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La nuova Chiesa parrocchiale di S. Giacomo

La nuova Chiesa parrocchiale di S. Giacomo in Battaglia Terme. Il voto del giorno di Pasqua del 1944 da parte della popolazione, l’acquisto del terreno, i diversi progetti e la definitiva realizzazione.

Vai alla prima parte.

Facciata della nuova Chiesa parrocchiale di Battaglia Terme. Disegno di Giampaolo Milani.

Battaglia Terme, la nuova Chiesa parrocchiale di S. Giacomo in un disegno di Giampaolo Milani (particolare tratto dalla copertina del libro).

Interno della nuova Chiesa parrocchiale di Battaglia Terme.

Interno chiesa nuova (Foto: Foto Studio 23).

LA NUOVA CHIESA PARROCCHIALE DI S. GIACOMO

Quantunque tanto bella e tanto amata, la Chiesa vecchia di S. Giacomo risultava fuori del centro abitato di Battaglia e soprattutto si trovava in luogo sempre più pericoloso, specialmente per i bambini e per i vecchi, a causa del traffico, continuo e intenso, sulla strada statale Padova-­Bologna.

VICENDE DELLA NUOVA CHIESA

L’idea di una chiesa più centrale, e quindi più comoda per la popolazione, era balenata ancora al parroco don Marco Romano durante la seconda guerra mondiale.
Dalla Cronistoria Parrocchiale (pg. 369) veniamo a sapere: “il giorno di Pasqua del 1944 tutto il popolo … in unione di spirito fa voto davanti al SS.mo di erigere una Chiesa in onore della Vergine SS.ma Mediatrice di tutte le Grazie, se il nostro paese sarà preservato dai bombardamenti e dalla distruzione.
Questa Chiesa poi diventerà parrocchiale
Circa 500 famiglie danno l’adesione scritta al voto impegnandosi moralmente a contribuire alla costruzione della Chiesa con offerte consentite dalle condizioni finanziarie di ciascuna famiglia”. Purtroppo i bombardamenti di Battaglia ci furono con parecchie vittime e quindi il Voto poteva anche considerarsi non più vincolante, ma tutta la popolazione era convinta che la nuova chiesa era necessaria non solo per il pericolo del traffico in via Maggiore, ma anche e specialmente perché ben quattro quinti della popolazione di Battaglia risiede ad ovest del Canale e soltanto un quinto ad est.
5i trattava per prima cosa di scegliere il sito più adatto per la costruzione della Chiesa, della Canonica e del Centro opere parrocchiali, poi giungere all’acquisto dell’area ed infine scegliere il progetto più adatto; tutte cose saggiamente portate a termine dal successore di don Marco Romano, deceduto il 16 dicembre 1951, don Gaetano Torresin, parroco di Battaglia dal 1952 al 1968.
Il nuovo parroco, dopo non poche e non facili difficoltà, con il debito consenso della Curia Vescovile, il 30 ottobre 1953, poté acquistare dal co. Gabriele Emo Capodilista 1012 mq di terreno a £ 850 al metro per costruire il cantiere della nuova Chiesa; ed il 15 maggio dell’anno seguente, dallo stesso conte, acquistò in zona S.Elena altri 11.000 mq di terreno, parallelo al viale delle Magnolie, per la costruzione della Chiesa, della Canonica e del Centro parrocchiale per complessive £ 6.500.000.
L’otto marzo 1960 poi una apposita commissione, composta da 25 persone più il parroco, tutte di Battaglia, prese in esame tre progetti presentati per il nuovo complesso edilizio ecclesiale; furono scartati quelli dell’ing. M. Carretta e dell’ing. Dall’Acqua e si scelse il progetto dell’ing. Stanislao Ceschi che prevedeva «la Chiesa a pianta esagonale, molto alta, con ampio presbiterio, ed una solenne gradinata d’ingresso».
L’esecuzione del progetto venne affidata all’impresa geom. Carlo Scarabello di Montegrotto Terme, preferita ad altre, ed i lavori ebbero inizio il 19 ottobre con 10 «sbancamento del terreno», in seguito al quale fu riscontrata la necessità di costruire una palizzata con ben 480 pali di cemento-armato lunghi 12 metri ciascuno per costituire una base sicura alle fondamenta: tutto ciò fece salire di molto il costa complessivo dell’opera.
II 13 febbraio 1961 vennero convocati i capi famiglia e si decise di continuare i lavori fino al compimento della cripta, in modo da renderla funzionante; ma l’ultima decisione in questo senso venne presa dalla Commissione Parrocchiale il 9 marzo successivo.
Ed il 30 giugno 1962 il Vescovo mons. Girolamo Bortignon, venuto a Battaglia per l’amministrazione della Cresima, benedì «visibilmente soddisfatto» (vedi Cronistoria Parrocchiale alla data) la nuova cripta dedicandola al culto in onore dell’antico titolare della Parrocchia S. Giacomo.
I successivi acquisti dei banchi e delle sedie e l’installazione dell’impianto di riscaldamento consentirono d’iniziare lo svolgimento in essa delle SS. Messe e delle Funzioni parrocchiali finché il 14 maggio 1966 avvenne anche il trasloco del parroco dalla vecchia alla nuova Canonica.
Il debito intanto era salito ad oltre 40 milioni e per di più il 1 luglio 1968 il parroco mons. Gaetano Torresin, per motivi di età e di salute, aveva rinunciato alla parrocchia, toccò quindi al successore mons. Mario Merlo, amministratore attivo e saggio, saldare tutto in tre anni, prima di morire in un incidente automobilistico, facendo ciò che spesso capita anche nel campo di Dio dove c’è chi semina e chi miete, chi spende e chi paga.
Per essere esatti è doveroso dire che il debito riguardava non solo la cripta, ma anche la canonica, il patronato ecc.; l’ammontare però era quello.
Di don Antonio Milani, successore di Mons. Merlo, nominato l’8 dicembre 1971, entrato come parroco di Battaglia il 30 gennaio 1972, fu l’impegnativo compito di riprendere il discorso suI completamento della nuova Chiesa perché la popolazione la voleva.
Abbandonato il progetto iniziale di Ceschi «perché troppo costoso, poco moderno (poco consono cioè alla riforma liturgica del Concilio Vaticano II) e soprattutto poco funzionale», una nuova Commissione Parrocchiale interpellò in materia l’ing. Cesare Valeri e l’arch. Eugenio Barato.

Battaglia Terme, nuova Chiesa parrocchiale, 1981. Lavori per adattare la costruzione già iniziata al progetto definitivo (1).

Nuova Chiesa di Battaglia Terme, lavori 1.
Battaglia Terme, nuova Chiesa parrocchiale, 1981. Lavori per adattare la costruzione già iniziata al progetto definitivo (2).

Nuova Chiesa di Battaglia Terme, lavori 2.

Nuova Chiesa parrocchiale di Battaglia Terme, 1981. Lavori per adattare la costruzione già iniziata al progetto definitivo.

(Foto: Parrocchia di Battaglia Terme)

L’esigenza principale era quella che fosse sfruttata la costruzione esistente, compresa la palizzata. Tra le due proposte, quella dell’arch. Barato risultò la preferibile: non era troppo tradizionale, pur non avendo forme bizzarre, era dotata di una cappella feriale, l’altezza era controllata e soprattutto rispondeva alle direttive della riforma liturgica del 1965.
Prima della decisione definitiva il prof. Sergio Milani eseguì un plastico della nuova costruzione che tutti poterono vedere esposto, ed il 22 maggio 1974 l’arch. Barato illustrò il tutto ad una assemblea dei più ragguardevoli capi famiglia del paese, seguita da assemblee particolari per tutta la popolazione per … tastare il polso di tutti. Il progetto piaceva a tutti, ma la spesa di circa 400 milioni, in tempi di notevole depressione economica, consigliava prudenza; e per alcuni anni non si parlò più dell’argomento.
Finché nel 1980 l’arch. Barato presentò un nuovo progetto che, una volta realizzato, consentiva alla gente di dire che la costruzione era davvero finita non solo all’interno, ma offriva anche all’esterno un vero aspetto di Chiesa.

Il progetto di ampliamento e completamento della Chiesa di Battaglia Terme venne approvato non solo da una scelta Commissione Parrocchiale, ma anche dall’Assemblea Generale della popolazione tenuta presso il Cinema Roma riempito all’inverosimile, il 30 giugno 1980; i lavori iniziarono il 28 aprile 1981 mentre i “raccoglitori” passavano mensilmente di casa in casa a ricevere le offerte dalle famiglie.

Nuova Chiesa parrocchiale di Battaglia Terme, lavori di ampliamento e di completamento (1).

Ampliamento e completamento 1.
Nuova Chiesa parrocchiale di Battaglia Terme, lavori di ampliamento e di completamento (2).

Ampliamento e completamento 2.
Nuova Chiesa parrocchiale di Battaglia Terme, lavori di ampliamento e di completamento (3).

Ampliamento e completamento 3.
Nuova Chiesa parrocchiale di Battaglia Terme, lavori di ampliamento e di completamento (4).

Ampliamento e completamento 4.

Nuova Chiesa parrocchiale di Battaglia Terme. Lavori di modifica della prima costruzione per adattarla al nuovo progetto; lavori di ampliamento e di completamento.

(Foto: Parrocchia di Battaglia Terme)

Collocazione della croce bianca all’esterno della nuova Chiesa parrocchiale di Battaglia Terme (1).

Collocazione della croce bianca (1).
Collocazione della croce bianca all’esterno della nuova Chiesa parrocchiale di Battaglia Terme (2).

Collocazione della Croce bianca (2).

Nuova Chiesa parrocchiale di Battaglia Terme. Collocazione della croce bianca all’esterno della Chiesa.

(Foto: Parrocchia di Battaglia Terme)

L’impresa edile “Ceccarello Attilio e Figli” si assunse l’incarico dell’esecuzione del progetto.
Impossibile tentare di descrivere la commozione e la gioia di tutta la popolazione di Battaglia quando, alle ore 10,30 del 10 luglio 1983 il vescovo emerito di Padova mons. Girolamo Bortignon celebra per la prima volta la S. Messa nella Chiesa nuova di Battaglia.

10 luglio 1983, S. Messa presieduta dal vescovo emerito Girolamo Bortignon. L'ingresso dei celebranti (1).

1983, S. Messa (1).
10 luglio 1983, S. Messa presieduta dal vescovo emerito Girolamo Bortignon (2).

1983, S. Messa (2).
10 luglio 1983, S. Messa presieduta dal vescovo emerito Girolamo Bortignon (3).

1983, S. Messa (3).
10 luglio 1983, S. Messa presieduta dal vescovo emerito Girolamo Bortignon (4).

1983, S. Messa (4).

Nuova Chiesa parrocchiale di Battaglia Terme, 10 luglio 1983. S. Messa presieduta dal vescovo emerito Girolamo Bortignon.
Foto 1. Ingresso. Da sinistra: don Tiziano Vanzetto (cappellano a Battaglia T. dal 1977 al 1982), il vescovo emerito Girolamo Bortignon (vescovo di Padova dal 1949 al 1982), il parroco don Antonio Milani e il cerimoniere del vescovo emerito don Ruggero Toldo.
Foto 2. da sinistra: don Antonio Milani, il vescovo emerito Girolamo Bortignon, il cerimoniere don Ruggero Toldo e don Tiziano Vanzetto.
Foto 3. A sinistra, Vanni Saggiorato.
Foto 4. I sacerdoti del vicariato che concelebrano la S. Messa. Vicino al candeliere, con il capo chinato e le mani giunte, don Ruggero Ruvoletto, con don Marcello Bettin allora cosegretario del vescovo Filippo Franceschi. Direttore poi della pastorale sociale e quindi del Centro missionario, dal 2003 don Ruggero fu missionario in Brasile. Qui il Signore lo chiamò a dare la testimonianza più grande, quella del martirio. Venne ucciso a Manaus da un sicario il 19 settembre 2009.

(Foto: Parrocchia di Battaglia Terme)

SIGNIFICATO DELLA CONSACRAZIONE

In primo luogo è doveroso esporre la disciplina ecclesiastica sulla consacrazione della Chiesa; seguiranno poi alcune conclusive osservazioni.
La Chiesa è un edificio sacro dedicato al culto divino e riservato a quest’uso.
Nessuno può costruire una Chiesa senza il consenso, espresso e scritto, del Vescovo del luogo.
Non si possono celebrare le Funzioni sacre in una Chiesa prima che sia benedetta o consacrata. Non si può consacrare una Chiesa fatta di legno o di metallo; può solo essere benedetta.
La benedizione di una Chiesa, secondo le norme e le rubriche del Rituale Romano, può essere data anche da un semplice sacerdote, dietro autorizzazione esplicita del Vescovo del luogo.
La consacrazione di una Chiesa invece è un atto solenne tipicamente vescovile, i cui riti importantissimi sono ben precisati.
La consacrazione di una Chiesa comprende sempre anche la consacrazione di almeno un altare fisso.
Ogni Chiesa viene dedicata ad un Santo o ad un Mistero cristiano la cui festa si celebra ogni anno, come ogni anno si celebra anche, con una liturgia particolare, l’anniversario della consacrazione. Come segno esterno della consacrazione restano 12 croci, scolpite in marmo o in metallo, che rappresentano gli Apostoli.

Navata della nuova Chiesa parrocchiale di Battaglia Terme vista dall'altare.

Navata della nuova Chiesa parrocchiale di Battaglia Terme vista dall’altare. La Chiesa è stata consacrata il 20 dicembre 1998 dal vescovo Antonio Mattiazzo. Sul muro sono visibili le croci, segno dell’avvenuta consacrazione.

(Foto: Carmelo Donà)

La Chiesa resta consacrata finché non venga destinata ad uso profano, o non venga dissacrata da un omicidio in essa commesso o da altro gravissimo atto contrario alla morale cristiana.
È proibito celebrare gli Uffici divini finché tale profanazione non venga cancellata con speciali riti liturgici di riconciliazione.

DEDUZIONI ED OSSERVAZIONI

I riti di benedizione e di purificazione di tutte le parti della Chiesa, specialmente dell’altare, compiuti dal vescovo, indicano Cristo che prende possesso della Chiesa, sua sposa.
L’altare è di pietra per ricordare Cristo «pietra scartata dai costruttori, divenuta testata d’angolo». Una Chiesa parrocchiale non consacrata è come un cristiano battezzato e non cresimato; eppure sono molte le Chiese della Diocesi di Padova non ancora consacrate; un esempio: l’antica Chiesa parrocchiale di Arquà Petrarca fu consacrata appena il 21 dicembre 1997.

Altare della nuova Chiesa parrocchiale di Battaglia Terme.

Altare della nuova Chiesa parrocchiale di Battaglia Terme, opera in marmo di Giancarlo Milani (Battaglia Terme, 1935 – Padova, 2018).

(Foto: Foto Studio 23)

Il Vescovo può delegare un semplice sacerdote per la benedizione delle campane, dei vasi sacri, della Chiesa stessa, ed anche per l’amministrazio­ne della Cresima, ma la ordinazione dei nuovi sacerdoti e la consacrazione della Chiesa spetta personalmente a lui soltanto.
L’anniversario della consacrazione di una Chiesa può essere celebrato nel giorno indicato dal Vescovo, in occasione della consacrazione, oppure in un giorno comune per tutte le Chiese consacrate nella diocesi.
Sotto o sopra le Croci che ricordano la consacrazione, di solito, vengono appesi i quadri delle stazioni della Via Crucis.
Il vostro illustre paesano don Domenico Leonati, pioniere in molti campi, non ultimo quello liturgico, già il 14 maggio 1775 volle che il Vescovo di Padova Nicolò Giustiniani, successore del Rezzonico, consacrasse anche la piccola Chiesa del suo Istituto in via S. Maria in Vanzo, sebbene non fosse parrocchiale, e prima vi aveva fatto istituire la Via Crucis dai Cappuccini.
Ora la vostra nuova Chiesa parrocchiale, accogliente, bella, ricca di significative opere d’arte, aspetta soltanto l’atto solenne della Consacrazione, dato che il 30 giugno 1962 da mons. Girolamo Bortignon era già stata benedetta e dedicata a S. Giacomo.

S. Giacomo apostolo, altorilievo di Giancarlo Milani in bronzo fuso.

S. Giacomo apostolo, altorilievo di Giancarlo Milani in bronzo fuso, collocato sul pilastro sinistro della facciata.

(Foto: Carmelo Donà)

S. Giacomo apostolo – detto “il Maggiore” – per distinguerlo da S. Giacomo “il Minore” autore della Lettera cattolica – era figlio di Zebedeo e di Salome e fratello di S. Giovanni evangelista.
Entrambi i fratelli, impetuosi ed istintivi, ebbero il soprannome di «boanerges» (figli del tuono).
S. Giacomo, con il fratello Giovanni e S. Pietro è tra gli apostoli prediletti di Gesù; fu presente alla guarigione della suocera di S. Pietro, alla risurrezione della figlia di Giairo, alla trasfigurazione sul Tabor, all’agonia di Gesù nel Getsemani.
Fu il primo tra gli Apostoli a subire il martirio per decapitazione da parte di Erode Agrippa nella Pasqua del 41.
Fu sepolto a Gerusalemme e, secondo una costante tradizione, al tempo della seconda crociata, nel 1191 circa, il suo corpo fu portato a Compostela in Spagna, meta di continui pellegrinaggi.

Sac. Guido Beltrame

Storia di una chiesa a Battaglia Terme, copertina.

Testo e due foto tratti da: [Sac. Guido Beltrame] Storia di una chiesa a Battaglia Terme. Tre fasi di crescita per una comunità cristiana, Battaglia Terme, La Galiverna, Parrocchia di Battaglia Terme, 1998, pagine 22-30.

Disegno di copertina: Giampaolo Milani.
Foto: Foto Studio 23.
Tutte le foto (tranne le prime due e quella che raffigura l’altare) e le relative didascalie sono a cura di Battagliatermestoria.
Ringraziamo il parroco della parrocchia di Battaglia Terme, don Edoardo Bregolin, per averci dato il consenso alla pubblicazione.