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Catajo, la storia del casato degli Obizzi

Le sale della parte più antica del Castello del Catajo, fatta erigere da Pio Enea I degli Obizzi, sono riccamente affrescate con scene che raffigurano le gesta e i momenti più significativi della storia del casato, alternate a immagini di carattere allegorico.

Il Catajo

I dipinti del Castel Vecchio

Testo tratto da: Descrizione del Cataio luogo del marchese Pio Enea degli Obizi… fatta da Giuseppe Berni bassanese l’anno MDLXXI con l’aggiunta del co. Francesco Berni, Ferrara 1669 (vedi).

Castello del Catajo, pianta del Castel Vecchio fatto erigere da Pio Enea I degli Obizzi.

Castello del Catajo, pianta del Castel Vecchio fatto erigere da Pio Enea I degli Obizzi.

1 – SALA DELL’ALBERO GENEALOGICO

I tre stati umani de’ signoreggiare affreschi di G.B. Zelotti.
Nel soffitto: La Repubblica romana e la sua rovina; La Repubblica veneziana e la sua grandezza; La Monarchia e l’Obbedienza.

Il salone dell'albero genealogico della famiglia Obizzi con gli affreschi di Giovanni Battista Zelotti.

Il salone dell’albero genealogico con gli affreschi di Giovanni Battista Zelotti

(Foto di Enrico Paggiaro)

PRIMO RIQUADRO

Trionfo di Roma. L’Avarizia e la Discordia portarono alla rovina di Roma. Roma come figura femminile con volto di Eleonora Martinengo moglie di Pio Enea, Vittoria e asta in mano.

Ai lati di Roma:

Avarizia ignuda e famelica con in mano vaso trasparente di vetro contenente cuore e monete d’oro, un piede su di un “Botto” affiancata da un’ARPIA con volto di fanciulla, capelli sciolti collo lungo come una gru ali da pipistrello piedi da grifone e coda di serpente con la scure in mano. Iscrizione “AVARI SACRA FAMES”.
Discordia armata di spade, capelli di serpenti come una Furia sotto una benda sanguinolenta, faccia di vecchia rugosa dagli occhi cisposi, un coltello nel petto, circondata da nebbia col piede che spinge un mantice (soffia sotto). Iscrizione “DISCORDIA MAXIMAE DILABUNTUR”.

Ai lati del primo riquadro, entro ovati:

Bellona iscrizione “TE BELLONA MANE” (“come la figuravano gli antichi”)
Eloquenza iscrizione “NON MINUS ELOQUIO QUAM ARMIS” (“cavata dall’antico”).

SECONDO RIQUADRO

La Repubblica Veneziana. Il Doge viene incoronato dalla Prudenza e dall’Occasione. Nel Doge è rappresentato Alvise Mocenigo; gli altri personaggi raffigurati sono: Pietro Foscari Capitano di Padova; Vincenzo Morosini; Paolo Tiepolo Cavaliere; Francesco Bernardi; Giovanni Donato dalle Renghe; Tommaso Contarini Procuratore; Jacopo Soranzo Cavaliere Procuratore alle Armate. Dietro al Doge è il Segretario Marc’Antonio Franceschi. Gli stendardi furono concessi dal Pontefice. In questa dipinto compare anche il ritratto di Nicolò da Ponte, come specificato nel QUADRO V.

Ai lati del Doge:

Prudenza con tre facce, corazza con occhi come vigilanza e con serpente, dotata di compasso (misura tutte le cose) e di specchio. Iscrizione: “FUTURA EXCOGITO”.
Occasione donna calva con capelli sparsi sul viso, veste verde cangiante come una vela ed ali ai piedi, con rasoi e ruote e il vaso del bene e del male. Iscrizione: “ME DUCE CARPE VIAM”.

Ai lati del secondo riquadro, entro ovati:

Concordia giovane bella e graziosa con tazza cornucopia e scettro, fascio di frecce ai piedi, e cicogna suo uccello sacro. Iscrizione “CONCORDIA PARVAE RESCRESCUNT”.
Pace giovane belle e coronata di ulivo, con la cornucopia dell’abbondanza e fanciullo dorato come Plutone. Iscrizione “UBI EGO IBI DEUS”.

TERZO RIQUADRO

La Monarchia. Principe seduto coronato d’alloro e ulivo da due giovani in segno di vittoria e di pace. Con una mano tiene appoggiato al ginocchio il mondo, all’intorno governanti sottomessi: re ed imperatori tengono il vessillo di Cristo e la Croce Rossa, ai piedi infedeli con le armi chinate a terra in segno di sottomissione. Il personaggio in abito togato è lo stesso Betussi; mentre il personaggio con il cappotto “all’usanza” è Pio Enea Obizzi.

Ai lati del Principe:

Felicità. Giovane di bell’aspetto con trecce, tratta da medaglia di Giulia Mammea, con la cornucopia e il caduceo in mano simboli di ricchezza e di virtù. Iscrizione “MACARIE”.
Buona fortuna. Figura simile a Giunone della medaglia alla Felicità di Antonino Pio. Coronata di gigli bianchi, con scettro e tazza dalla quale versa, è vestita con manto all’antica, scollato e color cerulo. Accanto il pavone. Iscrizione “IUNONI REGINAE”.

Ai lati del terzo riquadro, entro ovati:

Clemenza. Giovane di grazioso aspetto, benigna, vestita di verde (la speranza che dà il Monarca) che tiene un giogo spezzato in mano ed ha il folgore di Giove, spenta, ai piedi ad indicare la mancanza d’ira. Iscrizione “ORBE PACATO”..
Ardire. Figura simile a Marte vestita di corazza all’antica, con Vittoria alata in una mano, scettro lunato con palla nell’altra, come nelle antiche medaglie. Iscrizione “MARTI VICTORI”.

Le iscrizioni che accompagnano il riquadro sono di Girolamo Capodilista e di Bernardino Tomitano.

Soprafinestre:

Stemmi di famiglie imparentate con gli Obizzi: Malaspina; Fieschi; Malatesta; Sanbonifacio; Correggio; Carretto d’Aleramo.

Figure allegoriche della:

Vittoria veste cangiante, incarnato bianco, con pomo granato, coronata d’alloro, armi e spoglie ai piedi, palma sull’elmo. Iscrizione: “PER VARIOS CASUS”.
Onore figura maschile robusta, ricchezze sparse ai piedi e in mano scudo su cui appare intagliato il Tempio all’Onore di Marco Marcello a due portali sulla cornice del quale appare l’iscrizione “Virtus et Honor”. Iscrizione: “VIRTUTIS PRAEMIUM”.

Sulla parete di fronte al camino:

Fama giovane alata coronata d’alloro in veste celeste, tromba in mano con braccia e gambe nude. Iscrizione: “FAMA EX­TENDERE FACTIS HOC VIRTUTIS OPUS”.
Iscrizione: appare la data 1571 e il nome dell’ideatore del ciclo, il Betussi.
Sulla cornice della porta: iscrizione riferita a Pia Enea Obizzi “MIHI FACTI FAMA SAT EST”.
Lucca figura distesa regale incoronata d’alloro che indica una città e abbraccia una pantera. Iscrizione “CAESARIS SUM”.
Accanto alla porta: fregio verticale nel quale sono gli stemmi dei Signori presso i quali la famiglia Obizzi ha prestato servizio.
Papato: Gregorio IX, Innocenzo IV, Clemente IV, Urbano IV, Urbano V, Gregorio XI. Impero: Enrico II. Francia: Filippo Valois. Inghilterra: Edoardo III. Napoli: Carlo I Angiò. Firenze: Stemma del giglio. Lucca: Stemma della Pantera. Malta: Croce bianca in campo rosso. Monferrato: Corrado. Ferrara: Obizzo III, Aldobrandino II, Nicolò II, Alberto II, Nicolò III. Padova: Francesco il vecchio. Verona: Antonio della Scala.
Iscrizione. Sopra il camino: albero genealogico degli Obizzi affiancato rispettivamente a destra e a sinistra delle rappresentazioni allegoriche di:
Lucca appoggiata alla pantera, con copricapo a forma di città e caduceo in mana a simbolizzare i traffici.
Padova appoggiata a libri, coronata d’ alloro e con vaso sul quale è la scritta “MEDOACUS”.
Nel 1007 la stirpe inizia da due fratelli borgognoni, scesi in Italia come cavalieri di Arrigo II. FRISCO dal quale discende la stirpe dei Fieschi; OBIZZO od OBIZZONE dal quale discende il romano degli Obizzi. Da questa ramo in 18 generazioni si arriva a Pio Enea degli Obizzi. Ci furono solo due femmine, Laura e Caterina.

RIQUADRI

QUADRO I (1100) Arrigo II nomina Obizzo Luogotenente delle coste liguri e toscane. Fonte: Vita e fatti di Arrigo II di Uberto Auspruch, posseduto da Pietro Vittori.
QUADRO II (1172) Obizzo luogotenente del Marchese del Monferrato, vince sotto Tiro a duello il luogotenente del Saladino, Zisino. Fonte: Guerra di Terra Santa di Anniceto Patriarca Costantinopoli.

L'affresco "Obizzo sconfigge il luogotenente del Saladino, Zisino", che si trova nel salone dell'albero genealogico, nel Castello del Catajo.

Il salone dell’albero genealogico con l’affresco di “Obizzo sconfigge il luogotenente del Saladino, Zisino”

(Foto di Enrico Paggiaro)

QUADRO III (1179) Nino Obizzi comanda le navi lucchesi e papali alla battaglia di Licia. Fonte: Guerra di Terra Santa di Anniceto.
QUADRO IV (1233) Nicolò Obizzi imbarca ad Ancona le truppe pontifice per la crociata di Gregorio IX: muore ed è sepolto ad Ascalona. Fonte: Guerra di Terra Santa di Anniceto.
QUADRO V (1244) Luigi Obizzi libera Papa Innocenzo IV Fieschi da Sutri assediata dall’Imperatore Federico II. Fonte: Storie del Bibliotecario Vaticano, vol. II.
Ogni stanza presenta le insegne dei Principi ai quali è legato Pia Enea ed in particolare alla Chiesa, per cui la prima stanza viene anche chiamata la

2 – CAMERA DEL PAPA

sovrapporte: Ombrella con le chiavi pontifice.

Camera del Papa, lo stemma con le chiavi papali. Castello del Catajo, Battaglia Terme.

La sala “dei Papi”, lo stemma con le chiavi papali

(Foto di Enrico Paggiaro)

Ai lati sono le figure della:

Religione vecchia con manto azzurro e stelle d’oro, sottana verde che tiene le due tavole del Vecchio Testamento e i libri del Nuovo.
Fede vestita con abito bianco maculato di macchie di sangue, tenente nelle mani palma e calice.
Virtù: giovane nuda con spino secco ma fiorito in mano, con testa coronata di fiori; due cigni ai piedi simbolo di purezza. È seduta su di una pietra con iscritto verso di Virgilio “VIRTUTI OMNIA PARENT” per ricordare che senza virtù non si conquista la vera gloria.

Stemmi:

Da Polenta. Aquila rosso bianca in campo giallo azzurro. Imparentati attraverso Guglielmo Podestà di Padova che sposa la figlia di Guiscardo da Polenta mentre una Obizzi sposa nel 1322 un Ostagio II da Polenta.
Visconti. Biscione azzurro in sette pieghe che vomita fanciullo. Nicolò Obizzi sposa Agnese figlia di Matteo Visconti.
Pepoli. Scacchi neri e bianchi. Giovanni Pepoli sposa una figlia di Alamanno Obizzi.
Scotti di Piacenza, fascia bianca in campo azzurro e due stelle d’oro. Marc’Antonio Scotti sposa Costanza Obizzi.
QUADRO VI (1250) Luigi Obizzi entra a Firenze con i fuoriusciti guelfi cacciando i ghibellini. Fonte: Frammenti delle cose di Toscana di T. Manfredini; Libreria di S. Lorenzo.
QUADRO VII (1251) Luigi Obizzi sposa Caterina Fieschi innanzi a Papa Innocenzo IV Fieschi. Fonte: Strumento notarile in Archivio Fieschi al 20 aprile 1251. Lo stesso anno il Papa dona il Castello di Frethaus nell’Avignonese a Luigi Obizzi.

Luigi Obizzi sposa Caterina Fieschi innanzi a Papa Innocenzo IV Fieschi. L'affresco si trova nel Castello del Catajo, a Battaglia Terme.

Luigi Obizzi sposa Caterina Fieschi innanzi a Papa Innocenzo IV Fieschi.

QUADRO VIII (1260) Innocenzo IV ad Avignone crea Luigi Obizzi capitano generale della Chiesa in Italia ed il fratello Obizzo capitano della Guardia Papale. In quell’occasione il Papa infeuda Luigi Obizzi della Rocchetta, castello vicino a Sermoneta presso Roma. Fonte: Bolla papale nell’Abazia di S. Vittore a Marsiglia; Storie ecclesiastiche di Alberto Crugnecluse.
QUADRO IX (1260) Anfrione e Tommaso Obizzi diventano Signori di Lucca togliendo il dominio ai Malaspina. Fonte: Giornali di ser Nanni Arriguzzi, libreria di Vincenzo Buonvisi, Lione.
QUADRO X (1261) I Lucchesi erigono a Tommaso Obizzi, difensore nel 1261 della città contro i Ghibellini, una statua in bronzo in occasione della sua morte nel 1265. Fonte: Cose antiche di Toscana di P. Taletti nella libreria del Duomo di Pisa.
QUADRO XI (1263) Urbano IV nomina Anfrione Obizzi, Signore di Lucca, Comandante delle truppe pontifice in Inghilterra inviate al seguito del cardinale di S. Egidio per ricondurre il Regno nella Chiesa. Fonte: Cronaca del Bibliotecario Pontificio; Storie d’Inghilterra di J. Rostio (nella libreria di Daniele Barbaro).
QUADRO XII (1268) Bonifacio Obizzi, figlio di Tommaso signore di Lucca, muore alla testa delle truppe toscane accorse in aiuto di Carlo d’Angiò, nella battaglia di Palenzia. I Lucchesi gli erigono una statua di bronzo. Fonte: Fatti del Regno di Napoli, Giulio Stampalio; Frammenti di Giovanni Pratese.

3 – CAMERA DI FERRARA

Sovrapporta

Stemma degli Estensi. Iscrizione “OBSEQUIO ET ARMIS”.

Ai lati figure allegoriche rispettivamente a destra e a sinistra di:

Umanità. Giovane bello con agnello che sparge fiori e fulmine di Giove sotto i piedi. Iscrizione “UMANITÀ E BENIGNITÀ”.
Marte. Giovane armato d’asta in manto rosso e scudo con insegna dello Scorpione, indossante l’elmo a montone.

Soffitto:

Il Tempo scopre la Verità percossa dalla Menzogna. Un vecchio solleva una giovane nuda inseguita da bella figura con coda mostruosa.

Sovraporte:

Conti Rangoni di Modena, 3 liste trasversali e conchiglia; Conti Boiardi Scandiano. Scaglione più aquila; Signori Pio Sassuolo. Quattro quarti con aquila; Signori Bentivoglio Bologna. Sega d’oro e rossa, aquila; Signori Vitali Sala. Sbarra rossa torta.
QUADRO XIII (1265) Ludovico Obizzi. Figura isolata di cavaliere con stendardo di Papa Clemente IV. Fu presente a Tagliacozzo contro Corradino nel 1265. Fonte: Acta Pontificum, Archivio Orvieto; Memoriali di Lapi Ghenzini, Arcivescovado di Pisa.
QUADRO XIV (1285) Guglielmo Malaspina Obizzi Podestà di Padova ordina la costruzione di Ponte San Giovanni. Fece costruire anche il Palazzo degli Anziani, attuale (XVI sec) degli Obizzi. Fonte: Cronaca padovana presso G.F. della Torre.
QUADRO XV (1300) Obizzo Obizzi viene ucciso a Lucca dai congiurati che però sono cacciati dai Lucchesi e le loro case incendiate. Fonte: Biondo; Villani; Cose calamitose di Tosca di Benedetto Saulli; Storie di Lucca di Bernardino Brunozzi.
QUADRO XVI (1300) Nicolò Obizzi riceve le chiavi di Gand dal Conte di Fiandra a nome di Filippo Re di Francia. Morirà a Lione nel 1300. Fonte: Storie di Francia dell’Abate Giovanni, Benedetto Saulli.
QUADRO XVII (1314) Gherardo Obizzi, consigliere di Re Roberto di Napoli, regge Ferrara in nome di Papa Clemente V e qui stabilisce la famiglia. Fonte: Fatti del re di Napoli di Vincenzo Marquali; Registri di Re Roberto 1313.
QUADRO XVIII (1310) Roberto Obizzi, comandante una galera dei Cavalieri di Malta, muore nella battaglia navale di Castel San Pietro a Rodi combattendo contro i Turchi. Fonte: Guerre dei Cavalieri di Malta di Fra’ Pietro Toraldo, Libreria Malatestiana Cesena; Catalogo della Commenda di S. Eusebio, Marsilia S. Vittore.
QUADRO XIX (1314) Lucio Obizzi viene cacciato da Lucca dalle truppe di Uguccione della Fagiuola, tiranno di Pisa e Pistoia, comandate da Castruccio Castracani. Fonte: Vita di Castruccio Castracani di G. Villani; Giuseppe Civitale.

4 – CAMERA DELLA PRUDENZA
E DELLA PACE

Sulla porta che conduce al salone:

Prudenza bella donna che tiene una sesta avvolta da serpente e scudo con arma Pallavicini. Iscrizione da Virgilio: “REX IUPITER OMNIBUS IDEM FATA VIAM INVENIENT”.

Sulla porta che conduce alla scala:

Pace bella donna vestita all’antica coronata d’ulivo e con armi vecchie con cornucopia, appoggiato allo scudo ornato dalla porta a due ante del tempio di Giano. Iscrizione da Virgilio “CLAUDANTUR BELLI PORTAE EX PACE RERUM OPULENTIA”.

Sulla porta che conduce agli appartamenti:

Occasione donna nuda su di una ruota con ali ai piedi con mantello usato come una vela, calva di dietro, rasoio e vaso ferrato contenente le cose del mondo e il tempo. Iscrizione “UTERE SORTE TUA QUAE SIN NOSCE”.

Soprafinestre:

Savoia croce bianca in campo rosso ed iscrizione “COMITES SABAUDIAE”.
Nuvolara di Gonzaga. Iscrizione “CO:NUVOLARIAE”.
QUADRO XX (1315) Funerali di Luti Obizzi morto nell’assedio di Trapani operato da Re Roberto di Napoli. Viene sepolto a S. Chiara di Napoli in una tomba murale su quattro colonne con iscrizione. Fonte: Fatti di Re Roberto di Giulio d’Acquaviva, Cancelleria di Napoli.
QUADRO XXI (1330) Alemanno Obizzi assedia con le truppe fiorentine Castruccio Castracani ed Uguccione della Fagiola a Montecatini. Fonte: Villani, Commentari di Dino Berardi.
QUADRO XXII (1335) Alemanno Obizzi offre le chiavi di Parma al Marchese Obizzo d’Este che aveva acquistato la città da Guido di Correggio. Fonte: Storie degli Estensi di G.B. Pigna; Storie di Ferrara di G. Sardo; Sommari delle cose di Lombardia di Federico de’ Rossi.
QUADRO XXIII (1346) Alemanno Obizzi si scontra tra Modena e Reggio con Filippo Gonzaga per conquistare Parma tenuta da Obizzo II d’Este. Fonte: Sommario delle cose di Lombardia di Gio. Gigliati; G. Sardo, G.B. Pigna.
QUADRO XXIV (1354) Giovanni Obizzi comandante delle truppe fiorentine. Fonte: Villani; G. Civitali; ecc.
QUADRO XXV (1360) Tommaso Obizzi riceve dal Re di Boemia le bolle di immunità. Fonte: Cosimo Donati; Giuseppe Civitali.
C.C: “di mano in mano il pittore è ito migliorando, ed ha avanzato sè stesso … incominciando dalla sala, che fu la prima ad essere dipinta, et passando per ordine da appartamento, ad appartamento, sempre le figure vi parranno più piene, et più ornate”.

5 – CAMERA DI SAN MARCO

Sulla porta d’ingresso:

Scudo con Leone di San Marco sostenuto rispettivamente a destra e a sinistra da:
Nettuno armato di tridente (= le tre nature delle acque, dolce, salsa, lago) su delfino e affiancato da due foche).
Minerva donna armata all’antica con scudo a testa di Medusa, lancia affiancata da civetta e rami d’ulivo. Iscrizione: “HIS DUCIBUS IOVE AUSPICE” ricavata da medaglie greche.
c. CII: “non v’è stata, nè sarà cosa dipinta a caso: ma tutte con significato, et misterio”.

Su di un’altra porta:

Invidia Figura sola e macilenta, capelli radi, nuda fino al busto, in atto di divorare biscie: seni pendenti centrati da serpe che le rode il cuore, manto tinto di sangue e freccia spinosa sanguinante. Iscrizione: “V1RTUTI SEMPER OBNOXIA”.

Soprafinestre:

Casa Gambara bresciani. Gambero rosso aquila nera.
Iscrizione “CO. GAMBARAE BRIXIANI”; Casa Colleoni inquartata con Angiò, Borgogna, Colleoni; Casa Martinenghi bresciani. Iscrizione “CO.MARTINENGHI BRIXIANI”; Casa Porcia friuliani. Iscrizioni “CO.PURLILIARUM FOROIULIENSES”.
QUADRO XXVI (1368) Tommaso Obizzi comandante delle truppe di Urbano V, sconfigge ad Arezzo le truppe imperiali viscontee comandate da Giovanni Acuto. Fonte: Villani; Biondo; Vita di Urbano V del Platina.
QUADRO XXVII (1366) Tommaso Obizzi combatte e cattura Davide re di Scozia per conto di Edoardo III d’Inghilterra. Fonte: Polidoro Virgilio da Urbina; Storie inglesi di Jacopo Rostio.
QUADRO XXVIII sopra il camino Tommaso Obizzi viene insignito da Re Edoardo III dell’Ordine della Giarettiera. Le armi sono dei Cavalieri che furono tutti ordinati in quell’occasione. Quelle rimaste in bianco sono di Cavalieri non noti; le altre sono state ricavate dall’Orlando Furioso dell’Ariosto. Re di Francia, a destra Roberto di Norvegia, a sinistra Guglielmo di Danimarca. Adolfo Vicerè d’Uvalia; Enrico Duca d’Erborace; Metelbergo Duca di Leicester, Guglielmo Duca di Normandia; Lionello Duca del Northumberland; Gutero Duca del Somerseth; Florimondo Duca di Clarenzia; Riccardo Duca di Soffolch; Edoardo Duca di Glouchester; Arturo Duca di Hereforth; Vortigerno Marchese di Berkley; bianca = Anselmo Duca Cornunbia; Ludovico Conte di Sorech; bianca = Edoardo Conte di Giulia; Clarenzio Conte di Mondello (da Ariosto); bianca = Costantino Conte Varduich; Ugo Conte di Devonia (da Ariosto); bianca = Enrico Musardo Ammiraglio dell’Inghilterra; Edoardo Conte di Pembroth; bianca = Egberto Conte Marchio; Tommaso Obizzi; bianca = Ghilford Duca Cacesterbengh; bianca = Giovanni Greio Duca Rothoberland. Fonti: Polidoro Virgilio; Simone Volfero; Catalogo Cavalieri Giarrettiera.
c.CXVIII “segnalazione di Danese Cattaneo come autore della tomba di Pietro Bembo nella Basilica del Santo a Padova.
QUADRO XXIX (1363) Tommaso Obizzi nominato ad Avignone da Papa Gregorio XI capitano delle truppe pontifice in Italia. Fonte: Giuseppe Civitali.
QUADRO XXX (1386) Tommaso Obizzi nominato generale delle truppe scaligere da Antonio della Scala. Fonte: Coiro.
QUADRO XXXI (1388) Giovanni Obizzi riceve la nomina di generale delle truppe carraresi da Francesco il Vecchio da Carrara. Fonte: Cronaca di Bernardino Papafava.
QUADRO XXXII (1393) Tommaso Obizzi viene nominato tutore di Nicolò d’Este fanciullo dal padre Alberto sul letto di morte. Fonte: Pigna.

6 – STANZA DI FIRENZE

La Virtù cavalca il Vizio. Virtù con specchio, vizio figura mostruosa. Ai lati figure della: Punizione donna con disciplina e scure, legata a ceppi; Merito coronato con corone, scettri e ghirlande militari. Iscrizione: “CASTIGATO AUDITO DOLOS SUBIGITO FATERI”.

La sala di Firenze, sul soffitto "La Virtù che calpesta il Vizio". Castello del Catajo, Battaglia Terme.

La sala di Firenze, sul soffitto “La Virtù che calpesta il Vizio”

(Foto di Enrico Paggiaro)

Sopraporta:

Stemma dei Medici sostenuto rispettivamente a destra e a sinistra.
Flora donna nuda con manto di fiori verde come Firenze.
Arno vecchio laureato sopra urna d’acqua. Iscrizione “FELICI GENIO”.

Soprafinestre:

Trissini Vicentini tre sbarre d’oro in campo verde; Nigri Patavini aquila d’oro in campo verde; Passano Genovesi leone d’oro rampante in campo azzurro; Conti d’Arco Tre archi azzurri in campo d’oro; Dotti Patavini scudo a quarti bianco rossi, fascia azzurra a 13 stelle d’oro.
QUADRO XXXIII (1382) Nino Obizzi. Fonte: Torrino da Pescia; Jacopo Arrigucci.
QUADRO XXXIV (1390) Ludovico Obizzi. Fonte: Giuseppe Civitali.

Castello del Catajo, scorcio della sala di Firenze al piano nobile.

La sala di Firenze al piano nobile

(Foto di Enrico Paggiaro)

QUADRO XXXV (1394) Giovanni Obizzi s’allontana dal castello di Moriano distrutto dai Lucchesi. Fonte: Civitali.
QUADRO XXXVI (1395) Antonio Obizzi alla testa delle truppe estensi di Nicolò III d’Este sconfigge alla battaglia di Lupo/Bagnacavallo Azzo d’Este per liberare il fratello Anfrione. Fonte: Pietro da Ravenna.
QUADRO XXXVII Nicolò Obizzi comandante delle truppe di Nicolò III d’Este. Fonte: Sardo.
QUADRO XXXVIII (1398) Nicolò III d’Este nomina a Gerusalemme Nicolò Obizzi cavaliere e a sua volta I’Estense viene nominato cavaliere dall’Obizzi e da altri cavalieri. Fonte: G.B. Pigna.
QUADRO XXXIX (1416) Jacopo Obizzi su richiesta dei Fiorentini viene creato Arcivescovo di Pisa dall’Imperatore Sigismondo nel Sinodo di Costanza. Fonte: Iscrizione nell’Arcivescovado di Pisa.
QUADRO XL (1422) Matrimonio di Antonio Obizzi con Negra de’ Negri.

 

LAVORI DI PIO ENEA (1648-1666)

Il Castello del Catajo, iniziato da Pio Enea I Obizzi, in una stampa pubblicata nel 1669.

Stampa da incisione di A. Bosio tratta da: Betussi G., Ragionamento sopra il Chatajo…, Ferrara 1669.

INGRESSO
Viene rialzata la strada tra canale e monte con gradoni che scendono al fiume. Si realizza il portone con sottoportico e il giardino di fronte al palazzo: scavate due peschiere e collocate 4 insegne.

CORTILE
Si scava il monte chiudendolo con due muri merlati con vasi e dipinti con architetture da Antonio Cerca e giganti con scudi da Ippolito Ghirlanda: sugli scudi dei giganti verso il monte, stemmi delle famiglie imparentate con Obizzi; sugli scudi dei giganti verso strada le famiglie imparentate da parte di moglie. Il modello è quello dei portici persiani ricordati da Vitruvio.

STALLE
Vengono chiuse da un muro e trasformate in sala per il gioco della pallacorda alla francese. Sopra si ricava un’armeria ed un teatro che comprende i due piani delle stalle: si ottengono così quattro palchi più il palcoscenico di fronte. Dietro queste fabbriche, si estendono le pertinenze agricole.

PALAZZO
Dietro il muro a monte del cortile dei Giganti viene realizzato un corridoio coperto che collega il palazzo con il teatro/pallacorda, collegato con una scala scavata nella roccia agli appartamenti. Dal portone d’ingresso del sottoportico si passa ad una galleria che termina con una porta dalla quale si accede a tre stanze dei custodi. Ai lati della porta, due rampe di scale conducono al portico del palazzo inferiore. Ai lati di ognuno di questi due corpi sono due terrazzette. Di qui inizia la scala che conduce al Palazzo: qui è il ritratto della Gabrina, che per dei fori spruzza acqua in faccia a chi la guarda. II cortile intermedio è detto delle Aquile per immagine dell’aquila che dispensa bevande, collocata al di sopra dell’uccelliera: “esser proprio del Principe il mantenimento de’ popoli e distribuire indifferentemente ai sudditi le grazie”. Di fronte alla parte opposta del terrazzo, ove inizia la scala esterna per il Palazzo, scultura raffigurante Cerbero a tre teste: “dove si tratta di ascendere, ricordare alla superbia ch’e per tutto facile il precipizio alle pene”. Le facciate vengono dipinte verso il giardino e verso la strada ad opera di Gabriele de’ Rossi. Lo stesso pittore viene impiegato in cinque camerini prossimi al salone dei cuoi dorati del palazzo quadrato di sotto, per rappresentarvi in ognuno una rappresentazione teatrale fatta o fatta fare da Pio Enea:
1.  Torneo di Bologna (descritto da G.B. Manzini)
2.  Festa a Padova (descritta da N. Enea Bartolini)
3.  Giostra a Modena
4.  Nozze Zeno in P.zza dei Signori a Padova (G.B. Manzini)
5.  Festa a Mantova.

Castello del Catajo, dimora degli Obizzi: il Cortile dei Giganti con i Colli Euganei sullo sfondo.

Tutti questi lavori vengono realizzati “senza avvalersi d’altro architetto che del suo [di Pio Enea] talento”.

Il Castello del Catajo e i suoi Giardini, copertina.

Testo e immagini tratti da: Il Castello del Catajo e i suoi Giardini, Nuova edizione, Battaglia Terme, La Galiverna, 2016 – pagine 8-11.

2 Risposte a “Catajo, la storia del casato degli Obizzi”

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