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Battaglia, acque termali e cure

Nel VII capitolo del libro “Battaglia e i suoi dintorni” il dott. Luigi Pezzolo illustra le proprietà benefiche delle acque termali e delle cure di Battaglia.

Altre parti del libro qui pubblicate:
Stabilimenti ed acque termali di Battaglia (Cap. I)
Gli Obizzi e il Catajo. I dintorni di Battaglia (Cap. VI)

BATTAGLIA

I SUOI DINTORNI E LE SUE TERME

Generalità sulle acque termali. – Idroterapia e Bagni di mare. – Importanza delle cure termo-minerali. – Modo della loro azione. – Bagni e bibita delle acque. – Del trattamento balneoterapico.

« Le Terme Euganee per la efficacia dei fanghi
ed acque termali, per la quantità dei mezzi, per la
eccellente Direzione medica, per il grande concorso,
occupano UNO DEI PRIMI POSTI fra le nostre Stazioni
termali. »

(SCHIVARDI, Ann. Scienze Med.)  

Lettera N, capolettera.egli antecedenti capitoli ho accennato che gli stabilimenti termali di Battaglia sono provvisti di numerose risorse terapeutiche, giacchè in essi oltre dei bagni, delle fangature e della bibita di acque minerali, è possibile altresì di praticare la cura sudatoria a mezzo di una Grotta naturale analoga a quella di Monsummano.
Vi si trovano ancora addatti apparecchi per docciature calde e fredde, per l’inalazione dell’acqua termale polverizzata, nonchè per quella dell’aria compressa.
Ora verrò man mano dicendo qualche cosa di tutti questi presidî curativi e prima delle acque termali e delle loro applicazioni mediche, deducendole dal modo d’agire complesso sull’organismo umano delle acque medesime.

Terme di Battaglia, fontana da cui sgorga l'acqua termale.

Terme di Battaglia, fontana da cui sgorga l’acqua termale. Sullo sfondo, il Colle Sant’Elena con la villa Selvatico.

Che un’azione efficacissima l’abbiano, non v’è dubbio: stanno a provarlo le migliaia di guarigioni che con esse si hanno ottenute in ogni tempo, e tanto che gli antichi consideravano le fonti termali, cose sacre e manifestazioni della benefica potenza degli Dei.
Gli ammalati d’ogni parte affluivano, ed ogni anno vedeva ripetersi un eguale concorso e quelle guarigioni non sperate o ritenute impossibili.
Da qualche tempo però gli Stabilimenti termali non godono il favore d’una volta, ed il numero dei frequentatori va scemando.
Quali ne sono le cause? Forse che il progresso della scienza trova oggi inutili simili cure od almeno ne ha limitate le indicazioni? Non lo credo; anzi ritengo che quanto più le cure termo-minerali saranno oggetto di studio, altrettanto dovranno acquistare d’importanza e diffondersi, costituendo esse le basi principali pel fondamento di una medicina ventura, la quale dovrà essere preventiva più che tutto.
Qualche egregio scrittore pensa che (1) l’idroterapia fu causa a che scaddessero le cure termo-minerali, e ciò è realmente una verità. Io poi ci aggiungo anche i bagni di mare, e un pochino quella capricciosa, volubile Dea che si chiama la Moda.
E davvero la moda fa capolino anche in medicina, ed oggi il desiderio di cose nuove ha fatto sì che per moltissimi non v’ha salvezza fuori delle cure idroterapiche ovvero di quelle marine.
Il mondo fu sempre il medesimo!
Così ad esempio, tutti sanno con quale e quanto favore i Romani usassero i bagni caldi; tutti conoscono la grandiosità ed il lusso di quelle loro famosissime «Termae.»
Con tutto ciò fuvvi un tempo in cui i bagni caldi erano caduti in tale discredito da venire ovunque sostituiti dai bagni freddi. E perchè? Perchè l’imperatore Augusto, ammalatosi, era stato guarito con l’uso dell’acqua fredda dal suo medico il celebre Musa.
Ma accadde che il nipote di Augusto, Marcello, morisse in un bagno freddo; allora subito le antiche consuetudini ripresero il sopravvento; allora non più acqua fredda; ma invece e sempre cure con acque termali.
Ai nostri giorni avvenne qualche cosa di somigliante: i bagni di mare e l’idroterapia, proclamati quasi la panacea di ogni male, attrassero a loro numerosissimi ammalati, talchè le cure termali si limitarono d’assai, e quasi quasi non ricorsero ad esse che gli sformati, ed i rattrappiti da cronici reumatismi!
A parte gli scettici per i quali queste cure sono utili soltanto in forza di alcuni fattori igienico-psichici, sta però il fatto che anche qualche egregio sanitario ritiene, ridursi tutto nelle cure termo-minerali in ultima analisi al semplice meccanismo idroterapico, e che anzi fra non molto l’idroterapia la vincerà su quelle. (2).
Tal cosa facilmente non avverrà.
Ammettiamo pure ottime quanto si vogliono le condizioni igieniche e psichiche nelle quali verranno a trovarsi gli ammalati negli stabilimenti termali, ma queste sole non spiegheranno mai que’ vantaggi che dalla balneo-terapia minerale si possono ritrarre e si ritraggono in fatto.
Sicuramente, e nessuno lo nega, quelli elementi coopereranno al buon esito finale della cura; tuttavia non bisogna dimenticare che se gli affanni sono perniciosi alla salute ed agiscono, scrisse Ippocrate «come una spina nelle viscere» (in visceribus veluti spina) qualora anche essi vengano lasciati alla porta degli stabilimenti termali, (3) sussisterà sempre il fatto che l’allegrezza, la tranquillità d’animo, oppure la incantevole amenità d’un luogo, non guarirono mai un reumatismo, una dermatosi ostinata od altre forme morbose (4).
Egli è ben vero, e lo scrisse il Leichstenstern, lo stato delle nostre cognizioni non basta a dare una soddisfacente spiegazione sull’azione delle acque minerali nei diversi stati patologici (5) ma tuttavia col loro mezzo le guarigioni avvengono indiscutibilmente.
Ecco cosa pensa in argomento l’egregio Professore Fazio:
«È falso – scrive – che basterebbe mettere l’infermo soltanto in ottime condizioni climatiche, dietetiche, psichiche, anche se associate all’idroterapia perchè se ne ottengano effetti somiglianti a quelli delle stazioni balneari. Tutti questi fattori mezzologici apportano efficace contributo, ma non bisogna dimenticare che l’elemento bagno, ha da sè importanza e che fra i suoi costituenti, sali, gas, temperatura, l’azione elettrica ha forse la proponderanza» (6).
A confermare poi maggiormente l’utilità delle acque termali, non si devono trascurare tutte le osservazioni di quei Sanitarî i quali ebbero a farne la prova, e ne attestarono i vantaggi.
Così le nostre Terme euganee furono rinomate per virtù curativa; grandissimo fu il numero degli infermi che ad esse ricorsero, e rispettabile quello degli scrittori e dei medici che le illustrarono.
Questa cosa sola dell’elettricità delle acque minerali mette già una differenza notevole fra l’azione di queste, e quella dell’idroterapia.
Meritano essere rammentate le stimabili Opere scritte dal Faloppio (7), dal Savonarola (8), dal Montagnana (9), dal Pasini (10), dal Vandelli (11), dal Mandruzzato (12), dal Catullo (13), dal Morgagni (14), dal Regazzini (15), dal Garelli (16), dal Foscarini (17) e dai Professori Mautner e Klob (18); pur tacendo di guanto, su tale argomento, vergarono le penne maestre dello Schivardi, del Chiminelli e dell’Orosi.
Il già citato dott. Foscarini medico ispettore delle Terme Euganee pubblicò un prospetto statistico dei risultati ottenuti ad Abano durante lo spazio di trenta anni sopra 8055 infermi; gli esiti che se ne ebbero in malattie della cute, dei muscoli, delle articolazioni, delle ossa, dell’apparato cerebro spinale, dei vasi ed in quelle da causa specifica, non possono essere davvero più soddisfacenti.
Altamente compreso dell’importanza delle cure minerali in genere fu l’illustre Professo Pidoux già medico ispettore alle sorgenti delle Eaux – Bonnes. Egli testimoniò per tanti anni dei successi ottenuti con quelle fonti clorurate e solforose, non si peritò chiamare le acque minerali « sorgenti vere della pubblica salute specialmente sotto il punto di vista della cura di quelle malattie delle famiglie che attrofizzano le generazioni e minacciano le società nelle sue radici. » (19).
Agli scettici io non posso fare a meno di ripetere le conclusioni a cui venne il Prof. Fazio medesimo dove scrisse che coloro i quali non vogliono conoscere l’importanza delle cure termo-minerali « rivelano la poca o nessuna loro competenza in argomento. » (20).
Devo poi aggiungere altresì che i bagni di mare e l’idroterapia non possono venire applicati in molti casi di quelle malattie che al giorno d’oggi sono assai diffuse, e nelle quali invece la terapia termo-minerale ha indicazioni positive e raggiunge benefici e brillanti risultati.
Alcune forme di reumatismo e di gotta non si giovano della idroterapia; che se pure qualche volta ed in qualche caso la si applica, il trattamento deve esser fatto con tali minute cautele e rigorose precauzioni, quali è ragionevole pretendere soltanto da specialisti eminenti od oltremodo esperimentati. (21).
Egualmente il Besniér scrisse:
«d’une maniere génerale l’emploi de l’eau froide de l’hydrothérapie ne convient que mediocrément au rhumatisme articulaire cronique . . . . . L’usage de l’eau froide ne peut pas être d’un gran secours dans les rhumatisme cronique.» (22).
Charcot ed il Garod ritengono anzi che l’idroterapia usata in alcune forme di reumatismo, potrebbe peggiorare le condizioni dell’ammalato.
Io stesso ebbi a prestare l’opera mia ad una signora, la quale per cronico reumatismo era stata energicamente curata in uno stabilimento idroterapico e le conseguenze del trattamento erano state tristissime.
La tubercolosi, alcune forme di emaciazione e di sfinimento escludono assolutamente l’idroterapia.
A questa deve poi e sempre esser associato non solo un regime dietetico speciale, ma anche tutti quei mezzi i quali vengono consigliati e richiesti per ottenere una reazione indispensabile e successiva all’operazione idroterapica, e quindi ginnastica, passeggiate, segar legna e che so io.
Ma a tutti questi elementi del trattamento curativo molte volte l’ammalato non può sottostare senza serî inconvenienti, per cui il metodo stesso non è in molti casi applicabile.
Non è questo il luogo di trattare diffusamente delle controindicazioni scientifiche dell’idroterapia; è sufficiente aver accennato poche cose contro l’attuale andazzo dei tempi nei quali la si vorrebbe prescrivere direi quasi contro tutti i mali, escludendo poi altri trattamenti non meritevoli in vero di simile ostracismo.
Analogamente può dirsi per l’uso dei bagni di mare. L’illustre Schivardi scrisse che l’infanzia reclama la cura marina e «che questo è il periodo della vita in cui meglio convenga.» (23).
Con ciò quel chiarissimo autore ne limita già le indicazioni, ma v’ha di più; non è al solo mare a cui scrofolosi e rachitici debbano richiedere la salute; alcune acque termali, quali le Euganee hanno diritto di contendergli il primato in simile azione benefica, presentando eziandio il vantaggio di poter essere adoperate per uso interno assai meglio e più efficacemente delle acque marine, sempre impure di sostanze organiche, e che non si possono molte volte, come si dovrebbe sempre, attingere in alto mare. Gli egregi Professori Gradenigo e Simi dimostrarono come la moda di inviare al mare, perchè scrofolosi, bambini affetti da malattie oculari, fosse spesso causa di peggioramenti nella malattia locale; e mi consta che lo stesso Prof. Coletti benemerito dell’istituzione degli Ospizi Marini, allarmato da tristi esiti avuti in tali infermità, rifiutavasi di indirizzare alla cura marina gli ottalmici non visitati prima dal Prof. Gradenigo a cui lasciava di stabilire più o meno l’indicazione.
Le isteriche, gl’individui irritabili, nervosi, i cardiopatici, i tossicolosi devono in via generale astenersi dai bagni marini dai quali è vana lusinga in tali casi aspettarsi utilità: mentre i tossicolosi corrono eziandio pericolo di serî e probabili aggravamenti della loro condizione.
Mantegazza avea notato che l’emottisi suole qualche volta tener dietro ad un bagno di mare (24) e questa sola evenienza può far precipitare l’individuo in una forma tisiogena (25). E chi non sa come pur troppo al giorno d’oggi la scrofola, il ratichismo, le malattie nervose, le malattie degli organi respiratori, segnino una infausta prevalenza su molte altre?
E molte di tali infermità vedremo come trovino invece efficace sollievo nelle cure termo-minerali.
Secondo una statistica ufficiale, l’Italia possiede circa 1629 fonti di acque minerali; quelle delle Terme Euganee di Battaglia appartengono alla classe delle acque clorurate-sodiche caldissime perchè raggiungono la temperatura di 72 Centigr.i
Ho già detto qualche cosa della solforosa calcica d’Arquà, o Raineriana, o della Costa; il suo impiego per bibita serve a coadiuvare, qualora il caso lo richiegga, le cure intrapprese negli Stabilimenti di Battaglia, tanto più che la vicinanza di quella sorgente presenta la comodità di usarla anche in sito come bibita, oppure di trasportarla con prestezza senza scapitare affatto nelle sue virtù medicinali.
Lo sgorgare delle fonti termali ha strettissima attinenza coi fenomeni vulcanici, e lo Stoppani ritiene anzi che esse siano la manifestazione più fondamentale della attività centrale della terra.
Questo autorevole geologo considera tutti i fenomeni vulcanici come derivati da esse, le quali formano, egli scrive, i tronchi da cui si staccano poscia rami, frondi e fiori rappresentati da fontane ardenti, da petroli e da vulcani di fango (26
Le acque termali poi si mineralizzano perchè liquefanno i materiali dei differenti terreni attraverso cui scorrono prima di giungere all’esterno, e sono ajutate in questo lavorio fisico – chimico, dalle pressioni, dagli attriti ai quali devono necessariamente sottostare, e dalla temperatura che devono assumere anche a motivo di dette cause.
Ma non tutte le sorgenti termali hanno un getto continuo, chè alcune lo presentano ad intermittenze, Così i Gyeser d’Islanda; in Germania a Kissingen la fonte dello Sprudel, in Italia quella del Comasco denominata la Pliniana dalle illustrazioni trasmesseci da Plinio il vecchio; in Francia una della Linguadocca che zampilla per sette ore e per tre riposa e molte altre.
Il gran Gyeser ha eruzioni a tempo indeterminato ed irregolari; l’acqua bollente disciolse la silice e ne formò un cono alto ottanta metri con un bacino di quindici, nel cui mezzo si apre la bocca del Gyeser misurante un diametro di quattro metri. Tratto tratto preceduta da scosse, da rumori e da detonazioni sotterranee, s’innalza da quella bocca una grossa colonna d’acqua all’altezza di quaranta metri e ad una temperatura verificata dal Bunsen di 127 G.i per ricadere poscia a somiglianza di un grandioso salice di cristallo.
Vicino al Gyeser si trova lo Strokur.
L’apertura della sorgente è a fior di terra, profonda sei metri e larga due. È singolare che le eruzioni si possono provocare a volontà soltanto col gettarvi entro una pietra od una zolla; allora le acque gorgogliano, muggiscono e poco per volta se ne escono slanciandosi ad un’altezza di ventitrè metri. (27).
Più modesto è lo Sprudel le di cui intermittenze sono ad ogni tre ore, tuttavia quella colonna d’acqua clorurata ha il diametro rispettabile di quasi due metri.
Varie furono le teorie emesse per spiegare simile fenomeno: è facile provenga da cavità terrene comunicanti all’esterno per mezzo di una specie di tubo piegato a gomito e che si apre molto all’insù; l’acqua non riempirebbe tutta la caverna e quando la tensione del vapore raccolto nello spazio vuoto raggiunge una certa forza, l’acqua serebbe costretta a risalire ed a sgorgare all’esterno.
A norma poi dei differenti strati terrestri per i quali le acque passano, esse risultano anche composte di differenti sostanze mineralizzatrici; secondo la prevalenza di queste, ed a norma della loro azione fisiologica e terapeutica, le acque si dividono in diverse classi quali le gazzose, le ferruginose, le saline, le solforose e le acratotermiche od indifferenti.
Queste ultime anzi, che vennero così chiamate per la scarsezza dei loro componenti, hanno pur tuttavia una azione assai benefica in molte malattie del sistema nervoso ed è con queste acque più di spesso ed a preferenza di altre, che la cute del bagnante si chiazza dell’esantema balneare. Si rifletta però che in alcune acque acratotermiche fu di recente scoperto l’arsenico.
Fu problema di tutti i tempi il dare una spiegazione sul modo d’agire delle acque minerali. In via generale si può ammettere che esse abbiano un’azione locale, o di contatto o chimica, ed un’azione sul generale dell’organismo, o dinamica.
Uno dei fattori di quest’ultima è la temperatura.
Essa stimola la pelle, organo del tatto, ne eccita la funzionalità nonchè i riflessi su organi lontani.
Per essa soltanto ed a norma del suo variare, variano altresì gli effetti generali del bagno; così un bagno freddo rinforza l’organismo e rianima la potenza digestiva; il bagno tepido calma l’irratibilità nervosa; il bagno caldo iperemizza la cute, debilita muscoli e nervi; qualora lo si prolunghi, è antiflogistico ma può riescire pericoloso.
Presso di noi non si è ancora, ch’io sappia, diffusa la pratica dei chirurghi e medici tedeschi i quali in molti stati patologici adoperano il bagno prolungato. Gl’infermi vi rimangono varie ore di seguito e la temperatura del liquido varia dai 37 ai 40 centigradi.
Hebra, Langenbek, Billroth, Sonnenburg, Schede, Zeis, ecc. se ne lodano assai e lo impiegano largamente.
Lo Schede d’Amburgo nell’ultimo Congresso dei chirurghi tedeschi a Berlino, narrò la storia clinica di un caso che ebbe esito fortunato. Il paziente sottoposto alla cura rimase nel bagno per ben dieci mesi di seguito (28) alla temperatura di 30 Gr.i Reaumur.
Io accenno a questo modo di trattamento balneare solo perchè ritengo che le cure termo-minerali potrebbero contare in avvenire migliori risultati qualora dietro l’esempio di que’ sommi maestri, anche da noi si adottasse almeno in parte quell’usanza, e si smettesse la vecchia tradizione della imprescindibile mezz’ora od ora stabilita per la durata di un bagno minerale, aumentandone qualche volta il tempo. Ben inteso che non intendo già di prolungarlo per mesi o per giorni.
Però ammessa l’indicazione e provata la tolleranza del soggetto, credo che non dovrebbero derivarne effetti nocivi ma bensì utili, se in relazione del dolce o semplice o medicato, si aumentasse pure la durata del bagno termale.
Ho visto molte volte in località nelle quali i contadini ammalati hanno piena facoltà, ed a loro beneplacido adoperano le acque termali, ho visto usarle in bagni continuati per più giorni e ciascun bagno della durata di qualche ora. Gli effetti ne sono tutt’altro che dannosi; alcune forme ribelli ed ostinate vengono in tal modo condotte a miglioramenti od a guarigioni che non si avrebbero forse potuto ottenere cogli ordinari metodi terapeutici.
Forse la costituzione robusta dei campagnuoli tollera meglio e si confà a tal genere di trattamento; ad ogni modo il fatto esiste e credo meriti qualche attenzione.
Quantunque l’azione termica sia importante e degna di considerazione per gli effetti che si richiedono al bagno a segno che il Levy affermava essere la temperatura «l’element plus active des bains» tuttavia non deve trascurarsi anche l’azione meccanica, quale si ottiene dai diversi sistemi di docciature a pressioni più o meno forti, a temperature costanti ovvero alternate, le calde con le fredde.
Tale metodo di somministrare la docciatura costituisce la così detta doccia alternante del Beni – Barde ed è una preziosa conquista curativa. Essa attiva assai bene il ricambio materiale dell’organismo e riesce apportatrice di effetti salutari quali alle volte si sperano, ma non si ottengono applicando la semplice doccia sia fredda, oppure calda.
Oltre poi ad un’azione meccanica ed una termica, è assai importante nei bagni minerali lo studiare un’altro elemento curativo il quale appartiene alle forze fisiche della natura; fu svelato soltanto da pochi anni, ed è lo stato elettrico delle acque termali medesime.

(1) Forse la priorità dell’idroterapia più che al Priesnitz spetta a due medici napoletani, Magliano e Lanzani (De Renzi. Storia delle Medic. in Italia).
(2) Maturi, Idroterapia.
(3) Alibert, Precis sur les eaux minerales ecc.
(4) Berdrand, Les Eaux de Mont Dòre.
(5) Leichstentern, Balneoterapia Generale.
(6) Prof. Fazio, Terme, Fornello – Fontana a Porto d’Ischia.
(7) De acquis thermalibus 1520.
(8) De balneis et thermis nat – Italiae 1550.
(9) De aspectu virtutibus, operationibus balneorum 1560.
(10) De Thermis Patavinis 1560.
(11) Suc. Desc, delle Terme di Padova 1775.
(12) Trattato dei Bagni d’Abano 1700.
(13) Memoria Geolog. sopra le Acq. Term. ecc. 1836.
(14) Progres. andam. delle Terme Euganee 1842.
(15) Analisi delle Acque Termali Euganee 1844.
(16) Acq. Min. d’Italia 1864.
(17) Guida alle Terme Euganee 1872.
(18) Die Euganäischen Thermen zu Battaglia 1875.
(l9) Revue d’hydrol. med. de Nancy. 1882.
(20) Prof. Fazio, Import. delle cure termo-miner. 1882.
(21) Beni-Barde, Traité théor. et prat. de l’Hydrotherapie.
(22) Bésniér, Le Rhumatisme.
(23) Schivardi. Trattato di Balneo – Terap.
(24) Mantegazza, Elem. d’Igiene.
(25) Jaccoud, Lez. di Clin. Med.
(26) Stoppani, Op. cit.
(27) Dargaud e Nogared, Danimarca ed Irlanda.
(28) Atti ultimo congresso dei Chir. Ted. Berlino.