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L’acquedotto comunale di Battaglia Terme

I progetti per la realizzazione dell’acquedotto comunale di Battaglia del 1921, del 1930 e del 1933. I lavori, iniziati il 19 giugno 1934, e l’inaugurazione, avvenuta il 28 aprile 1935.

L’ACQUEDOTTO COMUNALE DI BATTAGLIA TERME

Sommario: II progetto di acquedotto del 6 luglio 1921 – II progetto di acquedotto del 2 settembre 1930 – Il progetto di acquedotto del 31 marzo 1933 – La costruzione dell’acquedotto di Battaglia Terme – L’inaugurazione

L'inaugurazione dell'acquedotto comunale di Battaglia Terme (1935).

Inaugurazione acquedotto comunale (1935).

La pratica per la costruzione di un acquedotto in Battaglia, iniziata nel 1901 senza esito, venne ripresa nel 1921 dal commissario prefettizio Celso Carturan.
In data 6 luglio 1921 I’ingegnere Benedetto Peloso presentò un progetto esecutivo che veniva preceduto da una relazione, della quale riportiamo i brani più importanti:
”II provvedimento di acqua potabile a Battaglia s’impone dato che non esistono fontane di acqua potabile, eccettuata una pompa municipale che trae I’acqua dal canale di Battaglia attraverso filtro e qualche raro pozzo privato funzionante alla stessa guisa.
II fatto essenziale è di portare con dell’acqua di sorgiva quella rigenerazione igienica cui, in nome della civiltà, hanno diritto di aspirare le popolazioni, scongiurando quelle malattie di cui è constatato veicolo l’acqua non potabile.
II paese di Battaglia è poi un paese industriale e dato quindi l’agglomeramento di operai è più sentito il bisogno di acqua potabile. Si aggiunga, […], che Battaglia è un paese di cure termali di cui la grotta sudorifera (unica del genere) ed il fango sono preziosi patrimoni del sito. […] Ora è concepibile uno stabilimento di cura sprovvisto di acqua potabile?
In luogo secondario in Battaglia e luoghi circostanti vi sono delle tenute di una certa importanza quali il Cattaio, Emo, Bisi, Corinaldi, è igienico e comodo che abbiano acqua potabile. […]
È da osservare che Battaglia è tagliata longitudinalmente e trasversalmente da canali abbondanti d’acqua, ragione per cui non vi e deficienza di acque da lavaggio […]. II provvedimento di acquedotto si ridurrà alla sola provvista di acqua da bere e per uso domestico, escluso ogni scempio per lavaggio. […] Detta economia d’acqua s’impone per non gravare I’esercizio di acquedotto in forma costosa, come qualora si dovesse effettuare un impianto di potenzialità superiore a quella che si va descrivendo […].
È da notare, per la sceIta fatta delle sorgenti, il derivante beneficio del comune di Galzignano il quale per la cessione di due fontanine lungo il percorso e precisamente una in località Giarre e l’altra in località Strada delle Valli (della complessiva erogazione modulata di 30 ettolitri giornalieri) non avrà da difficultare I’impresa, ma la favorirà sia nella presa, che lungo il percorso cedendo l’area stradale per la posa del tubo […]” 1.

Di seguito venivano descritte le sorgenti prese in considerazione per l’opera 2.
II progetto si completava con il riassunto della spesa necessaria: L.22.500 per la condotta di allacciamento delle sorgenti, L.162.500 per la condotta dalla camera di scarico al serbatoio, L.77.000 per la condotta dal serbatoio alla condotta urbana, L.70.000 per il serbatoio (mc 96), L.14.000 per la camera di carico, L.18.000 per 4 bottini di presa e L.36.000 per gli espropri, acquisto sorgenti ed imprevisti. La cifra globale stimata era quindi di L.400.000 3.
Su richiesta del comune di Battaglia, il 17 ottobre 1921, il Consiglio Provinciale di Sanità dava il suo parere favorevole al progetto, dopo aver esaminato le acque delle varie sorgenti interessate, invitando la Prefettura di Padova a fare altrettanto. Intanto, con deliberazione N. 173 del 3 novembre 1921, approvata dalla Giunta Provinciale Amministrativa in adunanza del 9 dicembre, il consiglio comunale di Battaglia stabilì che la realizzazione dell’opera dovesse seguire il progetto compilato il 6 luglio 1921 dall’ingegnere Benedetto Peloso e che si doveva far fronte alla spesa di L.400.000 mediante mutuo del medesimo importo da contrarsi con la Cassa Depositi e Prestiti, in base alla legge 25 giugno 1911 N.586, estinguibile, date le condizioni disagiate del comune, in 50 anni 4.
L’esecuzione del progetto era divenuta una necessita anche perché, a causa dei lavori al canale relativi alla costruzione della Conca di navigazione, “il comune, rimasto il canale in secca, dovette e deve spendere migliaia e migliaia di lire per trasporto di acqua a mezzo serbatoi ferroviari da Padova ed a mezzo carri botte dal vicino comune di Galzignano” 5.
Si decise quindi di dar corso all’operazione in considerazione del visto favorevole del Genio Civile e del Consiglio Provinciale Sanitario; della probabile adesione del comune di Galzignano “per la cessione dell’area stradale per la posa dei tubi di conduttura dell’acqua delle sorgenti a Battaglia, tanto più che ad uso degli abitanti del suddetto comune venivano cedute due fontanine a getto intermittente” 6 ; del vantaggio che i cittadini di Battaglia venivano a realizzare in linea sanitaria e degli stabilimenti termali che, con la provvista di acqua potabile, potevano acquistare maggiore sviluppo; dell’utilizzo, per i lavori, di manodopera locale che avrebbe ovviato il problema della disoccupazione; della volontà di Battaglia di essere un centro urbano a tutti gli effetti 7.
La suddetta deliberazione venne approvata quando oramai il commissario prefettizio era al termine della sua missione e questi stimò prudente sospendere ogni ulteriore provvedimento demandandolo alla nuova amministrazione.
II progetto venne ripreso dal sindaco Cattani che, con deliberazione del 1 luglio 1923, riconfermò la deliberazione 3 novembre 1921 e autorizzò l’inoltro della richiesta di finanziamento alla Cassa Depositi e Prestiti 8.
Dopo che in data 2 novembre 1924 il consiglio comunale confermò la necessità di espropriare le sorgenti che dovevano alimentare l’acquedotto, il sindaco di Battaglia scrisse al Prefetto di Padova in data 19 giugno 1925 domandando allo stesso che le opere di costruzione dell’acquedotto, di cui progetto 6 luglio 1921, venissero dichiarate di pubblica utilità ai sensi e per ogni effetto previsto dalla legge 25 giugno 1865 N. 2359.
Chiedeva quindi l’espropriazione forzata delle seguenti sorgenti:
“1°) SORGENTE GIAZZANA: la sorgente Giazzana è quasi sulla strada comunale Cingolina, e in corrispondenza dei mappali 7 – 3 – 4 del foglio IX° comune di Galzignano Sezione A, i quali confinano colla strada comunale e con i mappali numeri 183 – 269 – 5 – 6 – 81 – 8 – 267 e 265 del foglio IX° e coi mappali 181 e 210 del foglio 1°.
La quota altimetrica di detta sorgente è 125, la sua portata e di circa 300 ettolitri giornalieri.
La sorgente è di proprietà della Ditta Rossi Luigia, Gino e Giovanni fu Giobatta, proprietari, e Olga Targhetta fu Giovanni Ved. Rossi, usufruttuaria in parte.
È già incanalata mediante tubazione in cemento; il lavoro venne eseguito orsono 15 anni dal comune di Battaglia e la misura di 300 ettolitri giornalieri è relativa all’uscita dai tubi suddetti, ma con le opere di progetto si potrà ottenere una portata maggiore. La sorgente è in ottima ubicazione igienica ed e di ottima qualità potabile.
2°) SORGENTE POMARO: la sorgente Pomaro dista dalla strada Cingolina circa m.220 e si perviene ad essa risalendo dalla strada Cingolina il calto 9 e la stradella Pomaro. È in corrispondenza dei mappali 55 e 57 del foglio IX° comune di Galzignano, Sezione A, i quali confinano con i mappali 56 – 21 – 20 – 17 – 18 – 37 – 46 – 58.
La sua quota altimetrica è 150 e la sua portata è di circa 150 ettolitri giornalieri. Detta sorgente è di proprietà della Ditta Celadin Giovanni fu Pietro, Celadin Matteo e Francesco fu Anselmo.
La sorgente è in bellissima ubicazione igienica ed oltre ad essere di buona qualità potabile e reputata la migliore.
3°) SORGENTE BRESSAN: la sorgente Bressan dista dalla camera di carico m.650 e in linea d’aria è distante dalla strada comunale Cingolina circa m.520 e si perviene ad essa risalendo dalla strada Cingolina, il calto Cingolina e una carreggiata quasi ad essa parallela. È in corrispondenza dei mappali 112 – 117 – 118 del foglio IX° comune di Galzignano, Sezione A, i quali confinano coi mappali N. 119 – 113 – 108.
La sua quota altimetrica è 125 e la sua portata è di circa 400 ettolitri giornalieri. La sorgente è di proprietà della Ditta Pizzo Luisa fu Luigi, proprietaria, e Gresotto Amalia fu Ferdinando, usufruttuaria in parte.
La sorgente è in magnifica ubicazione igienica ed è di ottima qualità potabile.
4°) SORGENTE VAL DE FONTANA: la sorgente dista dalla casa ex Michieli alla sorgente Giazzana metri 230 e metri 450 dalla camera di scarico. Ad essa si perviene risalendo dalla casa ex Michieli le strade comunali fino all’incontro a sinistra di un piccolo calto a metri 43, in addentro vi è la sorgente. È in corrispondenza del mappale 150 del foglio 1° comune di Galzignano, Sezione A, il quale confina coi mappali 171 e con la strada comunale.
La sua quota altimetrica è di circa 150 e la sua portata e di circa ettolitri 50 giornalieri. Tale portata è segnata non solo quale minima e quella corrispondente alla massima magra, ma è una cifra prudenziale inferiore al reale, mentre con le opere di cui il progetto, la portata potrà essere sensibilmente aumentata.
La sorgente è di proprietà della Ditta Rossi Luigia, Gino e Giovanni fu Giobatta, proprietari, e Olga Targhetta fu Giovanni Ved. Rossi, usufruttuaria in parte. La sorgente ha ottima ubicazione igienica ed è di ottima qualità potabile”
10.
Sollecitato dal prefetto e dal comune di Battaglia, il Ministro Segretario di Stato per gli Affari Interni scrisse sulla questione il 2 maggio 1926: visto il progetto; visto il reclamo presentato dalia Ditta Pizzo Luisa “contro I’uso esclusivo, da parte del comune, della sorgente Bressan esistente in un fondo di sua proprietà, ed inteso ad ottenere che venga assicurato alla Ditta stessa un quantitativo d’acqua nella misura di 35 e 45 ettolitri giornalieri complessivamente per le necessità indispensabili all’irrigazione delle viti ed abbeveraggio del bestiame, oltre che per gli usi domestici 11 “; ritenuto che il comune di Battaglia non contestava la pretesa della Ditta Pizzo, purché l’erogazione dell’acqua venisse stabilita in misura più ridotta e soltanto nei periodi di piena; egli decretava che I’opposizione della Ditta Pizzo fosse accolta per un quantitativo d’acqua di 4 ettolitri giornalieri, sia nei periodi di piena che di magra; l’approvazione del progetto come da progetto del 6 luglio 1921; l’autorizzazione a contrarre il mutuo di L.400.000 con la Cassa DD. PP. all’interesse del 4%, estinguibile in anni 50; la concessione al comune di Battaglia del concorso dello Stato corrispondente all’intero onere degli interessi su L.362.000 ed alla differenza tra il tasso normale ed il 2% su L.38.000; che finché lo Stato contribuirà al pagamento degli interessi le Acque non possano essere cedute a privati od altri enti senza l’autorizzazione del Ministero 12.
Dopo vari altri carteggi il Prefetto, con deliberazione N. 2989 – 4850 del 28 febbraio 1928, decretava che il comune di Battaglia era autorizzato ad occupare d’urgenza le sorgenti ed il circostante terreno destinati all’esecuzione dell’acquedotto situati in Galzignano, contrada Cingolina, dettagliatamente descritti in precedenza, e fissava le indennità provvisorie per gli espropri 13: per la sorgente Giazzana (Rossi Luigia e Targhetta Olga) e terreni circostanti L.10790 14; per la sorgente Pomaro (Celadin Giovanni, Matteo e Francesco) e terreni circostanti L.3158 15; per la sorgente Bressan (Pizzo Luisa e Gresotto Amalia) e terreni circostanti L.11411 16; per i signori Lunardi Giuseppe, usufruttuario, Antonio e Valentino, proprietari, L.1356 17 come compenso di una porzione del mappale N. 118 del foglio IX°, Sezione A, che serviva per l’isolamento della sorgente Bressan, di superficie 0.1937 ettari e composto di bosco ceduo di castagno; per la sorgente Val de Fontana (Rossi Luigia e Targhetta Olga) e terreni circostanti L.1745 18.

Progetto di acquedotto comunale del 6 luglio 1921. Nella planimetria sono evidenziate le sorgenti individuate.

Planimetria che evidenzia le sorgenti individuate nel progetto di acquedotto comunale del 6 luglio 1921.

Di seguito veniva affisso nei due comuni l’avviso che pubblicizzava quanta sopra deliberato, per dare possibilità ai proprietari espropriati di conoscere gli indennizzi ed eventualmente produrre i loro reclami 19. Tanto nei 15 giorni dalla affissione dell’avviso (11 – 26 settembre 1928), quanto nei 15 giorni decorsi dalla sua inserzione sul Bollettino Prefettizio, nessun reclamo, opposizione od osservazione vennero presentati, all’infuori della lettera del sig. Lunardi Valentino, che richiedeva maggiore soddisfazione economica in virtù di possibili vantaggi economici che il suo terreno in espropriazione poteva dargli a seguito della costruzione di un pozzo, che non ebbe nessun seguito.
Nessuno però si presentò per accettare l’indennità 20.
Nel frattempo, in data 24 febbraio 1928, con Decreto Ministeriale veniva riconosciuta l’impossibilità di finanziare l’opera a mezzo della Cassa Depositi e Prestiti 21 e, di conseguenza, si prorogava di due anni il termine per l’esecuzione dei lavori 22.
Dal momento che nessuno dei proprietari dei terreni oggetto di possibile esproprio accettò l’indennizzo proposto, in data 5 dicembre 1928 venne nominato dal Tribunale Civile e Penale di Padova l’ingegnere Bernardino Mengotti di Padova come perito che dovesse definire la controversia 23.
La stima, datata 9 febbraio 1929, confermava ai Lunardi le L.1356 precedentemente offerte; alla sig.ra Pizzo Luisa venivano attribuite L.16.630 24, rispetto alle L.11.411 della prima valutazione; ai Celadin venivano offerte L.6.700 25, in aumento rispetto alle L.3.158 precedenti; per i beni della sig.ra Rossi Luigia, ceduti con contratto del 3 marzo 1928 all’avvocato Giorgio Wolf (sorgente Giazzana), venivano proposte L.16.582 26 rispetto alle L.10.790 precedenti; per i residui beni della sig.ra Rossi Luigia (sorgente Val di Fontana) venivano offerte L.1.845 27, rispetto alle L.1.745 precedenti. La perizia si completava nella valutazione della porzione di terreno di proprietà dell’Opera Nazionale dei Combattenti (Tenuta Cataio) necessario alla costruzione del serbatoio. Venivano proposte L.600 28 per la porzione del mappale N.154 del foglio IV° comune di Battaglia, descritto come prato erborato di scadente qualità 29.
II suddetto progetto fu successivamente sospeso per le seguenti ragioni:
“per la opposizione della popolazione del comune di Galzignano, la quale non intende che l’acqua vada ad altro comune; per maggiori richieste da parte del comune di Galzignano per erogazioni gratuite a servizio pubblico, in conseguenza del trasporto dell’acqua a Battaglia; per aver dichiarato, il comune di Galzignano, di carattere pubblico una sorgente che era destinata a riserva o integrazione delle sorgenti in progetto; per gli aumentati bisogni dal 1921 ad oggi di Battaglia” 30.

Note
1 A.C.B. (Archivio Comunale di Battaglia Terme), Relazione allegata al progetto esecutivo di acquedotto del 6 luglio 1921, cart. Acquedotto comunale, fasc. Progetto d’acquedotto 6 luglio 1921 a firma dell’ingegnere Sig. Benedetto Peloso.
2 Tali sorgenti saranno oggetto di successiva descrizione.
3 L.574.643.200 nel 2001. A.C.B., Riassunto della spesa. Progetto di acquedotto del 6 luglio 1921, cart. Acquedotto comunale, fasc. Progetto d’acquedotto 6 luglio 1921 a firma dell’ingegnere Sig. Benedetto Peloso.
4 A.C.B., Deliberazione del Commissario Prefettizio N. 173 del 3 novembre 1921, cart. Acquedotto comunale, fasc. Progetto d’acquedotto 6 luglio 1921 a firma dell’ingegnere Sig. Benedetto Peloso.
5 Ivi.
6 Ivi.
7 Ivi.
8 A.C.B., Deliberazione Consigliare N.88 del 1 luglio 1923, cart. Acquedotto comunale, fasc. Progetto d’acquedotto 6 luglio 1921 a firma dell’ingegnere Sig. Benedetto Peloso.
9 Ruscello.
10 A.C.B., Allegato alla lettera del sindaco di Battaglia al Prefetto di Padova del 19 giugno 1925, cart. Acquedotto comunale, fasc. Progetto d’acquedotto 6 luglio 1921 a firma dell’ingegnere Sig. Benedetto Peloso.
11 A.C.B., Decreto del Ministro Segretario di Stato per gli affari interni del 2 maggio 1926, cart. Acquedotto comunale, fasc. Progetto d’acquedotto 6 luglio 1921 a firma dell’ingegnere Sig. Benedetto Peloso.
12 Ivi.
13 A.C.B., Deliberazione del Prefetto di Padova N.2989 – 4850 del 28 febbraio 1928, cart. Acquedotto comunale, fasc. Progetto d’acquedotto 6 luglio 1921 a firma dell’ingegnere Sig. Benedetto Peloso.
14 L.14.757.461 nel 2001.
15 L4.319.190,3 nel 2001.
16 L.15.606.802 nel 2001.
17 L.1.854.598 nel 2001.
18 L.2.386.633 nel 2001.
19 A.C.B., Avviso di pubblicità espropri pubblici del 5 marzo 1928, cart. Acquedotto comunale, fasc. Progetto d’acquedotto 6 luglio 1921 a firma dell’ingegnere Sig. Benedetto Peloso.
20 A.C.B., Dichiarazione del Podestà del 27 settembre 1928, cart. Acquedotto comunale, fasc. Progetto d’acquedotto 6 luglio 1921 a firma dell’ingegnere Sig. Benedetto Peloso.
21 Con nota 22 gennaio 1927 N.16472 – 302796 dalla Direzione Generale della Cassa DD. PP., il comune di Battaglia veniva informato che il mutuo di L:400.000, chiesto in data 1 ottobre 1925 N.733 per !’acquedotto, non poteva essere collocato sui fondi propri dell’Istituto stesso perché la situazione delle disponibilità non lo acconsentiva. A.C.B., Lettera del comune di Battaglia al Ministero dell’Interno del 6 febbraio 1928, cart. Acquedotto comunale, fasc. Progetto d’acquedotto 2 settembre 1930 a firma dell’ingegnere Sig. Benedetto Peloso.
22 A.C.B., Deliberazione del Podestà del 3 ottobre 1930, cart. Acquedotto comunale, fasc. Progetto d’acquedotto 2 settembre 1930 a firma dell’ingegnere Sig. Benedetto Peloso.
23 A.C.B., Decreto del Tribunale Civile e Penale di Padova del 5 dicembre 1928, cart. Acquedotto comunale, fasc. Progetto d’acquedotto 6 luglio 1921 a firma dell’ingegnere Sig. Benedetto Peloso.
24 L. 22.744.818 nel 2001.
25 L. 9.163.577 nel 2001.
26 L. 22.679.168 nel 2001.
27 L. 2.523.403 nel 2001.
28 L. 820.618,8 nel 2001.
29 A.C.B., Perizia dell’ing. Bernardino Mengotti del 9 febbraio 1929, cart. Acquedotto comunale, fasc. Progetto d’acquedotto 6 luglio 1921 a firma dell’ingegnere Sig. Benedetto Peloso.
30 A.C.B., Promemoria per il Podestà redatto dall’ing. Benedetto Peloso il 23 aprile 1932, cart. Acquedotto comunale, fasc. Progetto d’acquedotto 2 settembre 1930 a firma dell’ingegnere Sig. Benedetto Peloso.

Il progetto di acquedotto del 2 settembre 1930

In data 2 settembre 1930 l’ingegnere Benedetto Peloso presentava un nuovo progetto che aumentava la cifra necessaria al compimento dell’opera dai L.400.000 del 1921 a L.560.000 31.
Quali erano le variazioni rispetto al piano precedente? Si era rilevata l’incertezza sulla perennità e sulla continuità dell’erogazione per due delle quattro sorgenti da impiegare. Constatata quindi l’impossibilita di attuare quanta previsto nel 1921, con una fornitura d’acqua insufficiente ai bisogni attuali del comune di Battaglia, il nuovo studio prevedeva una portata di 5 litri al minuto secondo, mediante potabilizzazione (filtrazione e sterilizzazione) dell’acqua del canale di Battaglia, con serbatoio e rete di distribuzione urbana.
II finanziamento dell’opera avrebbe visto affiancare al mutuo di L.400.000, concesso dalla Cassa Nazionale per le Assicurazioni Sociali 32, un altro finanziamento di L.160.000. II comune confidava nel fatto che tra il 1932 ed il 1933 andavano ad estinguersi mutui contratti con la Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo e con gli Ospedali di Padova e Monselice, le cui annualità ammontavano rispettivamente a L.12.113,10 33, L.5224,86 34 e L.7.680,30 35. La previsione dell’impegno relativo alla nuova opera era di L.11265,02 36 annue, con un notevole risparmio rispetto alle rate in estinzione.
In considerazione di tutto ciò, il Podestà delibera in data 3 ottobre 1930 di presentare all’Ufficio del Genio Civile di Padova il nuovo progetto 37.
L’anno successivo, il 18 luglio 1931, il comune di Battaglia scrisse al Ministero degli Interni per richiedere il mantenimento del concorso pubblico nel pagamento degli interessi del prestito già contratto e di voler concedere un sussidio in conto capitale in relazione alla maggior somma di L.160.000 38 che il comune doveva sostenere 39.
II 13 agosto il Podestà sollecitava la prefettura di Padova ad intercedere presso il Genio Civile perché provvedesse all’esame del progetto inviato fin dall’ottobre precedente 40.
Un’importante novità, determinante per I’esito della pratica, avvenne nell’aprile dello stesso anno. II giorno 15 il Prefetto di Padova scrisse al Podestà di Battaglia informandolo della volontà del comune di Monselice di realizzare un acquedotto analogo a quello già previsto per Battaglia, utilizzando le acque del canale facendo partire le prese d’acqua a monte dell’abitato di Battaglia per cui la tubazione avrebbe attraversato il centro del paese. L’intendimento del Prefetto era quello di creare un consorzio che avrebbe gestito entrambe le opere e di conseguenza sospese l’attuazione del progetto di Battaglia 41.
II comune di Battaglia prontamente rispose ribadendo l’ “assoluta e indispensabile urgenza di accelerare le pratiche e iniziare la costruzione del proprio acquedotto” 42 e la non convenienza dell’unione in consorzio tra Battaglia e Monselice. Le argomentazioni sottostanti a questa decisione, comunicata al Prefetto con lettera del Podestà del 26 aprile 1932, furono:
il comune di Monselice aveva solo allo studio un progetto di massima per il proprio impianto, mentre Battaglia aveva già 2 progetti esecutivi approvati;
vi era tra i due comuni una diversità di idee circa la fabbricazione dell’acqua: con il progetto 2 settembre 1930 Battaglia intendeva potabilizzare I’acqua mediante filtri lenti per la filtrazione e mediante sterilizzazione con I’ozono, il comune di Monselice, invece, voleva ricavare la potabilizzazione dell’acqua del canale di Battaglia mediante filtri rapidi e con trattamento al cloro;
veniva poi indicata un analisi sulle effettive necessità d’acqua dei due comuni, 5 litri al secondo per Battaglia e 21 litri al secondo per Monselice, che non rendeva vantaggiosa l’unione in consorzio;
non era necessario che il prelevamento d’acqua per il progetto di Monselice avvenisse a monte dell’abitato di Battaglia ma poteva effettuarsi in località Rivella 43;
Battaglia aveva già un mutuo concesso per I’opera, mentre Monselice non aveva ancora avviato nessuna pratica in merito;
infine, ed era la più importante, Battaglia aveva assoluta urgenza di iniziare i lavori verso la fine dell’anno in corso per poter fornire d’acqua il grande stabilimento termale che la Cassa Nazionale per le Assicurazioni stava costruendo al posta dei vecchi stabilimenti all’interno della tenuta Emo 44, per evitare che quest’ultima provvedesse in altra maniera con un grave danno economico per l’amministrazione battagliense 45.
Le suddette istanze non riuscirono a convincere le autorità competenti.
L’Ufficio del Genio Civile di Padova scriveva in data 21 maggio 1932 a proposito dell’unificazione delle opere di presa filtrazione e sterilizzazione in servizio dei costruendi due acquedotti di Battaglia e Monselice:
“Esaminati gli atti […] risulta fuori di dubbio la convenienza economica per i due comuni interessati della unificazione stessa, tanto nei riguardi delle spese d’impianto quanto e principalmente per quelle di esercizio. Le eccezioni sollevate dal comune di Battaglia riguardano principalmente il dubbio che la proposta unificazione […] possa portare ad un ritardo nella esecuzione dell’opera. A tale riguardo si rileva che la domanda per la derivazione d’acqua presentata dal comune di Battaglia è stata a questa restituita a mezzo dell’ing. comunale sig. Benedetto Peloso per alcune necessarie modifiche. […] Concludendo questa Ufficio sarebbe di parere che i due comuni in consorzio provvedessero allo studio di un progetto unico di acquedotto assumendo naturalmente anche le spese per il progetto già studiato dal comune di Battaglia […]” 46.
Di fatto, restituendo la pratica per le necessarie modifiche, il Genio Civile subì il maggior peso politico del comune di Monselice e permise a questi di bloccare l’iter dell’opera proposta da Battaglia.
Battaglia non accettò l’imposizione: il 12 luglio 1932 il Podestà scrisse alla Regia Prefettura di Padova comunicando che veniva ripreso il progetto originario già esecutivo, che prevedeva la presa delle acque dalle sorgenti di Galzignano, e furono attivate trattative private con i rispettivi proprietari delle stesse. Le motivazioni indicate a supporto di tale decisione erano la minor spesa che si doveva sostenere, L.400.000 al posto delle L.560.000 previste per la potabilizzazione delle acque del canale di Battaglia, le migliori qualità dell’acqua di sorgiva e la necessità di dar corso immediato all’opera 47.

Note
31 L.778.536.808 del 2001. A.C.B., Progetto d’acquedotto a firma ing. Benedetto Peloso del 2 settembre 1930, cart. Acquedotto comunale, fasc. Progetto d’acquedotto 2 settembre 1930 a firma dell’ingegnere Sig. Benedetto Peloso.
32 Contratto stipulato a Padova il 21 giugno 1928 con il quale la Cassa Nazionale delle Assicurazioni Sociali, in persona dei suoi rappresentanti senatore Giovanni Indri e prof. Paolo Medalaghi, rispettivamente Presidente e Direttore Generale dell’Istituto, concedeva al comune di Battaglia, in persona del Podestà Francesco Mario, un mutuo all’interesse del 7% ed estinguibile in anni 50. Su questa mutuo il Ministero degli interni concedeva, con Decreto Ministeriale 17 gennaio 1929, il concorso statale sul mutuo in misura corrispondente all’interesse del 4% su L.362.000 e del 2% sulle rimanenti L.38.000. A.C.B., Lettera del Podestà al Ministero degli Interni del 11 aprile 1932 e Decreto Ministeriale del 17 gennaio 1929, cart. Acquedotto comunale, fasc. Progetto d’acquedotto 2 settembre 1930 a firma dell’ingegnere Sig. Benedetto Peloso.
33 L. 16.840.168 nel 2001.
34 L. 7.763.831,8 nel 2001.
35 L. 10.677.493 nel 2001.
36 L. 15.661.130 nel 2001.
37 A.C.B., Progetto d’acquedotto a firma ing. Benedetto Peloso del 2 settembre 1930, cart. Acquedotto comunale, fasc. Progetto d’acquedotto 2 settembre 1930 a firma dell’ingegnere Sig. Benedetto Peloso.
38 L.252.945.392 nel 2001.
39 A.C.B., Lettera del comune al Ministero degli Interni del 18 luglio 1931, cart. Acquedotto comunale, fasc. Progetto d’acquedotto 2 settembre 1930 a firma dell’ingegnere Sig. Benedetto Peloso.
40 A.C.B., Lettera del Podestà alla prefettura del 13 agosto 1931, cart. Acquedotto comunale, fasc. Progetto d’acquedotto 2 settembre 1930 a firma dell’ingegnere Sig. Benedetto Peloso.
41 A.C.B., Lettera del Prefetto di Padova al Podestà di Battaglia del 15 aprile 1932, cart. Acquedotto comunale, fasc. Progetto d’acquedotto 2 settembre 1930 a firma dell’ingegnere Sig. Benedetto Peloso.
42 A.C.B., Promemoria per il Podestà redatto dall’ing. Benedetto Peloso il 23 aprile 1932, cart. Acquedotto comunale, fasc. Progetto d’acquedotto 2 settembre 1930 a firma dell’ingegnere Sig. Benedetto Peloso.
43 Località che si trova a metà strada circa tra i due comuni.
44 Vedere in seguito.
45 A.C.B., Lettera del Podestà di Battaglia al Prefetto di Padova del 26 aprile 1932, cart. Acquedotto comunale, fasc. Progetto d’acquedotto 2 settembre 1930 a firma dell’ingegnere Sig. Benedetto Peloso.
46 A.C.B., Lettera del Genio Civile protocollata N.2516 del 21 maggio 1932, cart. Acquedotto comunale, fasc. Progetto d’acquedotto 2 settembre 1930 a firma dell’ingegnere Sig. Benedetto Peloso.
47 A.C.B., Lettera del Podestà alla Regia Prefettura di Padova del 12 luglio 1932, cart. Acquedotto comunale, fasc. Progetto d’acquedotto 2 settembre 1930 a firma dell’ingegnere Sig. Benedetto Peloso.