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Maria Cristina di Savoia a Battaglia Terme

Questo libretto sulla vita e le virtù di Maria Cristina di Savoia, ospite di Battaglia Terme nel 1832, è stato redatto dal parroco don Marco Romano (1890-1951) e pubblicato nel 1939. Maria Cristina, sposa di Ferdinando II re delle Due Sicilie, è morta a soli ventitré anni per le complicazioni del parto con cui ha dato alla luce Francesco, il figlio primogenito. Maria Cristina di Savoia era stata dichiarata Venerabile nel 1937. Riconosciuto un miracolo ottenuto per sua intercessione, il 25 gennaio 2014 è stata beatificata.

La Ven. Maria Cristina di Savoia
ospite di Battaglia Terme

La Venerabile Maria Cristina di Savoia in un medaglione dell'incisore Schiazzi.

(Da un medaglione dell’incisore SCHIAZZI)

Fra i personaggi illustri che furono ospiti di Battaglia, presso il Castello del Cattaio, è da annoverarsi la Ven. (1) Maria Cristina di Savoia, che vi stette per cinque mesi: dal Maggio all’Ottobre del 1832.
Con l’intenzione di rendere popolare ai miei parrocchiani la conoscenza di questa Venerabile di Savoia, particolarmente per quello ch’Ella fece nel nostro paese, raccolsi questi brevi cenni della sua vita, sunteggiati dagli scritti di una dama che non solo la conobbe personalmente e visse qualche tempo con essa, ma ebbe anche intime relazioni con le sorelle di Lei.
In pari tempo non nascondo anche il secondo fine, quello di poter ricavare dalla vendita qualche utile onde aiutare l’opera che vorremmo a Lei dedicata
: L’Asilo infantile – la scuola di Dottrina cristiana – l’Oratorio festivo – ed il laboratorio di cucito per la gioventù femminile.
Mi auguro che queste mie intenzioni possano avere il loro compimento; possa l’esempio della Santa Regina essere incitamento alla pratica delle virtù cristiane; in secondo luogo la vendita del presente libretto possa dare qualche po’ di denaro di cui tanto abbisogna l’opera già iniziata per essere portata al suo compimento.
Se il presente librettino arriverà a raggiungere i fini per i quali esso è stato stampato, Iddio sia ringraziato, e sia ringraziata ancora la Ven. Maria Cristina di Savoia sotto la cui protezione l’opera sarà posta.

Firma di don Marco Romano a conclusione dell'introduzione.

Natali e fanciullezza della Ven. Maria Cristina

Dal Re Vittorio Emanuele l° di Sardegna e dalla Regina Maria Teresa d’Austria Este nacque a Cagliari, ai 14 di Novembre 1812, la Venerabile Maria Cristina di Savoia.
Maria Cristina fu la quarta ed ultima figlia dell’augustissima famiglia. La maggiore delle figlie fu Maria Beatrice che poi andò sposa al Duca di Modena Francesco IV, la seconda Maria Teresa fu maritata al Duca Carlo Lodovico di Lucca, la terza Marianna fu sposata a Ferdinando Re d’Ungheria, più tardi Imperatore d’Austria.
Di non comune bellezza ed intelligenza erano queste quattro figliuole, ma fra tutte spiccava Maria Cristina; la sua intelligenza era congiunta ad una affabilità e dolcezza singolarissima.
Il desiderio di compiere la volontà di Dio e dei suoi genitori, la faceva obbediente al minimo cenno con prontezza ammirabile. Tutti ammiravano la giovanetta Maria Cristina, per il suo contegno, per il suo candore e stupivano come Ella potesse accoppiare ad un carattere così aperto e sincero una prudenza tale che non è facile trovare anche in persone adulte.
Giunta Maria Cristina all’età di sette anni, la saggia Regina sua madre affidò la figlioletta al Padre Terzi, monaco Olivetano perchè la apparecchiasse al Sacramento della Confessione.
«La mia Cristina compirà presto sette anni, sarebbe da farla confessare; ma che peccati può aver mai fatti? La sua innocenza è troppo manifesta; che nè io nè altri di quelli che l’avvicinano l’ha mai veduta stizzita, nè impaziente, nè caparbia, nè vana e neppur mai di cattivo umore; pare insomma che non abbia passione di sorta.
Ogni giorno per Lei è come l’altro antecedente, ogni ora come l’altra, sempre egualmente dolce e mansueta, sempre raccolta e devota in Chiesa e nelle sue orazioni, buona, cara, indulgente con tutti. Obbedisce ad occhi chiusi; è sempre pronta e disposta a dare ciò ch’essa ha.
Pare che non sappia che cosa sia vanità, perchè sfugge le lodi e quelli che la encomiano, tanto è il disgusto che prova delle adulazioni; e per tali tiene le lodi che le son date.
Che cosa dovrà confessare quell’angioletto?».
Il P. Terzi che viveva alla corte, ammise la giovanetta al Sacramento della Confessione; essa s’accostò al Sacramento della penitenza con tanta compostezza e raccoglimento che commosse tutti della reale Corte.
La nota caratteristica onde Cristina si distingueva era la serietà e l’attenzione ch’essa aveva nel fare tutte le cose; sia che pregasse, sia che studiasse, lavorasse o dipingesse era tutta in quello.
Aveva una tenera devozione alla Madonna e si studiava di onorarla e vederla onorata da altri. Sua madre, la Regina, aveva la pia usanza di dire tutte le sere il Rosario colle figlie assieme alle dame di corte, ma questo non bastava alla pia fanciulletta, la quale girava la sera attorno per le stanze del palazzo suonando un campanello per invitare quanti più poteva alla recita del Rosario e quando gli avveniva di vedere la Cappella piena di gente, era tanto il gaudio che ne provava da non poterlo dissimulare.
Ogni giorno ascoltavano i suoi genitori la S. Messa assieme alle figliuole, e la fanciulletta Cristina era così raccolta da destare meraviglia alle sorelle che pur erano così devote. L’attaccamento che mostrava Cristina per la preghiera fin dalla prima età si intensificò ognor più forte dopo che ricevette la S. Cresima e specialmente dopo che fu ammessa alla Comunione.

La Ven. alla Corte di Torino

A 12 anni perdette il padre Vittorio Emanuele. Non è a dire quanto profondamente sentisse questa perdita; con tuttociò, dimentica di se stessa si diè tutta a consolare la madre tenendole costantemente compagnia tutti i momenti liberi dai suoi studi.
Nel 1831 Cristina restò sola con la madre, perchè la sorella Marianna andò sposa a Ferdinando Re d’Ungheria; pochi mesi dopo morì pure la Regina Maria Teresa sua madre; grande fu il patire in questa circostanza per l’animo gentile ed affettuoso di Maria Cristina.
Al P. Terzi Ella ebbe a dire: «Padre ora sono veramente sola al mondo non ho più nessun altro che Lei: oh! non mi abbandoni». Il buon religioso rispose lagrimando che per quanto dipendeva da lui poteva tenersi certa che non l’avrebbe abbandonata, e mantenne tanto fedelmente la sua parola che non la lasciò più e l’assistette fino all’ultimo respiro. In mezzo alla profonda afflizione la sua calma era sì piena, la sua pace così celestiale che tutti ne restavano edificati e commossi.
La retta intenzione nel suo agire era tale che dava manifestamente a conoscere che non cercava se non la perfezione; l’Imperatrice Marianna sua sorella ebbe a dire un giorno: «Cristina deve avere esercitato grandi atti di vittoria di sè stessa prima di giungere ad operare sempre come faceva. Per me io credo che avesse fatto anch’essa il voto di S. Teresa, quello cioè di far sempre ciò che avesse conosciuto essere il più perfetto».
Il cuore buono e religioso di Cristina cominciò ad anelare con sempre maggior desiderio al chiostro ed Ella già si lusingava di potere quando che fosse, entrare nel monastero detto delle Turchine in Genova, le quali religiose avevano l’adorazione perpetua. Così non la pensavano quelli che le stavano d’attorno, e lo stesso Re Carlo Alberto pensava di darLa in sposa a Ferdinando Re di Napoli. La santa principessa Cristina spesso ripeteva: «Avessi almeno la gobba, che nessuno allora domanderebbe la mia mano». A coloro che Le parlavano di matrimonio essa diceva: «Tutto farò piuttosto che prender marito».
Le pene, i dispiaceri che Cristina dovette sopportare dopo la morte della Regina Sua madre abbatterono il suo fisico così che cominciò a sentirsi poco bene. I medici curanti le consigliarono le cure termali di Battaglia che anche allora godevano di grande celebrità. La principessa si rallegrò tutta a quell’annunzio poichè, a Battaglia, Ella avrebbe potuto prendere dimora presso la sorella Maria Beatrice sposa a Francesco IV duca di Modena che possedeva il grandioso Castello del Cattaio dove i duchi passavano i mesi d’estate.

Il Castello del Cattaio

Ad un chilometro circa da Battaglia Terme, sul pendio dei colli Euganei, s’alza il maestoso Castello del Cattaio che apparteneva a quel tempo al Duca Francesco IV di Modena. Detto Castello fu fatto costruire nel 1570-1572 da Pio Enea degli Obizzi, generale della repubblica di Venezia. Gio Batta Zeloti discepolo di Paolo Veronese affrescò le pareti del primo piano dipingendo i fasti dell’antica e nobile famiglia degli Obizzi. Altre aggiunte vi portarono nel 1592 il nipote del costruttore Pio Enea e nel 1800 il marchese Tommaso, ultimo degli Obizzi, il quale aveva raccolto al Cattaio, in un grande museo, oggetti d’antichità o di arte ed una pregiata collezione di antichi strumenti musicali. Alla morte, avvenuta nel 1803, Tommaso lasciò eredi del Castello e delle sue sostanze i duchi di Modena i quali solevano passarvi alcuni mesi di villeggiatura ricevendo frequenti visite di principi, fra queste degne di nota nel 1832 quella di Maria Cristina di Savoia e nel 1838 quella dell’Imperatore d’Austria Francesco I (2).
Il Castello passò poi in eredità a Francesco Ferdinando d’Austria l’assassinato di Serajevo, quindi all’imperatore Francesco Giuseppe, a Carlo I e dopo la guerra 1915-1918 fu confiscato in riparazione dei danni di guerra; ora appartiene ai Fr.lli Dalla Francesca fu Filippo. Nel Castello ad eccezione del primo piano, non si vede più l’antico splendore, ma bensì l’abbandono e la decadenza che fanno disgusto, pensando alla storia secolare del Castello ed al suo pregio artistico.

Il castello del Catajo.

Castello del Cattaio

Arrivo di Maria Cristina al Cattaio

In questo Castello arrivò Maria Cristina di Savoia nel Maggio del 1832, accompagnata dalla Marchesa di S. Giusto e dal Padre Terzi.
Le sofferenze avevano sfiorito la freschezza delle sue guancie. Alta nella persona, di proporzioni perfette, avvenente e simpatica, ma vestita alla semplice ed in lutto, con cappellino di paglia grigio sul capo giunse a quella corte. Una dama di compagnia scrisse di Lei: «Mi rimase impresso questo fatto così che mi pare ancora di vederla quantunque siano passati cinquanta anni».
Nella famiglia ducale tutti i figliuoli erano fuori di sè per la gioia in vista della contentezza che ne mostrava la Duchessa loro madre, e per l’affettuosa amabilità della principessa medesima che seppe guadagnar il cuore di tutti fino da quel primo incontro. La maggiore delle figlie del Duca Francesco IV era già fin dall’infanzia l’intima amica della giovane zia, ma lo divenne molto più nei cinque mesi che vissero assieme al Cattaio e potevano dirsi un cuor solo ed un’anima sola.
Poco dopo l’arrivo al Cattaio di Cristina giunse al Castello l’altra sorella, la Duchessa di Lucca Maria Teresa.
Cristina iniziò subito la cura delle terme che le era stata prescritta.
Sia per la cura che per la pace e la tranquillità di questo luogo ameno in seno alla famiglia ducale, Cristina fu ben presto ristabilita.

La villa Selvatico - Emo Capodilista e lo Stabilimento termale S. Elena.

Castello dei Conti Emo e Terme di S. Elena

La sua pietà esercitata nel Cattaio

Per quell’anima veramente pia era di grande conforto vivere presso Gesù in Sacramento, che si conservava sempre nella Cappella del Castello nella quale ogni giorno si celebravano due o tre Messe e nelle feste si dava pure la benedizione.
Della sua vita passata al Cattaio si può dire che fu uno studio continuo di vita nascosta, non facendo essa mai nulla che desse nell’occhio, non lasciando trasparire dal suo esterno se non quello che si manifesta in ogni anima pia e ben ordinata.
La si vedeva recitare mattina e sera con molto raccoglimento le sue Orazioni inginocchiata sul genuflessorio e qualche volta in terra, ascoltava ogni giorno una o due Messe, sempre immobile in ginocchio, meno all’evangelo al quale si levava in piedi; recitava al suono dell’«Ave Maria», dovunque si fosse trovata, l’«Angelus Domini», e la sera assieme alla ducale famiglia il Rosario, devotamente raccolta. Tutti i giorni festivi faceva la Comunione alla Messa prima, sempre velata il capo, ogni giorno faceva la lettura spirituale; di questo non faceva mistero con nessuno e tutti della Corte potevano vederlo.
Quello che non si sapeva da tutti si è che ogni giorno faceva la meditazione sulle verità eterne ed in quel tempo non voleva esser disturbata. La festa si dava la benedizione col SS. Sacramento nella Cappella del Castello e Cristina ne mostrava grande consolazione, godeva nel sentire il canto devoto dei contadini che riempivano la Cappella.
Quando il SS. Sacramento era esposto, l’espressione del volto di Cristina era tale che ben dava a vedere quanto fosse penetrata dal pensiero della presenza reale di Gesù e la si sarebbe detta un Angelo in adorazione dinanzi alla maestà divina. Quando parlava di Dio coi principini suoi nepoti era sempre la medesima espressione di fede onde si mostrava compresa. Del resto non era Suo metodo e neppure della sua natura il fare, nè ad essi nè ad altri, esortazioni o prediche, come suol dirsi, essa parlava con naturalezza, secondo che portavano le circostanze e il suo dire era così giusto, così informato ai principii e alle massime cattoliche, così lontano da ogni mondanità; che in materia di spirito la si sarebbe potuta consultare non altrimenti che un teologo. Ciò proveniva per una parte dalla perfetta istruzione religiosa che aveva avuta e dalle massime di rettitudine naturale in cui era stata educata, per l’altra dalla grande ritiratezza dal mondo nella quale era cresciuta; in questa maniera nulla disturbò quel purissimo cuore dal divenire quantunque nel mondo, un’anima profondamente contemplativa.

(1) Nel 1852 il Cardinale arcivescovo di Napoli, Ven. Sisto Riario Sforza, avviò il processo per la beatificazione della “Reginella santa”. Il 6 maggio 1937 Pio XI firmò il decreto con cui Maria Cristina di Savoia venne dichiarata Venerabile. Il 2 maggio 2013 papa Francesco ha autorizzato la promulgazione del decreto con cui una guarigione avvenuta nel 1866 veniva riconosciuta miracolosa e ottenuta per intercessione di Maria Cristina di Savoia. Il 25 gennaio 2014, nella basilica di Santa Chiara di Napoli, dove si trova il corpo di Maria Cristina di Savoia, si è svolto il rito della beatificazione. La memoria liturgica cade il 31 gennaio, giorno della sua nascita in Cielo; lo stesso giorno in cui viene ricordato San Giovanni Bosco, fondatore, insieme a Santa Maria Mazzarello, delle Figlie di Maria Ausiliatrice, presenti a Battaglia fin dalla fondazione dell’Asilo infantile. N.d.R.
Santi e Beati, URL consultato il 25 gennaio 2017.
(2) Nel 1838 furono in realtà ospiti per quattro giorni al castello del Catajo Ferdinando I e la moglie Maria Anna di Savoia, imperatori d’Austria. N.d.R.
Castello del Catajo, la storia, URL consultato il 26 gennaio 2017.