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Il mio pensiero è sempre con i miei cari

“Il mio pensiero è sempre con i miei cari”: con queste parole Taddeo Bregolato termina una delle lettere che ha inviato alla moglie e ai suoi cari dalla prigionia in Germania. Ritornato a casa nel giugno del 1945, muore dopo soli quattro mesi per le gravi sofferenze patite. Il figlio Gianfranco ha fatto leggere a Bruno Savin le ultime lettere scritte dal padre.

LETTERE ALLA MOGLIE DALLA PRIGIONIA
DI BREGOLATO TADDEO (Giocondo)

Dal 26 febbraio al 22 aprile 1945

Bregolato Taddeo appena liberato dalla prigionia.

Bregolato Taddeo appena liberato dalla prigionia.

26-2-1945 Forst Lausitz (2)

Cara moglie, ti do mie notizie anche oggi. Io sto bene di salute così spero sia di te, di Gianfranco e pure di tutti i nostri cari famigliari. Ti faccio sapere che questi giorni che passo sono tristi; sono in mezzo al fuoco, la terra trema! Ma, mai paura! Iddio mi ha aiutato fino a oggi e spero che mi aiuti anche per l’avvenire. Spero per grazia di Dio di poter riabbracciare presto tutti i nostri cari. Ormai sono 17 mesi che non vedo più i miei tesori che tanto amo e mi stanno a cuore. Ho in serbo qualche piccolo fatterello da raccontarti; so che pure te hai qualche cosetta da raccontarmi. So che la nostra bella casetta non c’è più. Non importa, fatti coraggio, come pure io mi do coraggio. Mio amore, tu non puoi immaginare quanto lunghi siano i giorni per me; quanta ansia c’è dentro al mio cuore. Il mio desiderio di rivederti è grande. Ho fatto più di un pianto nel pensarvi; piangevo come un bambino. Ma è tutto invano: coraggio e sempre avanti! Ricevi i miei più affettuosi saluti e baci assieme al nostro caro Gianfranco e a tutti i nostri famigliari. Arrivederci presto! Ciao! Baci, amore mio! Un caldo bacio che parte dal profondo del mio cuore da tuo marito Giocondo Bregolato. Ciao, baci, carezze sul tuo caro nasino pieno di amore per me come lo sono altrettanto io. Ciao, baci, baci, baci e arrivederci presto.

27-2-1945 Forst Lausitz (2)

Cara moglie, in questi giorni di preoccupazione per me il mio pensiero corre sempre a te; ma il mio cuore mi dice che ritornerò in seno ai miei cari. Lo spero; ho tanta fiducia in Dio. Speriamo che mi aiuti come mi ha aiutato fino ad oggi. In questi giorni mi trovo in mezzo al fuoco, al terribile rombo del cannone in una bella cittadina, ridotta tutta in macerie. Io non posso allungarmi oltre in questo momento. Non auguro a nessuno di vedere un disastro simile, come in questa cittadina. Ma perché questo? Domando: perché la guerra?… Distruggere molte cose, tante bellezze artistiche di centinaia di secoli! Chi un domani le ricostruirà? Perché questa distruzione? Andiamo: facciamola finita e venga la pace presto! Che tutti possiamo ritornare in seno alle nostre famiglie! Termino, amore mio, il mio povero scritto. Ricevi i miei più affettuosi baci e abbracci da tuo marito Bregolato Giocondo. Tanti bacini a te, Gianfranco e prega per il papà perchè presto possa ritornare a riabbracciarti. Ciao, baci da tuo papà Giocondo. Distinti saluti e baci a tutti i nostri famigliari. Baci, ciao, baci e abbracci da vostro figlio Giocondo. Arrivederci a presto! Ciao.

1-3-1945 Forst Lausitz (2)

Mia cara, in questi giorni così tristi ti do mie notizie. Sto ancora bene di salute, così spero di te, del nostro caro Gianfranco e di tutti i nostri cari famigliari.
In questi giorni sono in mezzo ai bombardamenti. Sono 15 giorni che dormo in cantina. Per gli scoppi delle bombe trema la terra, le case scompaiono, il fuoco si moltiplica. Si vedono tante belle fabbriche bruciare come fossero benzina. Vorrei dirti anche qualcosa ma non posso scrivere. Al mio ritorno ci racconteremo tutto. Spero di tornare presto; quando verrà quel giorno, sarà sempre tardi per me. Sì, amore mio, ancora una volta il mio destino ha voluto così: essere strappato dalla mia amata e cara famiglia. Mi pare di sentire la tua voce che mi dice:”Quanto hai sofferto, amore mio!” E… io non ho parole per risponderti. “Mi sarei sentito un ricco signore solo ad avere delle bucce di patate per sfamarmi.” Termino…non scrivo altro!.
Amore mio, io questa notte ti ho sognato; eravamo a passeggio a Battaglia Terme, per la Via Galzignana. Tu mi volevi dire molte cose che io ora non ricordo. C’era un bel sole splendente, si amore del mio cuore, solo tu puoi fare felice il mio povero cuore, e Gianfranco e i nostri genitori. Termino con l’abbracciare profondamente di cuore te, Gianfranco e tutti i nostri famigliari. Baci e abbracci da tuo marito che tanto ti ama Bregolato Giocondo. Ciao amore, arrivederci a presto, se le cose vanno bene. Ciao. Di tuo fratello ora non so niente e neppure di Pifanio. Ciao, bacioni cari. In questo momento che ti scrivo il cannone spara a tutta violenza, le belle casette saltano in aria come fosse tanta polvere. Non auguro a nessuno di vedere un disastro simile: milioni che scompaiono ogni ora! Non credere che io mi sogni; di questi fatti o forse ne sentirai per la radio e ne riporterà il giornale, sempre se vogliono dire la verità.

5-3-1945 Forst Lausitz (2)

Cara moglie, cara mia, in questo momento di ansia per me ti do mie notizie. Sto bene di salute così spero di te, di Gianfranco e di tutti i nostri cari famigliari. Con oggi è quasi un mese che sono in mezzo al fuoco di intensi bombardamenti. Quante belle case distrutte e bruciate. E il fuoco continua. Ogni pochi istanti si sente il fucile sparare. Ma io ho sempre coraggio. Ho fiducia dentro di me che devo ritornare a riabbracciare i miei cari. Però una cosa, amore mio, devo dire: la guerra mi ha sempre fatto paura. Solo a sentirne parlare mi fa venire freddo. Ora è giunta la sera ed io sono solo, senza i miei cari. Ma il mio pensiero è sempre vicino a te, amore! So che pure tu mi sei vicina col tuo pensiero. I giorni sono preoccupanti, sempre più terribili; ma verrà quel giorno che ci riabbracceremo per mai più lasciarci. Ti giuro che se posso mai arrivare a raggiungere i miei cari tesori, solo la morte mi potrà separare…. e poi neanche….. perché il mio pensiero sarà sempre uguale, per voi. Tutte le famiglie dove sono ora al lavoro sono scappate; sono restato solo io, il padrone. Ora me la passo benino perché patate ce ne sono. Quando ci riabbracceremo potremo raccontarci molte cose. Ora la posta non circola più qui regolarmente. Termino, amore mio, baciandoti assieme al nostro caro Gianfranco e a tutti i nostri famigliari.
Ciao, baci da chi sempre ti pensa e ti ama, da tuo marito Giocondo Bregolato. Ciao, baci, arrivederci, ciao.

6-3-1945 Forst Lausitz (2)

Caro Gianfranco e mamma, anche oggi vi voglio scrivere due righe. Il mio stato di salute è ottimo, così voglio sperare di voi tutti cari. In questi giorni di paura e di pericolo per me, mi trovo lontano dalla mia cara famiglia, senza nessuna parola di conforto. Mi trovo qui in questa famiglia da quindici giorni; sono sempre in cantina. E’ molto pericoloso andare fuori. Devi pensare che non mi arrischio nemmeno di rientrare al lagher alla sera perché il pericolo è molto alto. Non mi allungo con il mio scritto perché ci sarebbero troppe cose da raccontare. Amore mio, il mio pensiero è sempre vicino a te. Vorrei esserti vicino per poterti stringere sul mio cuore. In questi giorni di turbine, quando ti penso, io sono tranquillo come ci fosse il bel sole di primavera. E’ così, amore mio! Purtroppo ancora una volta il mio destino ha voluto che io fossi lontano dalla mia cara famiglia. Non ho nessuno che dà conforto al mio cuore. Solo tu, amore mio, puoi fare felice il mio cuore. Ora è giunta la sera e mi trovo qui solo. Ti ricordi quando io ero a casa e ti dicevo che il bello è ancora indietro? Tu mi dicevi che era ammalato. Ora tu devi verificare se le mie parole del passato erano vere e ora mi darai ragione. Ma, dopo il temporale, viene il bello e allora saranno rose profumate. Io spero, se le cose vanno bene, quest’anno di riabbracciarti. E quando verrà quel giorno, sarà sempre tardi per me. So che il tuo cuore è triste; ma tu, amore, sei assieme a Gianfranco e puoi passartela meno male; io invece sono solo. Termino, amore mio, il mio povero scritto con affetto. Saluti, baci e abbracci da chi sempre ti pensa e ti ama, tuo marito Giocondo. Ciao Gianfranco, baci da tuo papà. Saluti e baci a tutti i nostri famigliari. Arrivederci presto, si spera, ciao, baci.

12-3-1945 Forst Lausitz (2)

Mia Cara, in questo momento così triste il mio pensiero è sempre rivolto a te, a Gianfranco e a tutti i miei cari famigliari. E’ dal giorno 20 febbraio che il rombo del cannone è sopra questa bella cittadina; essa ora è un cumulo di macerie. Io mi trovo a lavorare presso questa famiglia dal 20 febbraio. Non sono più rientrato al lagher perché c’è molto pericolo. Faccio il mio solito lavoro di giardiniere. Quando la terra trema scappo in cantina. Mi sono fatto una branda e dormo benino, ogni qual tratto si sentono dei forti scoppi. Quando giungono questi grossi velivoli che distruggono le case, ecc. io, per dirti la mia sincera verità, sono abbastanza tranquillo in questa cantina; non ho molta paura benché sia lontano solo circa duecento metri dal fronte. Pensa tu, amore mio, se posso stare bene; ma, in fondo, il mio cuore è felice e tranquillo. Non sono mai stato tranquillo come in questi giorni di terrore, anche se so che la nostra casa è distrutta. Non importa, amore mio, basta la salute! Spero presto di poter riabbracciarti. Questo me lo dice il mio cuore: non so quando sarà quel giorno. Spero presto. Allora saremo felici, quanto bello sarà quel giorno, quanta gioia per me di potere riabbracciarti ancora una volta per mai più separarci! Ora termino, amore mio, baciando di cuore te e il nostro pupo. Distinti saluti e baci ai miei genitori, ai tuoi famigliari e a chi domanda di me. Ciao, baci e abbracci da tuo marito Giocondo. Arrivederci presto, ciao, amore mio. Sono le ore 8,10 minuti: tu sarai in pensiero per me; ma io sto bene, stai tranquilla, buona notte, buon riposo, ciao, baci, arrivederci presto. Ora per la strada si vede cattivo tempo; ma verrà il bello anche se ora di certo le rose hanno le spine. Ciao, baci.

29-3-1945 Forst Lausitz (2)

La lettera di Bregolato Taddeo alla moglie del 29 marzo 1945. I suoi cari gli erano sempre presenti.

Lettera scritta da Taddeo Bregolato alla moglie, pochi giorni prima della liberazione.

Mia Cara, sono passati alcuni giorni di ansia e preoccupazione per me, anche perché non ho potuto dare mie notizie. Finora sto bene di salute e così spero di te e di tutti i nostri famigliari e del nostro caro Gianfranco.
Ti faccio sapere che mi trovo ancora dal mio padrone; ma non so per quanto tempo. Mi trovo in mezzo al fuoco tremendo e incrociato da tutte le parti. Le case scompaiono, le belle fabbriche vengono bruciate o distrutte. Iddio mi ha salvato fino a questo momento e spero anche per l’avvenire; non spaventarti di tutto ciò che ti racconto; ma occorre sempre coraggio fino alla fine.
Sì, amore, purtroppo ancora una volta il mio destino ha voluto così; ma speriamo per Natale di essere in compagnia. Il mio vecchio conto ritorna: il più bel giorno sarà quello della Immacolata Concezione. Per la sua misericordia verrà la fine della tremenda guerra. Quante buone famiglie senza tetto, quante spose il cui marito non ritornerà più; quanti bambini chiederanno alla mamma: “Dov’è mio papà?” E le mamme, piangendo a dirotto, non avranno parole per rispondere ai figli! In questa settimana della Passione di Nostro Signore mi trovo solo. Viene l’alba e la sera e sono solo. Ora la notte si avvicina e sono solo, senza nessuna parola di conforto. Questo è anche per me un vero Calvario. E’ dal giorno 20 febbraio che sono sempre in cantina, accompagnato dal tremendo rombo dei bombardamenti e dal desiderio grande di salvarmi e potere ritornare presto in seno ai miei cari. Termino baciandoti di cuore. Faccio gli auguri di buona Pasqua a te e a tutti i nostri famigliari; ciao Gianfranco. Tuo marito che sempre ti pensa e di ama Bregolato Giocondo.

1-4-1945 Forst Lausitz (2)

Amore mio, non voglio trascorrere la giornata senza darti mie notizie. Io sto bene di salute e così spero di te,di Gianfranco e di tutti i nostri cari famigliari. Questo bel giorno di Pasqua lo ho passato qui a Forst, tutto solo, senza passare parola con nessuno. Il giorno è notte; la notte sembra che ci sia il sole. Di continuo si sentono i rombi del cannone, fucili ecc. E’ veramente un inferno! Sono qui dal giorno 20 febbraio; mi trovo qui vicino al fronte, a circa a 100 metri dal nemico. Avrei da descrivere tante cose da riempire un libro; ma pazienza fino in fondo: tutto ha una fine. Iddio in questo Santo Giorno dice ai discepoli:” La pace sia con voi!” Speriamo che presto venga la pace in modo che tutti possiamo ritornare alle nostre care famiglie e riabbracciare i nostri tesori: spose,figli, genitori, fratelli e tutti con sentimento d’affetto. I miei saluti, baci e abbracci a te, a Gianfranco e a tutti i nostri famigliari da tuo marito Giocondo Bregolato. Ciao, baci. Speriamo presto di riabbracciarci. Il mio cuore è sempre vicino a te.

3-4-1945 Forst Lausitz (2)

Mia Cara, il desiderio è grande di potere riabbracciarti assieme del nostro caro Gianfranco e a tutti i nostri cari famigliari. In questi ventuno mesi che mi trovo in terra straniera, staccato dalla famiglia, il desiderio è grande di potere presto ritornare nella mia terra, nella mia casetta, già scomparsa; ma la faremo nuova. Iddio mi ha aiutato fino a oggi e spero che anche per l’avvenire mi assista, come il passato. Io Vi ringrazio, o Signore, che mi assistete in questi giorni burrascosi. Ricordate, o Signore, che sono una vostra pecorella del vostro ovile. Perdonatemi se qualche volta vado fuori dal gregge; domando la grazia vostra di potere ritornare presto alla mia famiglia. Prometto di amarvi sempre più; e non peccare e di cercare il modo possibile di osservare i vostri comandamenti.
Termino mia cara moglie; mando in questo momento i miei affettuosi baci e abbracci a te, a Gianfranco e a tutti i nostri famigliari. Tuo marito Giocondo. Ciao, baci, amore mio. Arrivederci presto, si spera, ciao, baci.

9-4-1945 Forst Lausitz

Questi sono giorni di ansia grande per me: sono solo, vicino al fronte, il pericolo viene da tutte le parti. Fin dal giorno 19 febbraio i Russi si trovano a Forst; ormai di Forst è un cumulo di macerie e non ne parliamo del resto. Io ho resistito fino a oggi. Ma ora mi sono deciso di raggiungere mio cognato. (?) Il mio cuore mi dice di partire quanto prima perché qui c’è molto pericolo. Iddio mi ha assistito fino ad oggi. Vi ringrazio, o mio Signore, spero nella vostra bontà che mi assisterete anche per l’avvenire. Vi domando la grazia vostra di potere presto ritornare in seno alla mia cara famiglia, di riabbracciare i miei cari genitori, il mio caro Gianfranco, mia moglie e tutti. Sono grandi la paura e la preoccupazione mie di non avere più davanti ai miei occhi la mia amata famiglia. Ciao, baci, il mio pensiero è sempre con i miei cari, ciao Albina, baci Gianfranco da tuo papà Giocondo.

21-4-1945 Oschastz

Cara moglie, ho tanta voglia di poter ancora una volta riabbracciarti, di potere stringerti sul mio cuore assieme al nostro caro bambino. Mi pare di sentire la vostra voce. Purtroppo sono lontano, ma ritorneremo sulla nostra terra Santa. Io ho una fiducia grande: il mio cuore mi dice che ritornerò e spero nell’aiuto di Dio che, come mi ha aiutato nel tempo passato, mi aiuterà anche per l’avvenire. Ringrazio il Signore ogni momento che mi ha salvato fino ad oggi e spero anche per l’avvenire. Amore mio, io sono partito il giorno nove di aprile da Forst Lausitz ed ora mi trova a Oschatz. Sono al lavoro di giardiniere già dal 16 aprile. Speriamo che sia così anche per i prossimi giorni e che tutto vada bene. Molto, mia cara, avrei da scrivere ma ora non posso. Spero che il Signore aiuti te e tutta la famiglia. Ricevi i miei più affettuosi baci e abbracci assieme al nostro Gianfranco da tuo marito che tanto ti ama e vive solo del tuo amore. Ciao, bacioni, un caldo bacio che parte dal profondo del mio cuore, ciao, a presto, baci da tuo marito Giocondo Bregolato.

22-4-1945 Somovitz Oschatz

Cara moglie, in questo giorno di domenica mi trovo solo, desolato è il mio cuore; ma sempre coraggio, fino in fondo. Spero ed ho la massima fiducia in Dio che mi aiuta come mi ha sempre aiutato fino a oggi. Spero nella sua grazia anche per l’avvenire. Ora, amore mio, i giorni sono contati, anzi le ore. Le mie povere parole sono verità. Il mio cervello dice la verità. Avrei da dirti una cosa, ma ora, amore, non posso scrivere. Quando verrà il giorno che ci riabbracceremo allora sì potremo raccontare le nostre passioni, tutte le nostre angosce. Per restare coi compagni sono venuto fino a qui, dopo una lunga passeggiata, chiamiamola passeggiata, per non dire qualche cosa altro. Ora sono solo e spero che il Signore mi aiuti. Termino, amore mio, il mio scritto baciandoti di cuore assieme al nostro caro Gianfranco. Baci e abbracci da tuo marito Bregolato Giocondo. Ciao, baci e arrivederci presto.

Il servizio militare di Bregolato Taddeo

BREGOLATO TADDEO di Sante e di Miola Martina nato il 5-5-1909 a Teolo e residente a Battaglia T. in Via Galzignana – Matricola n.23541 – Lavoro: meccanico – Scuola: 3^ elementare. Altezza cm.164 Torace cm.87 – Capelli neri lisci – Occhi castani. Visita leva: 7-12-1928.
Chiamato alle armi il 1°-5-1929, si presenta all’11° Rgt Genio Teleferisti 1^ Comp. Dal 10 settembre presta servizio presso la Sezione Disinfezione del C.A. di Udine. Il 12-2-1930 rientra al Corpo.
Il 2 marzo è mandato in licenza breve di gg. 10+2. È congedato il 2-6-1930.

1930, il Geniere Bregolato Taddeo.

1930 – Geniere Bregolato Taddeo.
Viene richiamato alle armi il 16-1-1941 e giunge al 4° Rgt Genio I Btg 2^ Comp. in Pinerolo per istruzione.
È adibito all’impianto e manutenzione di teleferiche in zone di alta montagna e all’impianto di teleferiche per il Corso di specializzazione teleferisti nella zona di Pinerolo nell’autunno-inverno 1941. Il 13 aprile arriva in zona di guerra. Il 29/12 è ricoverato all’O.M. di Torino, distaccamento presso l’Osped. Civile di Pinerolo.
Dimesso il 22-1-1942, è inviato in licenza di convalescenza di gg. 30; lascia la zona di guerra. Il 30-1-1942 passa in forza al deposito del 4° Rgt Genio in Verona e pertanto viene smobilitato. Entra all’O.M. di Monselice il 15 febbraio. Il 12 marzo è dimesso e va in lic. di convalesc. di gg. 20. Ritorna all’O.M. di Monselice il 21 marzo. Resta ricoverato fino al 25 maggio; poi va in lic. di conval. di gg. 45. Il 15 luglio entra ancora all’O.M. di Monselice per controllo; viene ritenuto idoneo e rientra al Reggimento. Entra all’O.M. di Padova il 13 agosto; il 2 ottobre è dimesso e inviato al Corpo giudicato meno atto alle fatiche di guerra per gg. 90. Il 6 ottobre ritorna a prestare servizio presso la 2^ Comp. del I Btg Teleferisti; ma il giorno 9 entra allo O.M. “Missioni della Consolata” di Torino; dopo qualche giorno viene rimandato al Corpo.
Il 10-3-1943 è ricoverato all’O.M. di Verona; dopo tre giorni viene dimesso e inviato in lic. di conval. di gg. 70. Entra per controllo all’O.M. di Padova il 21 maggio; il giorno dopo è dimesso e inviato al Corpo giudicato meno atto alle fatiche di guerra per gg. 120. L’8 giugno entra per controlli all’O.M. di Verona; dimesso il giorno dopo è inviato al Corpo giudicato meno atto alle fatiche di guerra per gg. 180. L’8-9-1943 viene catturato dai Tedeschi mentre si trova a Verona col 4° Rgt Genio; è portato al Campo di concentramento III B a Furstemburg con matricola di prigioniero n. 307888.
Libretto di lavoro e timbri di controllo del lager di Forst Lausitz.
Rientra dalla Germania il 12-6-1945 ed è ricoverato all’O.M. di Rovigo; dopo due mesi è trasferito a quello di Padova. Il 20-10-1946 muore in seguito alle infermità contratte in prigionia.
Operazioni di guerra: dal 13 al 18 aprile 1941 alla frontiera italo-jugoslava e dal 19-4 al 19-5-41 in Balcania sempre con la 2^Compagnia del I Btg Teleferisti.

E noi... chi siamo!? 1939-1946, Battaglia Terme nella 2a Guerra Mondiale, copertina.

Le lettere di Taddeo Bregolato e la scheda sul suo servizio militare sono tratte da: Bruno Savin, “E noi… chi siamo!?” 1939-1946, Battaglia Terme nella 2a Guerra Mondiale, Battaglia Terme, 2006, alle pagine 360-361 e 611-613. Sono inoltre qui pubblicate le relative immagini.