nel 1689 la Parrocchia è ancora visitata da S. Gregorio Barbarigo che trova la Chiesa di S.Giacomo insufficiente per le necessità dei fedeli e si lamenta perché i fanciulli non  conoscono le verità della fede, molti adulti abusano dell’alcool, sono sboccati nel parlare e molti lavorano di festa specialmente a scaricare scaggia dalle barche. Il vescovo invece elogia il parroco che oltre ad insegnare il catechismo fa scuola gratuita per “carità” ad un gruppo di ragazzi; c’erano anche altri maestri, come l’abate Francesco Maria de Rossi, dottore in Teologia, ma dovevano esigere qualche compenso… per vivere. Quest’ottimo sacerdote, nativo di Bergamo morì il 2 ottobre 1690 e fu sepolto il giorno seguente:

Adì 3 ottobre 1690 martedi il Rev.do Sig. Don Andrea Schiavetti, Paroco di questa Chiesa, doppo quattro mesi e mezzo d’infermità finalmente munito di tutti li sant.mi Sagramenti passò ieri di notte a hore sei in c.a a migliore vita et oggi è stato sepellito nell’Arca dei Sigg. Leonati colle debite Cerimonie da me Francesco Maria Abbate Rossi Economo Curato. 12


Sacrestia della vecchia parrocchiale di Battaglia, iscrizioni del 1679.

Le due iscrizioni, entrambe risalenti al 1679, si trovano nella sacrestia delle vecchia parrocchiale, dove sono state trasferite nel 1923.
Questo il testo:

L·D·O·M·D·M / A MEMORIA INDELEBILE Q: D·ANTONIO BORGO Q: MANDRICARDO / BENEFATTORE PIISSIMO DI QVESTA CHIESA DE D: CENTO·E·DIECI / D’ ENTRATA ANNVI IN PERPETVO DA ESSER DI QVESTI DA SUOI EREDI / CONDOTTO VN CAPELLANO COL PACAM.TO ALLO STESSO DE D:70·ACCIÒ / CELEBRI QUATTRO MESSE ALLA SETTIMANA CIOE LA DOM: MERCORDÌ / GOVEDI’·E·SABBATTO E DE GL·ALTRI D: 40 SINO OGNI CINQUE ANNI FATTA / INVESTITURA IN TANT’ ORO ET ARGENTO LAVORATO PER ALTARE DI / QVESTO SANTISSIMO SACRAM.TO COME CONSTA DAL SVO TESTAM.TO / CELEBRATO PER IL SIG. BORTOLO BOXIO NOD:O PAD:O SOTTO IL DÌ / 15 MAGGIO 1668·AL QVALE ETC., PERCHE’ SIJ SEMPRE NOTA A POSTERI / QVESTA PIA MENTE FU DA FRANC.O BORGO FATTA INCIDERE / LA PNTE MEMORIA / ANNO 1679

L·D·O·M·B·M·S·V / A PERPETVA LODE E MEMORIA DEL Q. SIG. CHRISTOFORO STOPAZZOLO / LEGATARIO ALLA PNENTE CHIESA DE DV.TI 65 D’ ANNVA / ENTRATA CON OBBLIGO AL GOVER.RE PRO TEMPORE DI D.TO LEGATO DI FAR / CELEBRARE OGNI SETTIMANA MESSE TRE DA MORTO IL D. TA CHIESA IN / PERPETVO ALL’ ALTARE DELLA B·M·V·CIOE IN GIORNO DI MERCORDÌ / VENERDÌ E SABBA.TO CON DARE AD VN CAPELLANO DUC.TI 30 E GL’ ALTRI / DUC. TI 35 DA ESSERE DAL D.GOV.R OGNI CINQUE ANNI INVESTITI IN TANTO / ORO ET ARGENTO PER ORNAM.TO DELL’ ALTARE DI D.TA SANTISS. MA VERGINE / COME SI LEGGE NEL SVO TESTAM.·1621·16 MAGGIO NOD. O BERNARD. / GUERRA DA MONSELICE AL QUALE & C, ACCIÒ NON PERISCA SI FATTA / DEGNA MEMORIA FV FATTA ERIGER QVESTA PIETRA DA D.NO FRANC.O / ANT. BORGO Q. MANDRICARDO GOV.R DI DETTO LASSO L’ANNO / 1679

Foto: BATTAGLIATERMESTORIA.

Noto che all’inizio del Liber mortuorum Bapatleae (Vol II) sta scritto:
Eminentissimo ac Rev.mo Georgio card. Cornelio Episcopo Patavino 1698 Francisco Maria Abbate de Rubeis D. Thomae coll.r huius Ecclesiae Coadiutore Curato designato de Anno 1693 ab Eminent.mo Gregorio card. Barbadico olim Episcopo Vigilantissimo. Pauperum Patre piissimo f.f.

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Tra il  XVII e il XVIII secolo

23 – GENTILI dott. don ANTONIO (1690-1738), veneziano di origine, era laureato in ambe le leggi. È forse la figura più insigne di parroco di Battaglia. Fu titolare della parrocchia di S.Giacomo per ben 48 anni anche se dal 1714 al 1722 non sottoscrive alcun atto canonico forse per motivi di salute. Non possiamo dimenticare che fu il radicale e geniale ristrutturatore della Chiesa di S.Giacomo, fu costruttore della sacrestia, della canonica e del campanile, fu il grande maestro educatore di almeno tre sacerdoti: don Carlo Leonati, arciprete di Montagnana, don Domenico senior dott.Leonati, fondatore delle suore Salesie e don Domenico Leonati junior. Non solo ha scoperto la loro vocazione, li ha generosamente aiutati a seguirla e realizzarla, ma ha  insegnato loro come si fa il Prete e specialmente come si fa il parroco.

Battaglia Terme, la vecchia parrocchiale e il canale navigabile.

La vecchia parrocchiale e il canale navigabile. Durante la reggenza di don Antonio Gentili furono costruiti il campanile, la canonica (posta a fianco del campanile) e la sacrestia.

Foto: Carmelo Donà.


L'organo della vecchia parrocchiale di Battaglia Terme.

Il cartiglio ligneo posto al centro della cantoria è del 1717. Questo il testo in lettere dorate:

AD /HONOREM DEI OPT. MAX. / ORGANA, PLECTRA, TUBAE, CITHARAE, MODVLAMINA VOCIS / CARMINA SACRA CANANT LAVDIBUS AEQUA DEI / ANNO DNI MDCCXVII

Traduzione:

In onore di Dio Ottimo e Massimo. Organi, archi, trombe, cetre e voci armoniose intonino tra le lodi inni sacri degni di Dio. Anno del Signore 1717. (Franco Marchioro, AGRI BAPTALIENSIS CORPVS INSCRIPTIONVM, La Galiverna, 2006, p. 97)

Foto: BATTAGLIATERMESTORIA.

Quando nel 1734 don Gentili era vecchio e quasi invalido mons. Giovanni Minotto Ottobuoni, vescovo di Padova, gli mise vicino come  adiutore vice parroco don Domenico Leonati e quando il 3 marzo questi entrò come parroco a Pontedibrenta, lo stesso vescovo non dubitò di imporre all’Arciprete di Montagnana don Carlo Leonati di lasciare la sua Collegiata dal 19 marzo al 2 luglio 1737 per fare compagnia come Assistente pro tempore al suo vecchio parroco. Don Gentili si rimise in piedi ed in attività per qualche altro mese finché morì in pace il 10 gennaio 1738 ed il giorno seguente fu sepolto nella sua chiesa nella Tomba dei Sacerdoti da lui stesso costruita. Eccone il necrologio:

Adì 11 gennaio 1738 Il Molto Rev.do et Eccellentissimo signor don Antonio Gentili Paroco di questa chiesa della Battaglia infermo di febre maligna con catarro doppo havere ricevuto tutti li Sant.mi Sagramenti colla raccomandazione dell’Anima et assolutione del Ss.mo Rosario (cioè in articulo mortis baciando il crocifisso in legno della Corona del Rosario), la notte passata all’hore cinque di notte, passò da questa all’altra vita, et il suo cadavere li 13 suddetto fu sepolto in questa chiesa nell’Arca de’ Sacerdoti colla assistenza del Rev.do Vicario Foraneo, che fece la fontione, e di altri 33 sacerdoti. 13

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XVIII secolo

24 – Don SEBASTIANO CARRARA (1738-1764) fu il parroco di Battaglia che fece consacrare la chiesa di S.Giacomo il 21 luglio 1748 dal card. Carlo Rezzonico poi papa Clemente XIII. Don Sebastiano era stato nominato ancora dal vescovo di Padova predecessore del Rezzonico; ciò è provato dall’unica pergamena (con teca privata del sigillo) che si conserva nell’Archivio Parrocchiale di Battaglia. Eccone il regesto:

Il 21 maggio 1738 Sante Veronese, Vicario generale del Vescovo di Padova mons. Giovanni Minotto Ottobuoni, quale Commissario ed esecutore apostolico a questa deputato dal papa Clemente XIII, comunica la regolare immissione in possesso della chiesa di Battaglia da parte di Don Sebastiano Carrara.

Nel 1747 il card. Rezzonico si portò in Visita Pastorale a Battaglia e fu una Visita molto accurata  come era nel suo stile pastorale. Trovò la chiesa sufficientemente ampia e per lo zelo del parroco e dei Parrocchiani tenuta con cura e sollecitudine e splendidamente addobbata. L’anno seguente il cardinale ritornò a Battaglia per consacrare la chiesa. A ricordo sul pilastro sinistro del presbiterio fu murata una lastra di marmo bianco di cm. 51 x 60 con la seguente iscrizione:

 

Anno Domini MDCCXLVIII – XII cal. Augusti templum hoc Apostolo Jacopo dicat. Carolus card. Rezzonico Ep. Pat. sacravit Dominica VII post Pentecost. Quotannis pro anniv. die constituta-Cuius rei in memoria ut extaret Baptaleenses PP: = l’anno del Signore 1748 il 21 luglio il card, Carlo Rezzonico vescovo di Padova consacrò questo tempio dedicato all’apostolo Giacomo fissando l’anniversario annuale nella Domenica VII dopo Pentecoste. Perché restasse memoria del fatto i Battagliensi posero.

Vecchia parrocchiale di Battaglia, iscrizione del 1748 posta sul pilastro sinistro.

Foto: BATTAGLIATERMESTORIA.

Dal lato opposto, cioè sul pilastro destro del presbiterio, con mia immensa meraviglia ho visto un’altra lapide di marmo bianco delle identiche dimensioni della precedente cm. 51 x 60, su cui è incisa la seguente iscrizione:

A.D. MDCCXLVIII ut cultus qui venerabili Eucharistiae / Sacramento / singulis diurnis horis / in praesens defertur / in omne futurum tempus adhibeatur. M.P. = Anno del Signore 1748. Perché il culto che al presente si è tributato al Venerabile Sacramento dell’Eucaristia nelle singole ore di ogni giorno si protragga per sempre in futuro, il Massaro della Confraternita del Ss.mo pose.

Vecchia parrocchiale di Battaglia, iscrizione del 1748 posta sul pilastro destro.

Foto: BATTAGLIATERMESTORIA.

Perché tanta meraviglia? Per il fatto in sé e per una circostanza particolare. Il fatto straordinario è che nel 1748 a Battaglia si faceva l’Adorazione Perpetua diurna a tabernacolo chiuso, cioè senza l’esposizione solenne come nelle Quarantore; vuol dire che dall’alba al tramonto a Battaglia c’erano persone che si succedevano nelle diverse ore della giornata in adorazione del Ss.mo e questo non  per tre giorni all’anno, come per le Quarantore, ma per tutti i giorni dell’anno d’inverno e d’estate. Non è meraviglioso? La circostanza singolare è che la chiesa di Pontedibrenta, costruita da don Domenico Leonati a immagine e somiglianza di quella della sua Battaglia, ha appunto due iscrizioni simili; l’una ricorda la data della consacrazione della chiesa il 12 novembre 1747, l’altra, identica a quella di Battaglia, ricorda l’Adorazione Perpetua diurna introdotta qualche tempo prima a Pontedibrenta. Il che sta a significare che la straordinaria pietà eucaristica di don Domenico Leonati ha finito per contagiare anche Battaglia. L’ultimo atto canonico sottoscritto da don Sebastiano Carrara è del 5 maggio 1764. Ma non fu sepolto a Battaglia.

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25 – Don ANDREA PAGANINI (1765-1775) firma i registri canonici parrocchiali di Battaglia dal 27 aprile 1765 fino al 12 ottobre 1775. Morì due giorni dopo:

Adì 14 ottobre 1775 il Rev.mo Sig. D. Andrea Paganini degnissimo Rettore della chiesa parrocchiale di S.Giacomo della Battaglia, da questa a miglior vita passò in età di anni 65 alle ore 16 ed un quarto, premunito delli Sant.mi Sagramenti della Penitenza, Viatico, Oglio Santo, con la benedizione pontificia e raccomandazione dell’anima usque ad ultimum vitae spiritum, e la malatia sua fu idropisia di petto (pleurite) e questo stesso giorno fu accompagnato dalla Scuola della Ss. Trinità coll’intervento di tutti li sacerdoti del luogo, col Vicario Foraneo; è stato posto nell’Archa dei sacerdoti. Don Giuseppe Zambelli Vic.Ec. 14

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26 – Don BARTOLOMEO FABRIS (1776-1789), nato nel 1718. Fu parroco di Battaglia dal 22 marzo 1776 fino alla sua morte avvenuta il 19 marzo 1789 come documenta il suo necrologio:

Addi 19 marzo 1789 – Il Rev.mo Sig. Don Bartolomeo Fabris degnissimo Rettore di questa Parochia da colpo apoplettico il quarto giorno del suo decubito a ore 12 del giorno privo di sensi, munito delli Ss.mi Sagramenti… assistito da me sottoscritto usque ad mortem, morì e fu sepolto in questa sua Chiesa, accompagnato dalli Confratelli della Scuola della Ss.Trinità, nella sepoltura delli Sacerdoti da me don Carlo Guelfucci Economo, in età di anni 71 e mesi tre. 15

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Tra il XVIII e il XIX secolo

27 – Don GIACOMO ANTONIO MINOZZI (1789-1804)

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XIX secolo

28 – Don GIOVANNI ANTONIO BOCHIC (1804-1815)

29 – Don GIACOMO BOZZOLLA (1815-1820)

30 – Don ANTONIO BASSIGNANI (1820-1834)

31 – Don VINCENZO SCARABELLO (1835-1837)

32 – Don SECONDO GROSSI (1838-1864) di Modena

33 – Don GIOVANNI BENETTI (1868-1885) di Gallio

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Noto:
I° – Dopo la morte di Don Secondo Grossi la parrocchia di Battaglia fu diretta in forma per così dire commissariale per circa quattro anni; in quel periodo furono Economi Spirituali: Don Domenico Frello dal 1863 al 1864; don Giovanni Conti dal 1864 al 1865; Don Vincenzo Bullo dal 1865 al 1868.
II° – È veramente strano che, all’infuori dei registri canonici, non esista traccia di documenti di ordine storico, morale, economico, ecc, nell’Archivio Parrocchiale di Battaglia; sembra quasi che qualcuno in un certo momento abbia fatto piazza pulita “di ogni“ cartavecchia; e questo è un guaio serio perché è proprio con quelle carte che spesso si può costruire una storia. Specialmente nel periodo (1789-1885) in cui si è svolta l’attività pastorale di ben sette parroci di Battaglia c’è buio pesto. Unici spiragli di luce vengono da un’Anagrafe Parrocchiale del parroco don Giacomo Bozzolla stesa dettagliatamente nel 1816 e da qualche notizia che si può ricavare dalle Visite Pastorali di quel tempo. L’anagrafe del 1816 è veramente in formis e ci rivela i nomi delle vecchie contrade del paese, il numero delle famiglie e  dati personali di ogni abitante:

CONTRADA N. FAMIGLIE
Contrada della Rivella 36
Contrada delle Selvatiche 16
Contrada strada Galzignana 33
Contrada di Montenovo 93
Contrada delle Siese 8
Contrada del Pizzone 99
Contrada del Centro 28
Contrada dell’Androna 20
Contrada della Sega 27
Contrada sotto Pernumia 3
Contrada sotto Carrara 4
Contrada non specificata 10

Nelle visite Pastorali si lamenta fortemente il lavoro festivo dei barcaroli, murari e facchini; cresce il numero delle persone inconfesse cioè che non si accostano ai Sacramenti della Confessione e Comunione nemmeno una volta all’anno, a Pasqua; al tempo di don Minozzi superavano i 300. Don Bassignani nella relazione della Visita Pastorale del Vescovo di Padova mons. Modesto Farina nel 1822 dichiara che molti non frequentano più la chiesa; i genitori si dimostrano molto trascurati nei riguardi dell’istruzione religiosa dei figli, 30 dei quali non sono ancora stati ammessi alla Comunione e alla Cresima. Ancora più nera e disastrosa appare la situazione religiosa e morale nel 1876 sotto il parroco don Giovanni Benetti da Gallio.

Abbreviazioni

APB Archivio parrocchiale di Battaglia

Note

12) APB Morti  Vol. I alla data
13) APB Morti III c. 119
14) APB Morti Vol. IV p. 170
15) Bis -Ibidem, alla data 19 marzo 1789