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1948, il Battaglia prende il nome di Galileo

Dal Campionato 1948/49 l’A.C. Battaglia diventa “Gruppo Sportivo Officine Galileo”. L’importante azienda è ora direttamente presente nella squadra del paese, che continuerà a giocare nel Campionato Veneto di I Divisione.

1948-52

Il Battaglia diventa Galileo

1948: l’A.C. Battaglia diventa G.S. Officine Galileo

Nel Campionato 1948/49 l’A.C. Battaglia cambia denominazione ufficiale e diventa “Gruppo Sportivo Officine Galileo”, in breve tempo per tutti “Galileo”. 1 Le “Officine Galileo” S.p.A. di Battaglia Terme (vedi) sono ora presenti nella squadra del paese dal punto di vista economico, organizzativo e tecnico. La squadra si identifica con l’azienda, da cui prende anche il nome. Metà dell’apporto economico necessario per sostenere la squadra verrà versato mensilmente dai lavoratori delle Officine iscritti al CRAL (Circolo ricreativo aziendale dei lavoratori); un’altra quota sarà data dagli iscritti al “Gruppo Sportivo Officine Galileo – A. C. Battaglia”. Un documento relativo al campionato 1959/60 elenca ben 97 soci straordinari.

“Intorno agli anni ’50 i dipendenti delle Officine Galileo iscritti al CRAL, che operava all’interno della Galileo, divenuto poi GRAL (Gruppo ricreativo aziendale dei lavoratori) versavano mensilmente una certa somma per sostenere le diverse attività del paese, comprese quelle di carattere sportivo. La stessa somma raccolta dal CRAL veniva data dalla Galileo (quota paritetica), cosicché il contributo per queste iniziative raddoppiava. Il CRAL distribuiva proporzionalmente la somma raccolta alle varie associazioni (calcio, ciclismo, escursionismo, teatro, gruppo filatelico, gruppo micologico…). Gli iscritti al Battaglia, inoltre, davano una seconda quota per la società. Uno dei primi responsabili del GRAL era un certo Gianchetti, toscano. Sono seguiti Severino Arigliani, Ettore Agostini e Giorgio Lanza (fino al ’92). I giocatori della Galileo uscivano dal lavoro alle 15 del mercoledì per potersi allenare con la luce naturale; le 2 ore di lavoro venivano pagate dall’azienda.” (Sergio Pavan)

Timbro GRAL delle Officine Elettromeccaniche Galileo di Battaglia Terme.

Timbro GRAL (Gruppo ricreativo aziendale dei lavoratori) delle Officine Elettromeccaniche Galileo di Battaglia Terme (da un documento del 1957).

In questi anni troviamo in I Divisione anche altre squadre collegate in maniera diretta o indiretta alle attività produttive locali, che hanno avuto vita più o meno breve: nel 1946/47 il CRAL Carteburgo a Lugo Vicentino, l’E.N.A.L. Arsiero, l’A.C. Marzotto di Valdagno, l’A.C. Cartiera a Carmignano di Brenta, l’A.C. Gondolieri e l’U.S. Arsenale a Venezia; 2 nel 1947/48 l’U.S. Lanerossi a Piovene Rocchette, il Calcio Marzotto B a Valdagno, l’U.S. Filatura a Maglio, il CRAL Arsenale a Venezia e, come il precedente anno, il CRAL Carteburgo di Lugo Vicentino e l’E.N.A.L. Arsiero; 3 nel 1948/49 l’U.S.Ceccato a Montecchio Maggiore e, come nel precedente campionato, l’U.S. Filatura di Maglio di Sopra e il CRAL Arsenale di Venezia. 4

1948/49: il Galileo Battaglia gioca in I Divisione

Il 1948/49 vede una modifica nella struttura del calcio italiano, che da cinque passa a sei livelli. 5 Il Battaglia partecipa ancora alla I Divisione, che è ora al 5° livello, nel girone D. Vi prendono parte 12 squadre (il Merlara si ritirerà). Di queste, metà appartengono alle provincia di Rovigo: U.S. Adriese, S.P. Donadese (Donada), A.C. Polesella, A.C. Umberto Maddalena (Bottrighe), U.S. Angelo Milani (Taglio di Po), A.C. Alba (Rosolina). Quattro squadre sono della provincia di Padova: G.S. Officine Galileo (Battaglia Terme), U.S. Conselve, S.P. Monselice e U.S. Piovese (Piove di Sacco). Due, infine, di Venezia: S.S. Conti (Cavarzere) e U.S. Clodia (Chioggia). 6 Ancora una volta è presente il vicino Monselice, mentre il Pernumia gioca in un altro girone. La maggior parte delle trasferte avviene ora verso la parte bassa della provincia.
L’intento della Società è quello di migliorare il piazzamento, peraltro dignitoso, ottenuto nel campionato precedente.
Questi i giocatori del G.S. Officine Galileo A.C. Battaglia. Portiere: Lincetto Luciano. Difensori: Manfioli Antonio, Ongarello Sergio (“Tapo”). Mediani: Finesso Silvio (“Calieri”), Ornelli Domenico, “Pescantina”. Attaccanti: Arigliani Severino, Grossi Mario, Muccinelli (dal Pernumia), Sorgi Pietro, Ventura Erino (“Rino”).

G.S. Galileo A.C. Battaglia 1948/49.

G.S. Officine Galileo Battaglia 1948/49. Da sinistra, in piedi: Ongarello Sergio, Ornelli Domenico, Manfioli Antonio, Muccinelli, Lincetto Luciano, Sorgi Pietro, “Pescantina”. Accosciati: Ventura Erino (“Rino”), ?, Finesso Silvio (“Calieri”), Arigliani Severino. Nel tondo, Finesso Silvio.

(Raccolta Silvio Finesso “Calieri”)

G.S. Galileo A.C. Battaglia 1948/49, Arigliani Severino.

Campionato 1948/49, Arigliani Severino. Un primo piano dell’ala destra Arigliani Severino. Alle sue spalle, Finesso Silvio (“Calieri”).

(Raccolta Pierantonio Arigliani)

Mario Grossi, allenatore-giocatore

Mario Grossi è allenatore-giocatore. Quando manca qualcuno, se necessario modifica la formazione e ne prende il posto. Le sue qualità tecniche gli consentono di giocare ancora a livelli soddisfacenti, anche se ha ormai 31 anni (che, per questi tempi, sono parecchi) e una guerra alle spalle. La sua notevole esperienza gli permette di essere ascoltato da tutti e di gestire con sicurezza l’aspetto tecnico-tattico.

“Mario era una persona tranquilla, precisa in quello che faceva. Era molto corretto, e pretendeva che anche noi giocatori lo fossimo: si poteva scherzare, ma non prendere in giro le persone, e il linguaggio doveva essere adeguato. In caso contrario, fioccavano le multe. Teneva molto anche all’aspetto tecnico. Quando era in panchina, si muoveva continuamente avanti e indietro, a testa bassa e le mani raccolte dietro la schiena: sentiva molto la partita, e quello era il suo modo di scaricare la tensione. Ci seguiva come fossimo dei figli; questo valeva soprattutto per i più giovani. Mario è l’uomo con cui il Battaglia ha raggiunto risultati tra i migliori del dopoguerra.” (Franco Filippi)

Gli spogliatoi sono ora in una casetta di legno montata a ridosso del campo, nell’angolo nord-est, a fianco della porta. Fa parte di un gruppo di quattro baracche realizzate dalla Galileo nel 1944 ad uso alloggio degli operai e montate nell’area della Piazza della Rivoluzione (ora Piazza della Libertà), vicino alla Casa Littoria, poi utilizzate come momentanee abitazioni per coloro che si sono trovati senza casa per i bombardamenti. 7 La casetta, successivamente rimodernata, rimarrà al bordo del campo per oltre un decennio.

“Alla conclusione della guerra, alcune famiglie di sfollati vivevano in un gruppo di baracche poste in Piazza della Libertà. Dopo poco tempo per queste famiglie sono state costruite le case che si trovano presso la ferrovia; le baracche sono così state dimesse. Una di queste casette in legno è stata sistemata presso l’angolo del campo che dà verso la palestra ed è stata utilizzata come spogliatoio.” (Antonio Salmaso)

1950, casetta-spogliatoio presso il campo sportivo di Battaglia Terme.

1950, spogliatoio. Una delle casette di legno realizzate dalla Galileo nel 1944 e poi utilizzata come abitazione per gli sfollati è stata montata a ridosso del campo sportivo, sul lato est, ed è stata adibita a spogliatoio.

(Raccolta Maurizio Bruscagin, particolare)

Il campionato inizia il 23 ottobre 1948 e si chiude il 3 aprile 1949, dopo 22 giornate.
Conosciamo i risultati delle partite contro il Monselice, vinte ambedue con il minimo scarto dal Galileo Battaglia, e di quelle contro il Cavarzere:
Monselice – Galileo Battaglia 0-1; Galileo Battaglia – Monselice 1-0. 8
Galileo Battaglia – Conti 2-2; Conti – Galileo Battaglia 1-0. 9

Questa la classifica finale: Conti Cavarzere 36, Adriese 34, Piovese 32, Galileo Battaglia 26, Clodia 23, Monselice 20, Bottrighe e Conselve 19, Polesella 17, Taglio di Po 15, Rosolina 12, Donadese 5;  10 Merlara ritirato.  Nel comunicato ufficiale in cui sono pubblicate le classifiche troviamo l’importo e la motivazione di alcune multe: lire 1.000 per ritardata presentazione della squadra in campo, 6.000 per aver fatto partecipare a una gara ufficiale un giocatore cui è stata revocata la tessera FIGC, 8.000 per contegno oltremodo scorretto e minaccioso dei propri sostenitori nei confronti dell’arbitro. 11
Il Galileo Battaglia è al quarto posto, con 3 punti in più rispetto alla stagione precedente. La media è di 1,18 punti a partita.

1948: Nasce l’U.S. Condor

Conclusa l’esperienza dell’Aquila, nel 1948 sorge in Parrocchia l’U.S. Condor, società a carattere giovanile collegata al Centro Sportivo Italiano (CSI) che, oltre al calcio, incoraggia in paese la pratica di altre discipline, in particolare della pallacanestro e della pallavolo. Il CSI è un’associazione fondata sul volontariato, nata nel 1944 su iniziativa della Gioventù Italiana di Azione Cattolica (GIAC), che ha come scopo la promozione dello sport come momento di educazione, di crescita e di aggregazione sociale; dello stesso anno è la Federazione Attività Ricreative Italiane (FARI), sezione sportiva femminile dell’Azione Cattolica. CSI e FARI si uniranno nel 1950. La proposta del CSI è principalmente rivolta ai giovani, ma le attività sportive riguardano tutte le fasce d’età. Membro sportivo illustre dell’Azione Cattolica è Gino Bartali, che ha sempre portato il distintivo dell’Associazione, anche quando era avversata dal regime.

Alcune foto, scattate presso il Campo comunale di Battaglia nell’estate del 1948, ci permettono di risalire alla rosa iniziale dell’US Condor:
Alunni Alberto, Alunni Nevio (mediano), Barsottini Renato (portiere), Basnes (da Pernumia), Berengan Amos (attaccante), Bonadonna Giovanni, Bottin Dino, Bozza Antonio, Calarga Gastone, Cappellozza Riccardo, Cecconello, Chinchio Bruno (terzino o mediano),Fasolato (“Bubarini” – terzino), Gaffo Luigi (“Jijo” – mediano), Garbin Achille (attaccante), Lunardi Armando, Malatesta Dino (terzino), Marcante Lorenzo (Renzo – mediano), Masin Emilio (mediano),Pirovano Ilmo (attaccante), Romano Antonio, Saccardi Cesare (portiere), Salvagno, Sanavio Giovanni, Sbettega Giuseppe (attaccante).
La squadra è allenata da Ongarello Sergio. I dirigenti sono Almeari Umberto, Salcenti Sergio, Vegro Romeo.
Una maglia è di color granata, un’altra è a righe verticali bianche e nere, come quelle indossate dall’Aquila.

“Le maglie di color granata, di lana, erano state lasciate alla società dagli inglesi di stanza a Battaglia. Col tempo si sono scolorite, sino a diventare color violetto pallido. Le maglie bianconere, simili a quelle della Juventus, le abbiamo acquistate io, Arturo Grigoletto e Gianni Bonadonna nel negozio di Menato, a Padova. Bonadonna era il figlio del segretario amministrativo dell’INPS di Battaglia.
Il nostro terreno di gioco era inizialmente il campo comunale. Abbiamo poi proseguito la nostra attività presso il campo parrocchiale, nel frattempo allestito.”
(Antonio Romano)

US Condor, 1948. L’intera rosa con i dirigenti. Immagine con numerazione.

US Condor, 1948. L’intera rosa con i dirigenti.

US Condor, 1948. L’intera rosa con i dirigenti. In piedi, da sinistra: 1. Ongarello Sergio (allenatore), 2. Almeari Umberto (dirigente), 3. Bottin Dino, 4. Barsottini Renato, 5. Sanavio Giovanni, 6. Masin Emilio, 7. Alunni Alberto, 8. Calarga Gastone, 9. Chiaretto (madrina), 10. Gaffo Luigi (“Jijo”), 11. Garbin Achille, 12. Pirovano Ilmo, 13. Cecconello. Seconda fila: 14. Sbettega Giuseppe, 15. Marcante Lorenzo (Renzo), 16. Alunni Nevio, 17. Bozza Antonio, 18. Salcenti Sergio (dirigente). Terza fila: 19. Pirovano Ivos (fotografo), 20. Salvagno, 21. Romano Antonio, 22. Chinchio Bruno, 23. Berengan Amos, 24. Vegro Romeo (dirigente), 25. Fasolato (“Bubarini”), 26. Bonadonna Giovanni (Gianni). Seduti o distesi: 27. Lunardi Armando, 28. Saccardi Cesare, 29. Malatesta Dino, 30. Cappellozza Riccardo.

(Raccolta Antonio Romano)

US Condor, 1948. L’intera rosa. In piedi: Calarga Gastone, Bonadonna Giovanni (Gianni), Bottin Dino, Pirovano Ilmo, Saccardi Cesare, Cecconello, Berengan Amos, Garbin Achille, Alunni Alberto, Masin Emilio, Gaffo Luigi. Accosciati: Fasolato “Bubarini” (Valentino?), Lunardi Armando, Sbettega Giuseppe, Romano Antonio, Sanavio Giovanni, Marcante Lorenzo (Renzo), Chinchio Bruno (“Paccagnella”), Alunni Nevio, Bozza Antonio, Malatesta Dino, Cappellozza Riccardo.

(Raccolta Antonio Romano)

US Condor, 1948. Le squadre schierate. Da sinistra: Masin Emilio, Malatesta Dino, Calarga Gastone, Sbettega Giuseppe, Bottin Dino, Chinchio Bruno (“Paccagnella”), Garbin Achille, Sanavio Giovanni, Alunni Nevio, Lunardi Armando, Pirovano Ilmo, l’allenatore Ongarello Sergio, Saccardi Cesare, Cappellozza Riccardo, Marcante Lorenzo (Renzo), Berengan Amos, Gaffo Luigi, Cecconello, Bozza Antonio, Alunni Alberto, Bonadonna Giovanni (Gianni), Romano Antonio, Fasolato “Bubarini” (Valentino?).
Sullo sfondo, la baracca in legno adibita a spogliatoio.

(Raccolta Antonio Romano)

US Condor, 1948. La squadra granata. In piedi: l’allenatore Ongarello Sergio, Bonadonna Giovanni (Gianni), Saccardi Cesare, la madrina Chiaretto, Berengan Amos, Bozza Antonio, Gaffo Luigi. Accosciati: Cappellozza Riccardo, Alunni Alberto, Romano Antonio, Cecconello, Fasolato “Bubarini” (Valentino?).

(Raccolta Antonio Romano)

US Condor, 1948. La squadra bianconera. In piedi: Ongarello Sergio (allenatore), Barsottini Renato, Pirovano Ilmo, la madrina Chiaretto, Calarga Gastone, Masin Emilio, Achille Garbin (“Becca”). Accosciati: Bottin Dino, Sbettega Giuseppe, Chinchio Bruno, Lunardi Armando, Alunni Nevio, Sanavio Giovanni, Malatesta Dino.

(Raccolta Arrigo Bottaro)

US Condor, 1948. Formazione. Campo comunale di Battaglia, 20 novembre 1948. In piedi, da sinistra: Pirovano Ilmo, Calarga Gastone, le madrine Bodon e Granini Gabriella, Barsottini Renato, Bottin Dino, Bonadonna Giovanni, Grigoletto Arturo. Accosciati: Bozza Antonio, Finesso Bruno, Sanavio Giovanni, Alunni Nevio, Fasolato (“Bubarini”), Lunardi Armando, Cecconello.

(Raccolta Antonio Romano)

US Condor, 1948. Squadra schierata. Campo comunale di Battaglia, 20 novembre 1948. La squadra è schierata, pronta ad iniziare la partita. Da sinistra: Fasolato (“Bubarini”), Lunardi Armando, Sanavio Giovanni, Alunni Nevio, Finesso Bruno, Cecconello, Bottin Dino, Pirovano Ilmo, Bonadonna Gianni, Calarga Gastone, Barsottini Renato.

(Raccolta Antonio Romano)

U.S. Condor, 1948. Amichevole contro il Galileo. La squadra che ha giocato verso la fine dell’anno una partita amichevole contro il Galileo Battaglia. Per questa occasione Patechi Sergio, vecchio attaccante del Battaglia, ha dato man forte alla Condor.
In piedi: Barsottini Renato, Pirovano Ilmo, Malatesta Dino, Bonadonna Giovanni (Gianni), Basnes (da Pernumia), Patechi Sergio. Accosciati: Cappellozza Riccardo, Fasolato “Bubarini” (Valentino?), Saccardi Cesare, Romano Antonio, Bottin Dino.

(Raccolta Antonio Romano)

U.S. Condor, tessera 1949. Tessera personale del socio Bonafè Vittorio.

(Raccolta Vittorio Bonafè)

L’U.S. Condor diventerà, come l’U.S. Doria, fucina di giovani calciatori dalla quale il Galileo Battaglia attingerà nel corso degli anni. Segretario della Condor sarà Ilmo Pirovano.

“I più bravi, sia della Condor che della Doria, andavano a giocare con il Galileo Battaglia, in prima squadra. I due fratelli Arrigo e Anselmo “Mino” Grossi, ad esempio, dal 1952/53 hanno giocato sia con la Doria che con il Battaglia, a seconda delle necessità. Nella Condor e nella Doria non c’erano promozioni, né retrocessioni. I premi erano le bicchierate di vino bianco con contorno di bagigi e noci. A quei tempi non c’erano i cartellini. Veniva data un’ammonizione verbale al primo fallo grave e, al secondo, era comminata l’espulsione, che in certi casi poteva anche essere diretta. Il pallone pesava molto più di ora: era costituito da pezzi di cuoio cuciti con lo spago; internamente vi era una camera d’aria che veniva gonfiata. I mezzi utilizzati per recarsi in trasferta erano la bicicletta, il pullman ed il treno.

La Condor aveva 50-100 tifosi che gravitavano intorno alla Parrocchia. La Doria, che giocava nel campo comunale, era un po’ nascosta dal Galileo Battaglia. In quel tempo i tifosi non erano organizzati come ora: si faceva il tifo con gesti, fischi, urla, bandierine, “racolette”… Soprattutto quando ho giocato con la Doria i tifosi (naturalmente… solo quando si vinceva!) offrivano ai giocatori delle bicchierate accompagnate da patate americane, bagigi e noci.” (Sergio Pavan)

La Doria – Fronte della Gioventù

Nella stagione 1948/49 la Doria – Fronte della Gioventù non riesce a ripetere la vittoria del precedente campionato; ottiene comunque un rispettabile secondo posto e ai giocatori viene consegnata una medaglia argentata e un diploma.
Ecco una formazione della Doria: 1 Schiavo Nello, 2 Finesso Silvio, 3 Gaffo Luigi, 4 Chinchio Bruno Antonio I, 5 Filippi Franco, 6 Alunni Alfredo II, 7 Benvegnù Sergio, 8 Marcante Lorenzo I, 9 Berengan Amos, 10 Marcante Isidoro II, 11 Sbettega Giuseppe. Nella squadra ci sono anche Alunni Nevio I (mediano o laterale destro), Malatesta Dino (terzino sinistro e stopper) e D’Agostino Adalberto (“Umbertino”, centravanti e mezz’ala destra). Chinchio Bruno gioca anche come terzino destro e Alunni Nevio indifferentemente come mediano destro e sinistro. Quando non trova posto nel Battaglia oppure è squalificato, Finesso Silvio gioca con la Doria. Fanno parte della squadra anche due giovani da Padova e uno da Pernumia.
Molti di questi giocatori, come vedremo, passeranno nelle fila del Galileo Battaglia.

U.S. Doria, amichevole 1949. Nel Campo comunale la Doria ha giocato nel 1949 un’amichevole contro i “veci” del Battaglia. In piedi, da sinistra: D’Agostino Adalberto (“Umbertino”), Sbettega Giuseppe, Alunni Nevio, Filippi Franco, ? da Padova, ? da Pernumia, “Pape” da Padova. Accosciati: Benvegnù Sergio, Malatesta Dino, Schiavo Nello, Chinchio Bruno Antonio.

(Raccolta Vittorio Bonafè)

I “veci” del Battaglia, amichevole 1949. In piedi, da sinistra: Grossi Mario, Maniero Secondo (“Rino”), Sorgi Pietro, Quintellio Walter (“Batarea”), ?. Scarpa Giuseppe. Accosciati: Gallinaro Giuseppe (“Pino”), Fortin Lorenzo (“Vecio”), Manfioli Antonio, ?, ?.

(Raccolta Vittorio Bonafè)

U.S. Doria, 1949. Un’altra formazione dell’U.S. Doria. Da sinistra: ?, Calarga Gastone, ?, Alunni Nevio, Filippi Franco, Garbin Achille, Marcante Lorenzo, Borgato Vitaliano. Accosciati: Fortin Lorenzo, ?, Piva Enzo.

(Raccolta Arrigo Bottaro)

Giocatori U.S. Doria, 1949. Filippi Franco, Fortin Lorenzo e Marcante Lorenzo.

(Raccolta Arrigo Bottaro)

Padova – Torino 4-4

Domenica 20 febbraio 1949 si gioca la partita di serie A Padova – Torino. Ambedue le squadre adottano il “sistema”.

“Ricordo di aver assistito all’Appiani all’incontro tra il Padova e il Grande Torino. Il quadrilatero, formato da: 4 Castigliano, 6 Martelli, 8 Loik e 10 Valentino Mazzola, non dava assolutamente alcun riferimento agli avversari: oltre a scambiarsi continuamente la palla, i giocatori si scambiavano anche le posizioni. Il Padova (il cui quadrilatero era formato da: 4 Rolle, 6 Zanon, 8 Celio e 10 Matè ) ha comunque giocato bene ed è riuscito a fronteggiare senza timore questa grandissima squadra, ottenendo un prezioso pareggio ricco di gol.” 12 (Franco Filippi)

Il sistema o MW, modulo in cui i giocatori formano a centrocampo un quadrilatero.

Sistema (o 3-2-2-3). Introdotto da Herbert Chapman, questo modulo è anche detto MW per la disposizione dei giocatori che, a centrocampo, formano un quadrilatero. Il numero 5 gioca al centro della difesa ed è chiamato “stopper”. A Battaglia il sistema sarà introdotto nel campionato 1951/52.

Elaborazione grafica: Carmelo Donà.

Il “sistema” è una tattica nata in Inghilterra ad opera del tecnico Herbert Chapman (per cui prende anche il nome di Chapman System), introdotta come risposta alle nuove regole sul fuorigioco del 1926. I giocatori sono posizionati in campo su quattro linee, come nel metodo, ma la disposizione dei cinque giocatori arretrati viene rovesciata, assumendo la forma di una M. Il n. 5 non è più il regista, ma gioca al centro della difesa (stopper), marcando il centravanti avversario. I terzini (n. 2 e 3) giocano più allargati e marcano a uomo le ali. I giocatori avanzati mantengono la medesima disposizione a W del metodo, per cui il sistema è anche chiamato MW. Tale disposizione crea al centro della formazione un quadrilatero, formato dai due mediani (n. 4 e 6), che hanno un ruolo di raccordo e copertura, e dalle due mezz’ali (n. 8 e 10), con compiti di regia. Essi creano gioco, per poi aprire alle ali (7 e 11) o al centravanti (9). Lo schema è quindi il 3-2-2-3. In Inghilterra l’Arsenal, giocando con il sistema, vince cinque campionati; in Italia il Torino, attuando questa tattica, vince negli anni ’40 cinque scudetti consecutivi. 13 Il Genoa aveva giocato con il sistema sin dagli anni ‘30. Negli anni cinquanta la gran parte delle squadre italiane, da quelle più importanti a quelle di paese, adottano il sistema. Il Galileo Battaglia giocherà con il sistema dal campionato 1951/52.

NOTE

1) FIGC, Lega Regionale Veneta, Comunicato n. 2 del 6 ottobre 1948.
2) Ivi, Comunicato n. 3 del 22 ottobre 1946.
3) Ivi, Comunicato n. 1 del 5 settembre 1947.
4) Ivi, Comunicato n. 2 del 6 ottobre 1948.
5) Nel 1947/48 sono state bloccate le promozioni verso la serie B, la serie C è stata snellita e molte delle società che vi prendevano parte giocano nel 1948/49 in un nuovo Campionato di livello inferiore, la Promozione Interregionale. In serie A vi sono 20 squadre, la serie B è a girone unico con 21 squadre, alla serie C prendono parte 82 società, divise in quattro gironi. Per quattro campionati, dal 1948/49 al 1951/52, il calcio italiano è strutturato in sei livelli: Serie A, Serie B, Serie C, Promozione Interregionale, I Divisione Regionale, II Divisione Regionale.
6) FIGC, Lega Regionale Veneta, Comunicato n. 2 del 6 ottobre 1948.
7) BRUNO SAVIN, “E noi… chi siamo!?” 1939-1946 Battaglia Terme nella 2a Guerra Mondiale, 2006, p. 540.
8) MARIO BOETTO, Un secolo di storia Dalla Monselicense al Calcio Monselice 1926, 2009, p. 59.
9) ENZO SALMASO, DUILIO AVEZZÙ, FRANCESCO VIOLA, 100 anni di calcio a Cavarzere 1907-2007, a&p Editrice, 2007, p. 52.
10) FIGC, Lega Regionale Veneta, Comunicato n. 28 del 20 aprile 1949.
11) 1.000 lire del 1949 equivalgono a 17,73 euro del 2011.
12) Padova, 20 febbraio 1949: Padova – Torino 4-4 (3-2). Questi i marcatori: pt 22′ e 26′ Checchetti (P), 36′ Ossola (T), 39′ Castigliano (T), 45′ Vitali (P); st 7′ Fiore (P), 26′ e 42′ Menti (T). Allenatore del Padova è Béla Guttmann, sostituito alla 34a giornata da Pietro Serantoni.
13) L’Arsenal ha vinto il campionato inglese nel 1931, dal 1933 al 1935 e nel 1938; il Torino ha vinto lo scudetto nel 1943 e dal 1946 al 1949.